Scopriamo dunque, anzitutto cos’è, come comportarsi con essa riconoscendone i sintomi e come uscirne. Perché, alla fine di tutto, la ricompensa è abbracciare una nuova vita, vostro figlio!
Questa patologica paura condiziona molte donne, che eviteranno di rimanere incinte per il terrore che scatena in loro l’idea di affrontare una gravidanza e, in particolare, un parto. Nulla a che vedere con la fobia di essere madri, pur pianificando il cesareo dal principio per evitare il parto vaginale. In qualche caso, questo disturbo fobico è conseguenza delle implicazioni psicologiche e sociali correlate alla nascita di un bambino. Altre volte, la tocofobia può dipendere dall’idea di non riuscire a sopportare il dolore del travaglio.
La paura del parto può essere influenzata da esperienze traumatiche del passato (manovre ostetriche invasive, distacco placentare, taglio cesareo d’emergenza, aborti o gravidanze extra-uterine ecc.) e dall’ascolto di testimonianze di nascite difficili o complicate.
Travaglio e dolore ad esso associato: in qualche caso, la paura del parto è influenzata dall’idea di soffrire o riportare lesioni al tratto genitale; altre volte, questa forma di fobia è scatenata dal pensiero di ferire il bambino o provocarne addirittura la morte;
Dall’evento nascita vero e proprio: alcune donne sono terrorizzate dalla venuta al mondo di un bambino, fino ad arrivare ad evitarla, nonostante abbiano il desiderio di diventare madri. In tal caso, la tocofobia può essere enfatizzata dalle implicazioni psicologiche e sociali che conseguono alla nascita di un figlio.
Le donne che hanno paura di partorire naturalmente sono convinte di non riuscire ad affrontare i dolori del travaglio e/o di morire durante il parto.
Il riconoscimento della tocofobia e la stretta collaborazione tra le figure che assistono la gestante nel corso dei nove mesi di gravidanza (ostetrici, ginecologi e altri medici specialisti) contribuiscono a ridurne la gravità ed a garantire un trattamento efficace.
Sintomi più comuni sono:
il disturbo del sonno,
gli attacchi di panico,
comportamenti elusivi,
ansia e depressione
l’idea di un bambino che cresce al loro interno risulta, per queste donne, profondamente inquietante.
la tocofobia può indurre la donna a sentirsi dissociata dal suo corpo durante l’esperienza del parto.
paura del parto per via vaginale
Difficoltà a concentrarsi sul lavoro o sulle attività quotidiane;
Incubi;
Pianto;
Svalutazione o riduzione dell’autostima;
Agitazione e nervosismo
Due forme diverse di Tocofobia
La tocofobia primaria
Si verifica nelle donne che affrontano il loro primo parto. In genere, la paura del parto è presente ancor prima del concepimento e può comportare la rinuncia a diventare genitore. È una paura particolarmente comune nelle donne, nelle adolescenti o nelle bambine che hanno subito abusi sessuali. A tal proposito, possono scatenarsi sintomi durante gli esami medici legati alla gravidanza a causa dell’insorgere di flashback relativi al trauma scatenante.
La tocofobia primaria può essere:
Sintomo di una depressione in corso;
Conseguenza di abusi sessuali subiti durante l’infanzia
La tocofobia secondaria
Si manifesta nelle donne che sono (state) già madri o che hanno vissuto una precedente gravidanza senza sintomi del problema. Può manifestarsi a seguito di un precedente parto traumatico, di cure per la fertilità non andate a buon fine, aborti spontanei, morte del feto, e nelle donne che non hanno mai partorito naturalmente per via vaginale.
In altri casi di tocofobia, il parto è stato regolare, ma viene percepito dalla donna come una violenza al suo corpo, tanto da portare ad un disturbo da stress post-traumatico, con conseguenze di depressione post-parto.
La tocofobia secondaria può presentarsi anche in seguito al rifiuto di poter scegliere la modalità di espletare il parto (es. con taglio cesareo o, se naturale, con anestesia peridurale).
Quali sono le cause dell’insorgenza della patologia?
In generale, in tutti i casi compare una paura irrazionale di non saper gestire adeguatamente il dolore, perdita di controllo, mancanza di fiducia nel personale medico e un terrore esagerato per la propria vita o per quella del nascituro.
