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martedì 1 dicembre 2020

Ansia nel post parto: come nasce e come affrontarla




Durante il post parto è un sentimento molto diffuso provare ansia più del solito, ma come si può fare per gestirla?

Il post parto non è un momento semplicissimo per tutte le neomamme. Molte di queste, purtroppo, vivono dei periodi parecchio bui che possono sfociare in una grave depressione.

Spesso questo sentimento si innesca fin dai primi giorni di nascita del bebè per poi sfociare in un qualcosa di più grande se non si prende in tempo.

Molte mamme cadono in questo buco nero a causa di una serie di insicurezze che si innescano in loro durante la gravidanza e che poi dopo il parto prendono piede prepotentemente come: l’essere non all’altezza della situazione, la paura di non essere delle brave mamme, il timore di non riuscire a perdere i chili presi durante la gravidanza e non ritornare ad avere le forme di un tempo.

Tutte queste paure e timori possono generare ansia e stress che potrebbero poi riversarsi sul nascituro e soffrire a sua volta di ciò una volta raggiunta l’età adulta.

Ansia nel post parto: i sintomi fisici

L’ansia si può definire come un sentimento in cui si prova paura per quello che potrebbe avvenire o per la sensazione di un pericolo imminente.

Dal punto di vista fisico sono tanti i segnali che avvertono un tale presentimento:

  • battiti cardiaci e respirazione accelerata
  • aumento dell’adrenalina e degli ormoni dello stress
  • immisione nel corpo di glucosio e della neoglucogenesi, cioè la capacità del fegato di produrre glucosio a partire dagli amminoacidi
  • aumenta il livello di allerta corticale, in modo tale che tutto il corpo si prepara ad una situazione di pericolo
  • iperemesi, vomito, nausea, affaticamento, astenia, disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno, fenomeni come “gambe senza riposo” o pesanti

Inoltre problematiche più serie si verificano nel momento in cui quest’ansia è relativa a un pericolo immaginario e non davvero consistente. Questa condizione può provocare un peggioramento della qualità della vita non solo di chi prova ansia, ma anche delle persone che gli stanno intorno e trasformarsi in qualcosa di più grave come: fobia, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi dell’adattamento, agorafobia.

Ansia nel post parto: chi è a rischio?

Sono a rischio tutte quelle donne che già nel loro percorso di vita hanno dovuto affrontare degli eventi traumatici o dei periodi molto complicati e difficili.

Certo in un periodo così delicato tutte le donne possono iniziare ad avere problemi di questo tipo e proprio per questo motivo è necessario non sottovalutare ogni minimo segnale.

Se ci si sente affaticate da ciò che si sta vivendo o da qualche situazione particolare, il consiglio è di rivolgersi ad un professionista che può aiutarvi a risolvere qualsiasi problematica.

Ansia nel post parto: che cosa si può fare per curarla?

Una delle primissime cose che è necessario fare per guarire e risolvere il problema è di rendersi conto di cosa si sta vivendo.

Le neomamme e non devono essere informate sui danni che l’ansia può creare sulla mente e sul corpo di una persona. Per questo è importante prenderne coscienza il prima possibile in modo tale da poter agire nel breve termine se ci si dovesse rendere conto di soffrire di un problema simile.

Di certo l’aiuto di un professionista attraverso una psicoterapia può essere di grande vantaggio. Da evitare l’automedicazione, magari per mezzo di prodotti fitoterapici a base di essenze naturali.

La medicina complementare, invece, può essere un valido alleato: dalla meditazione allo yoga, dall’agopuntura fino ai massaggi terapeutici.

Anche i gruppi di supporto possono essere di grande aiuto, ne esistono diversi formati da mamme!

Infine la medicina più influente di tutte può essere il prendersi cura di se stesse, magari con qualche coccola in più: che si tratti di un trattamento estetico, una giornata in famiglia o un acquisto che si desidera da tanto tempo.


Dal Sito: universomamma.it

mercoledì 2 settembre 2020

Depressione post partum, come riconoscerla ed affrontarla





Depressione post partum, come riconoscerla ed affrontarla„Il momento che segue la nascita del bambino è delicato e l'equilibrio psico-emotivo della neo mamma può essere fragile: ecco i sintomi da non sottovalutare


Depressione post partum, come riconoscerla ed affrontarla


Che la gravidanza sia un tempesta ormonale per una donna è chiarissimo. Fin dal concepimento della nuova vita, infatti, nella donna avvengono una serie di cambiamenti non solo esterni, ma anche interni e la neo mamma si trova a vivere nuovi equilibri emotivi e psichici, spesso molto fragili. Il periodo del post parto, poi, è ancora più delicato, ecco perchè si arriva a parlare di Depressione Post-partum.
La gravidanza e il parto

Durante i nove mesi di gestazione la futura madre da un lato ha il tempo di preparare al piccolo un suo spazio fisico per accoglierlo nel mondo reale, dall’altro può riorganizzare i propri spazi interiori, creando all’interno della sua mente uno spazio psichico per il suo bambino ed elaborare l’immagine di sé come genitore.

