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venerdì 17 gennaio 2020

L’ANSIA È UN RIFLESSO DELL’INTELLIGENZA, LO RIVELA UNO STUDIO


In un modo o nell’altro, tendiamo tutti a preoccuparci di qualcosa e queste preoccupazioni possono farci sentire ansiosi. Cerchiamo in tutti i modi di combattere l’ansia che arriviamo a stressarci, se fai un giro sul web potresti trovare un sacco di articoli su come gestire questo malessere.

Secondo una recente ricerca canadese, non è poi così male sentirsi stressati perché potrebbe persino indicare maggiore intelligenza.Secondo questo studio, le persone che trascorrono molto tempo a pensare ad un problema, tendono ad avere un’intelligenza verbale più elevata.

L’intelligenza verbale, che è una misura della nostra capacità di risoluzione dei problemi, pensiero critico e ragionamento astratto, è fondamentale per il nostro successo nel raggiungimento di determinati obiettivi. Le persone con un’intelligenza verbale più elevata possono trasmettere il loro messaggio nel modo desiderato, il che può favorire il raggiungimento di obiettivi specifici.

Lo studio è stato condotto alla Lakehead University in Canada e i ricercatori hanno constatato che coloro che soffrono più di ansia, hanno un quoziente intellettivo più alto.

Lo stesso risultato è stato dato da un altro studio israeliano,gli psicologi hanno analizzato l’atteggiamento dei partecipanti allo studio dividendoli in due gruppi separati.

Ad un gruppo fu detto di analizzare un’opera d’arte su un computer dove improvvisamente appariva una notifica in cui veniva chiesto loro di cercare l’assistenza tecnica necessaria per eliminare un virus.Durante questa azione, gli studenti erano vittime di 4 diversi imprevisti.

Perché lo stress e l’intelligenza sono correlati?

Tuttavia, la domanda è: perché stress e intelligenza sono correlati? Un video di Science of Us spiega che potrebbero esserci tre possibili spiegazioni per questa associazione apparentemente controintuitiva: psicologica, neurologica ed evolutiva. L’ipotesi psicologica suggerisce che, poiché le persone stressate trascorrono più tempo a pensare, ripensare e ad analizzare le diverse questioni, forse capiscono meglio gli eventi e le idee rispetto ad altre.

L’ipotesi neurologicaafferma che le persone che si stressano di più, hanno maggiori quantità di sostanza bianca. In anatomia, la sostanza bianca è data dai fasci di fibre nervose che collegano l’encefalo al midollo spinale. Poiché la sostanza bianca principalmente è una connessione neuronale che funge da condotto tra le diverse regioni del cervello, una proporzione maggiore di essa facilita una comunicazione più rapida tra le varie regioni del cervello e si traduce in una risposta più rapida.

L’ipotesi psicologia ed evolutiva afferma che tutto potrebbe essere dovuto al tempo che queste persone trascorrono a pensare. Le persone ansiose analizzano, riflettono, pensano continuamente e cercano di individuare le cause o le ripercussioni in qualsiasi situazione, anche la più piccola. Sono pensatori abituali e forse questo ripensamento le aiuta a capire meglio le persone e l’ambiente circostante.

Riassumendo, il tuo stress e le tue ansie potrebbero essere solo il riflesso della tua intelligenza che è superiore rispetto a quella degli altri.

Ma è importante capire che l’ansia non migliora l’intelligenza. In effetti, le persone eccessivamente ansiose tendono ad avere problemi anche con il sonno, con la concentrazione, la memoria e l’immunità. Un equilibrio ottimale tra stress e rilassamento è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere felici. Ti diamo alcuni consigli per controllare la tua ansia:

Prenditi cura della tua salute e fai sport

Molte volte dimentichiamo che l’ansia è anche collegata alla nostra autostima e a quello che pensiamo di noi stessi.

Se pensiamo di fallire in ogni situazione, se ci concentriamo solo sulle nostre imperfezioni e difetti, è normale sentirci ansiosi di tutto.

Una cosa semplice come praticare sport, fare una passeggiata rilassante in riva al mare o al parco, può diminuire i nostri livelli di ansia e stress.

Le tecniche di respirazione ci aiutano a calmarci

In molti modi, il nostro umore e le nostre emozioni dipendono in gran parte dal grado di attivazione del sistema nervoso.

Le tecniche di respirazioneci consentono di ottenere il massimo dai nostri polmoni,questi semplici esercizi ci permettono anche di focalizzare l’attenzione su altro e ci fa perdere di vista quella spiacevole sensazione di essere sopraffatti dalla necessità di svolgere diversi compiti contemporaneamente, un atteggiamento molto comune nelle persone ansiose.

Evita la caffeina

Se consumi prodotti contenenti caffeina, come caffè o determinate bevande a base di caffeina come la Coca Cola, è normale sentirsi più accelerati e ansiosi. L’ansia si può controllare anche con il cibo che mangiamo.

Dormi bene

Dormire bene e riposare è una condizione indispensabile, ci rende molto più in forma e pronti ad affrontare la vita di tutti i giorni.

