Bolg informativo sui disturbi legati all'Ansia e agli Attacchi di panico - Facebook https://it-it.facebook.com/insiemedap/
Visualizzazione post con etichetta emozioni.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta emozioni.. Mostra tutti i post
giovedì 29 giugno 2017
La semplicità trasforma le persone comuni in esseri eccezionali
Abbiamo grandi sogni e progetti ambiziosi, ma ciò non significa che non possiamo abbracciare la semplicità. Ma in un mondo in cui il valore delle persone sembra dipendere da quello che hanno, piuttosto che da ciò che sono, dove spesso ci si preoccupa di più delle apparenze che dell'essenza, è facile cadere nella trappola dell’orgoglio, della vanità e della presunzione.
Tuttavia, non esiste migliore adorno per la nostra anima che l’umiltà. Infatti, la semplicità è il linguaggio del cuore, sono una forma di espressione diretta che non ha bisogno di artifici e permette di connetterci agli altri dalla nostra essenza, rendendoci autentici al 100%.
I rischi che nascondono l’orgoglio e l'arroganza
Una volta una rana si chiese come avrebbe potuto allontanarsi dal freddo inverno. Alcune oche gli suggerirono di emigrare con loro, ma il problema era che la rana non sapeva volare.
- Lasciatemi fare a me - disse la rana-. Ho un cervello straordinario.
In seguito chiese a due oche di aiutarla a raccogliere una canna, ciascuno avrebbe afferrato una estremità. La rana pensò di afferrare la canna con la sua bocca.
Quando l'inverno stava per arrivare, le oche e la rana iniziarono il loro viaggio. Ma non avevano ancora volato a lungo quando si trovarono a sorvolare una piccola città dove gli abitanti uscirono a vedere l’insolito spettacolo.
Qualcuno chiese: “Chi è che ha avuto un’idea così brillante?”
La rana si sentì così orgogliosa che esclamò:
- A me!
Nel momento preciso in cui aprì la bocca si staccò dalla canna e cadde nel vuoto.
Come per la rana della storia, l'orgoglio ci può portare a prendere decisioni sbagliate, senza pensare alle conseguenze. Infatti, l’orgoglio ci convince di avere ragione mentre gli altri hanno sempre torto. Ci porta a credere che solo le nostre idee siano logiche e razionali, in modo tale che non accettiamo nuovi modi di vedere le cose e terminiamo ingessati.
Orgoglio e arroganza fanno si che ci rinchiudiamo in ciò che abbiamo imparato trasformanodoci nei nostri carcerieri. Questo è confermato da uno studio condotto presso la Cornell University. Questi psicologi presentarono a 100 volontari un elenco di termini tecnici scoprendo che coloro che si credevano esperti del settore, non solo non erano in grado di riconoscere i termini fittizi che i ricercatori avevano inventato per depistarli, ma affermavano addirittura di sapere tutto al riguardo. Al contrario, le persone che adottarono un atteggiamento più umile e non pretesero di essere esperti del settore mostrarono scetticismo in merito a questi termini e riconoscevano di non conoscerli.
Questo studio dimostra che a volte il nostro ego ci acceca e ci impedisce di cogliere le opportunità di crescita e di imparare qualcosa di nuovo. Dimostra che se non alziamo gli occhi continueremo a credere di aver raggiunto il livello più alto.
7 vantaggi dell’umiltà e della semplicità che ci trasformeranno in persone migliori
1. Ci permettono di avere una maggiore flessibilità mentale. Se adottiamo un atteggiamento umile ci trasformeremo in eterni apprendisti. Questo significa che saremo sempre disposti ad ascoltare nuove idee e cambiare le nostre. In questo modo riusciremo a crescere, perché non resteremo legati alle nostre idee o modi di fare le cose, ma saremo aperti al cambiamento. Infatti, nella misura in cui coltiviamo la modestia, ci risulterà anche più facile imparare dagli errori e capire che questi sono necessari per crescere ed evolverci.