Questo processo non è sempre indolore: alcune donne, per i loro vissuti, hanno infatti difficoltà ad accettare la maternità e dentro di sé vivono sentimenti contrastanti: felicità, paura, apprensione per ciò che le attende. Queste emozioni non sempre vengono espresse, per il timore di sentirsi “diverse” e giudicate come inadeguate al ruolo di madre. Invece è importante dare voce a questi sentimenti e a queste emozioni interne in quanto ansia, tristezza e sconforto possono trasformarsi in veri e propri sintomi di depressione.
Riconoscere una Depressione post-partum

Alla nascita del bambino le cose possono diventare ancora più complicate: i due neogenitori possono trovarsi infatti impreparati nel loro nuovo ruolo. A questo va aggiunto il rapido cambiamento ormonale per la donna, cambiamento che può favorire una significativa alterazione dell’umore, nella maggior parte dei casi transitoria. Secondo il sito State Of Mind, solo nel 10-15% dei casi i sintomi diventano clinicamente significativi nel senso di una depressione post-partum. In questo caso si tratta di sintomi non transitori che possono perdurare anche diversi anni.
Impariamo a riconoscere i sintomi della Depressione post-partum

Sono almeno cinque i sintomi da riscontrare tra i seguenti per un arco di tempo di almeno due settimane, per una diagnosi di depressione post-partum
ansia
alterazione del sonno
isolamento
umore depresso
astenia
anedonia (perdita di piacere)
sentimenti di colpa e di inutilità bassa autostima, impotenza e disvalore
modificazione del peso e/o dell’appetito
perdita della libido
riduzione della concentrazione
pensieri ricorrenti di morte e/o progettualità di suicidio
agitazione o rallentamento psicomotorio.

Anche nel linguaggio della neo mamma si possono riscontrare questo tipo di frasi:
“Ogni cosa ha perso il suo senso”
“Mi viene sempre voglia di piangere”
“Non voglio vedere nessuno”
“Mi sento stanchissima”
“Per un attimo mi sento benissimo e appena dopo sono di nuovo a terra”
“Mi pesa fare ogni cosa”
“Non riesco a prendere nessuna decisione”
“Mi sento confusa”
“Non sono in grado di fare niente”
“Tutti pensano solo al bambino, non come mi sento io”
“Perché sto così male adesso che ho questo bellissimo bambino?”
“A volte penso che tutti starebbero meglio se io non ci fossi più”
“Mi sento in ansia”
“Sento che sto per scoppiare”
“Non riesco a respirare, ho il fiato corto”
“Mi sento un nodo alla gola”
“Non sopporto che qualcuno mi tocchi”
“Non ho appetito”
“Mangio senza un freno”

Non è detta che una donna che manifesti solo alcuni di questi sintomi debba necessariamente rientrare in una diagnosi di Depressione post-partum. Si può trattare infatti di un disturbo dell’adattamento con umore depresso.

Nella maggior parte dei casi, lo stress che la donna vive dopo la nascita del bambino è una reazione momentanea alle esigenze del neonato o alle pressioni di altri membri della famiglia: in questi casi basta fornire rassicurazioni e ascolto alla puerpera per aiutarla a ritrovare pian piano un nuovo equilibrio.

Se invece la presenza di un certo grado di ansia è costante, all’interno di un quadro depressivo allora questo ci deve far pensare alla depressione post-partum.
Quando si manifesta la depressione post-partum?

Già nella 3-4 settimana successiva al parto possono manifestarsi i primi sintomi, ma anche tra il quarto e il sesto mese, con alcuni casi fino ai nove mesi. Non bisogna confondere questi sintomi con la maternity blues, un lieve disturbo emozionale transitorio che si riscontra in più della metà delle donne nei primi giorni dopo il parto e che si risolve da solo entro una settimana, senza particolari conseguenze su mamma e bambino.
Cosa fare se i sintomi persistono

Quando ci si accorge che i sintomi della depressione post-partum o lo stato malessere persistono per più di due settimane, è il momento di rivolgersi a uno psicologo, che dopo un colloquio, alcuni test specifici e l’osservazione clinica sarà in grado di indicare il percorso di trattamento migliore. 


Dal Sito: today.it

giovedì 13 dicembre 2018

Depressione post partum: i sintomi che devono allarmare le neo mamme


Stati di agitazione, confusione, paranoia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino: questi sono alcuni dei sintomi più gravi della depressione post partum che devono allarmare la neo mamma e chi le è vicino. Ad elencarli è Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), dopo il caso della donna di 26 anni che a Catania ha ucciso il figlioletto di tre mesi gettandolo a terra.

In Italia ogni anno 100 mila donne sono colpite dalla depressione post-partum: “Oltre il 70% delle madri, nei giorni immediatamente successivi al parto, manifesta sintomi leggeri di depressione in una forma definita baby blues, con riferimento allo stato di malinconia (blues) che caratterizza il fenomeno – spiega Vinciguerra -. Ben più gravi e duraturi sono i sintomi della depressione post-partum vera e propria, che possono perdurare anche molti mesi”.

I sintomi possono includere un forte abbassamento dell’umore con una tristezza intensa e costante, disperazione, sensazione di stanchezza estrema, perdita di interesse per il bambino appena nato o preoccupazioni ingiustificate per il benessere del neonato, difficoltà di concentrazione, facile irritabilità con aggressività, incapacità a far fronte alle necessità elementari. Questi sintomi, aggiunge l’esperta, “sono spesso accompagnati da cefalee persistenti, palpitazioni, insonnia, incubi notturni e attacchi di panico”.

Diversi possono essere i fattori che contribuiscono all’insorgere di questo disturbo: “problemi ormonali, età della mamma e variabili psico-sociali. E’ più a rischio – spiega Vinciguerra – una donna giovane, single, con gravidanza non desiderata o inaspettata, con problemi di relazione coniugale, con inadeguato supporto sociale e con precedenti aborti. Ovviamente una donna che ha già sofferto di depressione è molto a rischio”.

Ma delle cure sono possibili, conclude Vinciguerra: “Possono consistere nella psicoterapia e nella partecipazione a terapie di gruppo con donne che manifestano la stessa sintomatologia e nell’assunzione di ansiolitici e antidepressivi sotto controllo medico e sospendendo l’eventuale allattamento. E’ comunque consigliabile per tutte le neo mamme frequentare dei corsi post-partum”.

Dal Sito: ladyblitz.it