Dal Sito: donna.fidelityhouse.eu

sabato 15 giugno 2019

Sei un tipo ansioso? Probabilmente sei anche più intelligente



Chi ha un quoziente intellettivo più alto tende a rielaborare pensieri del passato al fine di «prevedere» quello che potrebbe accadere. Ma l'ansia spesso comporta prestazioni meno brillanti

Esiste una connessione fra ansia e ansia e livello di intelligenza. Probabilmente il legame risiede nella capacità di riuscire a intuire le possibili conseguenze negative delle situazioni e delle proprie azioni. Chi è più intelligente si preoccupa maggiormente del futuro, anche perché tende anche a rielaborare pensieri e accadimenti passati, come se volesse trarne un insegnamento per fare previsioni più affidabili rispetto a quanto potrà accadere. Tuttavia, secondo quanto indicano Alisa Williams della School Psychology dell’University of Maryland e Pauline Prince dell’Anne Arundel County Public Schools di Annapolis, in un articolo pubblicato sulla rivista Applied Neuropsychology Child , alla fine l’ansia forse aiuta sì a prevedere il futuro, ma incide negativamente sui compiti da eseguire, così che alla fine la sua azione non è del tutto positiva.

Le ricerche

La connessione tra ansia e intelligenza è stata indagata da ricerche condotte in diverse parti del mondo. Molto originale quella realizzata da due psicologi, Tsachi Ein-Dor e Orgad Tal, della School of Psychology dell’Interdisciplinary Center Herzliya in Israele: a un gruppo di studenti, selezionati perché avevano livelli di quoziente intellettivo differente gli uni dagli altri, è stato chiesto di valutare alcune opere d’arte presentate sul monitor di un computer all’interno di una stanza in cui erano stati lasciati soli. Ma si trattava di un falso compito. In realtà, dopo aver visionato le prime opere, sullo schermo è comparso un allarme che segnalava la presenza nel computer dell’università di un virus che avrebbe presto fatto danni irreparabili. I ragazzi sono stati osservati mentre uscivano dalla stanza alla ricerca di qualcuno che potesse dare loro un supporto informatico, ma lungo il percorso sono stati fermati da alcuni «ostacoli», in realtà complici dei ricercatori, come un compagno che chiedeva di riempire dei moduli, o un altro che faceva cadere pacchi di fogli nel corridoio, intralciando il loro cammino. A quel punto i comportamenti si sono differenziati: gli studenti con quozienti intellettivi meno elevati si sono lasciati distrarre, mentre quelli più intelligenti hanno risposto con un’ansia crescente e la determinazione a raggiungere al più presto il supporto informatico. Erano più ansiosi perché nella loro mente intravedevano le possibili conseguenze negative causate dal computer infettato.


Ma l'ansia gioca brutti scherzi

In un’altra ricerca, realizzata dagli stessi psicologi i ragazzi più intelligenti sono risultati anche quelli che più precocemente si allarmavano per la presenza nelle loro stanze di odori potenzialmente pericolosi, come quello di fumo. Risultati convergenti vengono da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Personality and Individual Differences . Oltre cento studenti canadesi sono stati sottoposti a indagini psicologiche che esploravano il loro livello di ansia, messo poi a confronto con i risultati dei test di quoziente intellettivo. Anche in questo caso, la correlazione è stata netta, soprattutto per quanto riguarda un certo tipo di intelligenza, quella linguistico-verbale, ossia l’abilità di comprendere le parole e di esprimersi verbalmente o di giocare con le parole. Sono proprio tali abilità che portano queste persone a immaginare ed esplorare spontaneamente le possibili conseguenze di situazioni e comportamenti, arrivando a realizzare una condizione di «ruminazione» mentale che è una delle caratteristiche dell’ansia. Ed è proprio grazie a tali ruminazioni che si riesce a stare lontano dai pericoli, ma pagando il prezzo di vedere rischi laddove non ci sono. Secondo quanto riportato da Alisa Williams e Pauline Prince nel loro articolo, gli individui ansiosi, pur essendo spesso più intelligenti, finiscono poi per avere in pratica prestazioni meno brillanti di quanto potrebbero realizzare. «Quando sono sotto pressione nello svolgere un compito, la loro intelligenza fluida risulta ridotta» dicono le due psicologhe, «probabilmente perché la memoria di lavoro è monopolizzata dai pensieri ansiosi, come le preoccupazioni e la ruminazione, elementi caratteristici dell’ansia, che comportano un eccessivo soffermarsi su immagini e pensieri negativi, collegati al timore di fallire. Così queste persone non riescono del tutto a mettere la loro intelligenza e i loro pensieri al servizio del compito che dovrebbero svolgere». 


Dal sito: 

corriere.it 

lunedì 7 settembre 2015

Attacchi di panico e intelligenza: ecco perché chi ne soffre è più acuto della media

Da alcune ricerche è stato dimostrato che esiste una stretta relazione tra ansia e intelligenza, le persone ansiose, infatti, sono più acute della media. Una notizia che potrebbe essere di conforto a coloro che convivono ogni giorno con questo stato, anche se forse l’unico loro desiderio è trovare il modo che l’ansia scompaia per sempre.

Dallo studio dello psichiatra Jeremy Coplan è emerso come chi soffre di forti stati ansia abbia un quoziente di intelligenza più elevato, rispetto agli individui che non ne soffrono. Inoltre, è stato messo in evidenza, come coloro che vivono perennemente in questo stato riescano a fare un’analisi più approfondita di un problema, un’azione che li porta a non correre rischi e ad avere un tasso di sopravvivenza più alto.
La persona ansiosa, infatti, prima di agire si trova a vagliare ogni possibile aspetto della situazione, sia considerando gli eventi passati sia facendo previsioni sui possibili scenari futuri che potrebbero presentarsi, questo ha come conseguenza l’organizzazione di ogni cosa nei minimi particolari e un maggior impegno nel portarle a termine. Chi soffre d’ansia e di attacchi di panico, secondo quanto emerso, mette in atto una strategia che assicura l’evoluzione della specie perché ogni situazione viene sviscerata, per fare in modo che si abbia tutto sotto controllo e non si presenti nessun tipo di pericolo.

Urbanpost.it 

Cristin Stella