2. Ci liberano emotivamente. Fingere di sapere tutto può arrivare ad essere logorante. Così abbracciare l'umiltà e la semplicità è spesso liberatorio. Quando riconosciamo i nostri errori e limitazioni non stiamo mostrando debolezza ma piuttosto il contrario, dimostriamo sicurezza in noi stessi, che ci conosciamo bene e non abbiamo paura di riconoscere quando abbiamo fallito o che abbiamo bisogno d’aiuto. L’umiltà innalza, la superbia riduce.
3. Ci aiutano ad apprezzare i piccoli dettagli. L’orgoglio vuole sempre di più, non è mai soddisfatto. Al contrario, l'umiltà si accontenta e trova la felicità in quello che ha. La semplicità permette di concentrarci nei piccoli dettagli e scoprirne la bellezza, permette di sentirsi grati per quelle cose che adornano la nostra vita e che prima non valutavamo correttamente perchè le consideravamo scontate. Così abbracciare l'umiltà ci permette di essere felici qui e ora, ci aiuta a sentirci grati e soddisfatti di ciò che siamo e abbiamo realizzato.
4. Ci permettono di connetterci dalla nostra essenza. Semplicità significa anche liberarsi delle maschere sociali che usiamo normalmente nelle relazioni interpersonali. La magia consiste nel fatto che quando ci liberiamo della necessità di impressionare gli altri, ci mostriamo per quello che siamo, e questo ci permette di stabilire un legame emotivo più profondo con le persone intorno a noi. In questo modo, siamo in grado di sviluppare relazioni più autentiche, forti e durature.
5. Ci permettono di trovare serenità. È curioso ma, nella misura in cui diventiamo umili, ci abbandona il bisogno di discutere, imporre le nostre opinioni o avere ragione. Quando non abbiamo bisogno che il nostro ego prevalga, ci apriamo ad altri punti di vista e troviamo la serenità anche quando le credenze e le opinioni degli altri sono opposte alle nostre. Questo nuovo approccio nelle relazioni interpersonali ci farà ritrovare una grande serenità.
6. Ci aiutano ad essere più empatici. Solo quando lasciamo andare orgoglio e arroganza, quando smettiamo di alimentare il nostro ego, siamo in grado di abbandonare il nostro punto di vista e metterci nei panni degli altri. Pertanto, il percorso verso la semplicità ci aiuta anche ad essere più comprensivi ed empatici. Questo significa che possiamo capire una persona, condividere le sue preoccupazioni e sentimenti, anche se non siamo d'accordo con il suo modo di pensare.
7. Ci rendono la vita più facile. Quando finalmente ci rendiamo conto che “avere meno significa essere più ricchi” il nostro mondo diventa improvvisamente molto più semplice. Ci rendiamo conto che molte delle cose di cui credevamo avere bisogno, in realtà non sono necessarie per essere felici. Allora possiamo concentrarci su ciò che conta davvero, reindirizzare i nostri sforzi verso quelle cose che ci rendono felici e ci riempiono, quelle cose che danno veramente senso alla nostra vita, piuttosto che toglierlo.
Ricordate sempre le parole dello scrittore argentino Ernesto Sábato: “Per essere umili si necessita grandezza”.
Fonte:
Atir, S. et. Al. (2015) When Knowledge Knows No Bounds Self-Perceived Expertise Predicts Claims of Impossible Knowledge. Psychological Science; 26(8): 1295-1303.
Dal Sito: www.angolopsicologia.com
martedì 9 maggio 2017
Gestire la rabbia: “sfogarsi” o restare fermi finché l’emozione passa?
Uno studio ha dimostrato come per diminuire e gestire meglio la rabbia sia preferibile restare fermi finché l'emozione passa anziché sfogarsi fisicamente.
La rabbia è una delle emozioni di base, che ci segnala che qualcosa sta intralciando il nostro percorso verso un obiettivo importante. Davanti a un’esperienza di rabbia possiamo reagire in tanti modi diversi: alcune persone sono più propense a internalizzare, a tenere tutto dentro, altre cercano di non pensarci evitando l’oggetto della rabbia, altre la sfogano con parole o comportamenti, altre ancora continuano a pensare a quello che ha causato la rabbia, mantenendo contemporaneamente attiva l’emozione.