La tocofobia interessa molte donne che affrontano da sole l’imbarazzo e il parto. Si stima un’incidenza che oscilla tra il 2% e il 15% delle donne affette da tocofobia, 1 donna su 10 ne è affetta. La tocofobia colpisce un numero limitato di persone e va ben oltre le normali preoccupazioni che possono scaturire in una fase così importante come l’arrivo di un bambino. Ciononostante, in caso di timori irrazionali associati alla tocofobia, conviene affidarsi a un professionista per poter gestire i sintomi e affrontare in modo sano e positivo la gravidanza e il parto.
L’aspetto particolare è che questa fobia non è esclusiva delle donne. Anche molti uomini ne soffrono. Si sentono profondamente agitati dinnanzi all’incertezza del decorso della gravidanza e del parto delle proprie compagne. Questi uomini temono il momento del parto e cosa potrebbe succedere alla propria partner e al loro futuro figlio.
Lo stato ansioso della madre può ripercuotersi al momento del travaglio prolungandolo ulteriormente. Dopo il parto, invece, la donna può percepire il proprio corpo come un fallimento per aver reso necessaria un’episiotomia o manifestare conseguenze come l’incontinenza fecale o il prolasso esacerbato da un parto strumentale.
In mancanza di un percorso terapeutico che permetta di superare il disturbo, inoltre, la tocofobia potrebbe:
Presentarsi con caratteristiche peggiori nelle gestazioni successive;
Condizionare le donne al punto da spingerle ad evitare una gravidanza, rinunciando quindi ad avere un bambino desiderato, mediante:
L’adozione di una contraccezione rigida;
L’astensione dai rapporti sessuali;
La richiesta di una sterilizzazione permanente, come l’isterectomia.
La tocofobia può avere, quindi, un impatto negativo sul rapporto coniugale e familiare.
Il corretto riconoscimento e la gestione della tocofobia con un percorso di psicoterapia permette di dare alla paziente la possibilità di affrontare e superare il problema. Mentre, la mancanza del trattamento predispone, invece, chi soffre di questa fobia al rischio di continuare ad evitare di intraprendere altre gravidanze, necessitare di un parto cesareo programmato ecc.
La terapia conglitivo-comportamentale è un percorso insegna al soggetto ad affrontare e gestire i pensieri negativi e limitanti associati alla propria paura, attraverso l’esposizione graduale agli stimoli fobici. In questo modo, la persona affetta dal disturbo viene esposto alle situazioni temute con la possibilità di apprendere delle tecniche di autocontrollo capaci di ridurre l’ansia e la paura. A seconda della gravità del quadro clinico, poi, possono essere indicate altre diverse opzioni terapeutiche e tecniche di rilassamento (quali training autogeno, esercizi di respirazione, yoga, rilassamento progressivo ecc.), anche in combinazione tra loro.
In qualunque caso, gli studi eseguiti sull’efficacia di questi trattamenti sono scarsi, sebbene sembrino essere prova di una notevole diminuzione della paura nei pazienti, prima e dopo il parto. La medicina, oggigiorno, suggerisce un intervento con approccio multidisciplinare, che preveda un sostegno psicologico e ostetrico.
La mancanza di una corretta preparazione al parto, può contribuire ad accentuare la gravità della tocofobia. Quando esistono dei fattori che possono predisporre all’insorgenza del problema, quindi, è importante agire a livello di prevenzione, dedicando tempo alla comunicazione, soprattutto per quanto concerne l’esperienza della nascita del proprio bambino. In questo senso, frequentare un corso di preparazione al parto può essere utile a ridurre l’ansia.
Il riconoscimento del disturbo nel primo trimestre di gravidanza è sufficiente, nella maggior parte dei casi, per intervenire con un breve periodo di psicoterapia, per sciogliere i conflitti interiori correlati al vissuto. Questo percorso ha l’obiettivo di indurre la paziente a razionalizzare la propria fobia, cercando di concentrarsi sulla possibilità di reagire ai pensieri ansiogeni e affrontare, così, il parto con serenità.
(Fonte: Mypersonaltrainer)