Una volta che la rabbia si è attivata e noi vediamo rosso, possiamo evitare le persone che ci hanno fatto arrabbiare, possiamo cercare di discutere della cosa con calma o possiamo esprimere la rabbia verso la persona o la situazione che l’ha causata in modo impulsivo e liberatorio. Ci sfoghiamo. Qualcuno ci taglia la strada e noi suoniamo il clacson, il nostro collega fa un guaio e noi gli urliamo contro, il nostro partner dice una cosa di troppo e si becca la sfuriata.
Se da una parte è stato più volte mostrato come rimuginare in modo rabbioso e tenere il muso sia controproducente sia nella relazione che per la regolazione emotiva, siamo certi che sfogare la rabbia sia di aiuto? Il professor Brad Bushman dice a riguardo che
Non è detto che una cosa sia positiva solo perché ti fa stare bene.
In sostanza, facciamo attenzione a sostenere l’utilità dello sfogo solo perché immediatamente dopo ci sentiamo meglio. Bushman ha condotto con il suo team di ricerca una serie di studi sul tema, giungendo a interessanti conclusioni. Una di queste ricerche ha coinvolto 600 studenti (metà maschi e metà femmine) suddivisi in 3 gruppi: a tutti gli studenti è stato chiesto di produrre un testo scritto, che in seguito è stato analizzato e criticato da un compagno; un primo gruppo ha poi ricevuto indicazione di colpire un pungiball immaginando che raffigurasse il compagno critico, un secondo gruppo ha dovuto colpire il pungiball pensando a quanto questo migliorasse la propria forma fisica e un terzo gruppo non ha ricevuto nessuna indicazione e non ha colpito il pungiball, rimanendo in attesa.
Tutti i soggetti hanno poi compilato dei questionari che valutavano la rabbia e l’aggressività. Secondo la teoria della catarsi, sfogarsi colpendo un oggetto e contemporaneamente pensando a una situazione o a una persona che ci ha causato rabbia dovrebbe aiutarci ad abbassare il livello di attivazione emotiva e calmarci. In realtà, è emerso il trend opposto: il gruppo di partecipanti che aveva colpito il pungiball ripensando alla persona che li aveva criticati ha mostrato i maggiori livelli di rabbia e ostilità al termine dell’esperimento, seguito dal campione che aveva colpito il pungiball pensando ad altro. Sorprendentemente, il gruppo di controllo che era rimasto in attesa senza fare nulla ha mostrato i minori livelli di rabbia e ostilità al termine dell’esperimento.
In altre parole, non fare nulla si è mostrato più utile che sfogarsi fisicamente per diminuire i livelli di rabbia. Se questi risultati sono in contraddizione con l’idea di catarsi, sono invece molto allineati con la Teoria Metacognitiva (Wells, 2012): se consideriamo la condizione di “sfogo” più da vicino, questa in sostanza prevede di impegnarsi in una forma di ruminazione rabbiosa, colpendo contemporaneamente il pungiball. Coerentemente con gli studi di Wells e colleghi, le forme di pensiero perseverante contribuiscono a mantenere l’attenzione focalizzata sulla situazione che ha attivato l’emozione negativa, mantenendo al contempo l’emozione stessa (in questo caso, la rabbia). Il fatto di rimanere fermi senza fare nulla (condizione di controllo per questo studio) ha invece molto a che fare con quello che Wells chiama “lasciare in pace i pensieri”: permettere cioè che il pensiero (in questo caso arrabbiato) semplicemente se ne vada come è arrivato, senza alimentarlo con ulteriori risorse cognitive e attentive, che lo mantengono attivato e vivido.
È interessante quindi notare come uno studio che comprende così tanti soggetti, pur partendo da un background teorico completamente differente e proponendosi di indagare meglio il ruolo della catarsi nella risoluzione di dinamiche di rabbia, giunga tuttavia alle stesse conclusioni di tanti studi sulle conseguenze negative del pensiero perseverante in termini attentivi ed emotivi. Questo fa pensare che in qualche misura, soprattutto per le cose che ci stressano nel quotidiano, la soluzione possa davvero essere imparare a lasciarsi in pace.
Scritto da: Chiara Manfredi
Dal Sito: www.stateofmind.it
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/11/gestire-rabbia/
Iscriviti a:
Post (Atom)

