Bolg informativo sui disturbi legati all'Ansia e agli Attacchi di panico - Facebook https://it-it.facebook.com/insiemedap/
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giovedì 6 dicembre 2018
Paura di guidare, cause e terapie
La paura di guidare può assumere forme diverse ed essere una manifestazione di vari disturbi psicologici o problemi relazionali
Tachicardia, sudorazione, tremore, mancanza d’aria, fino all’attacco di panico: sono i sintomi che possono accompagnare la paura di guidare. Paura e ansia alla guida, a diversi livelli di gravità, interessano quasi un terzo della popolazione. Quando i sintomi diventano così intensi da causare un disagio significativo o un’importante compromissione della qualità di vita, si parla di fobia.
La paura di guidare può assumere forme diverse: la persona può temere di guidare da sola, senza una persona di fiducia al suo fianco, o temere di guidare solo in autostrada o strade a scorrimento veloce; può aver paura delle situazioni di traffico intenso, o più specificamente di immettersi in una rotatoria; può temere di guidare in certe condizioni metereologiche, oppure oltre una certa distanza dalla propria casa.
La paura induce ad evitare di mettersi al volante o a ridurre il più possibile la guida, portando a limitazioni anche gravi dell’autonomia personale, alla rinuncia ad attività, a compromissione del funzionamento lavorativo e sociale.
La paura di guidare può avere cause diverse. Nel neopatentato può dipendere da insicurezza e scarsa esperienza e risolversi con una maggiore pratica. In altri casi la paura di guidare è solo una delle molteplici manifestazioni di un più ampio disturbo d’ansia generalizzato, in cui la persona è costantemente preoccupata per un gran numero di situazioni quotidiane. Altre volte, può essere parte di un disturbo da attacchi di panico, in cui la guida costituisce una delle occasioni in cui il panico si manifesta. In altri casi, la paura di guidare rientra in un disturbo claustrofobico, in cui l’ansia è legata al trovarsi in spazi chiusi, o in un disturbo agorafobico, in cui l’ansia è provocata dal trovarsi in luoghi da cui sarebbe difficile allontanarsi (autostrada, ponti, posti affollati).
La paura di guidare può anche essere conseguenza di eventi traumatici, come incidenti vissuti in prima persona o a cui si è assistito. In questi casi, potrebbe essere un elemento di un più ampio disturbo da stress, acuto o post-traumatico.
Ancora, la paura di guidare può essere sintomo di un problema relazionale, in particolare di una difficoltà a separarsi da casa e/o dalle figure significative. Limitando la possibilità di autonomia e rendendo materialmente impossibile allontanarsi più di tanto, consente di restare vicino alle figure significative e di mantenere una dipendenza da loro. Ciò può rispondere a un bisogno di controllo, sia da parte del soggetto che ha la fobia, sia dei suoi familiari, o all’esigenza di perpetuare dei ruoli nelle dinamiche familiari (il genitore che si assume il compito, ad esempio, di trasportare il figlio quarantenne che non riesce a guidare e mantiene così un senso della propria utilità o una qualche forma di potere). Non riuscire a guidare può anche limitare le possibilità lavorative ed essere così il tramite per cui una persona mantiene una dipendenza anche economica dalla famiglia, o dal partner nella coppia.
La paura di guidare può anche essere una manifestazione di ansia sociale, in cui si teme il giudizio degli altri: il timore di apparire incapaci alla guida, di bloccare il traffico ed essere oggetto di scherno dagli altri automobilisti, di non essere capaci di parcheggiare, di apparire goffi alla guida e perciò essere valutati negativamente.
Il trattamento dipende dal contesto in cui si inquadra la paura di guidare. Se è parte di un disturbo d’ansia, il trattamento che si è dimostrato più efficace è la psicoterapia cognitivo comportamentale, che aiuta la persona ad affrontare progressivamente le situazioni temute con un’esposizione graduale e attraverso la modificazione di pensieri e convinzioni distorte (ad esempio “Tutti mi guardano mentre guido”, “Devi essere scattante alla guida altrimenti ti giudicano male”).
Per la paura di guidare conseguente a traumi, il trattamento d’elezione è la terapia EMDR(Desensibilizzazione e Riprocessamento tramite Movimenti Oculari).
Quando invece il disturbo è attribuibile a motivi relazionali, la psicoterapia, sia in forma individuale che di coppia o familiare, mira a sostituire le modalità relazionali inadeguate con altre più adattive, in cui la persona possa individuarsi e funzionare autonomamente pur mantenendo un legame con le figure significative.
Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta
Dal Sito: centropagina.it
mercoledì 11 marzo 2015
Attacco di panico: che cos’è e come funziona?
L’Attacco di Panico è un
periodo di paura o disagio intensi in assenza di vero pericolo e
accompagnati da almeno sintomi cognitivi o somatici. L’attacco di panico
raggiunge rapidamente l’apice e si manifeste con breve durata,
solitamente non superiore ai 10 minuti.
Gli attacchi di panico possono essere
(1) inaspettati quando non è possibile associare l’attacco a un fattore specifico preciso,
(2) sensibili alla situazione se sono associati a contesti specifici (es: la guida in autostrada).
I sintomi che possono caratterizzare l’attacco di panico sono: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento, derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), brividi o vampate di calore.
Il circolo del panico si fonda sulla paura della paura, cioè il timore di tutti quei segnali fisici che corrispondono alla paura (es: affanno, tachicardia, brividi, pressione al petto ecc…). La paura è un emozione che si attiva quando l’individuo percepisce una minaccia. La paura prepara il corpo a reagire a questa minaccia.
Cosa succede quando uno dei segnali corporei della paura viene esso stesso interpretato come una minaccia (paura della paura)? Il corpo reagisce aumentando i segnali della paura. Si innesca in questo modo un vortice di apprensione e la paura si trasforma in panico.
Il vortice del panico è favorito dal fatto che il cambiamento fisiologico iniziale è spesso improvviso e inspiegabile. Il panico può spaventare a tal punto da diventare oggetto di preoccupazione anticipatoria. Cioè la persona può iniziare a temere di avere nuovi attacchi di panico.
Il rischio è reagire evitando tutte le situazioni che possono attivare un attacco di panico oppure affrontare le situazioni solo se accompagnati da qualcuno. In questo modo si innesca un problema di agorafobia, intesa come la paura relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di un improvviso attacco di panico. Una delle conseguenze pericolose dell’agorafobia è quello di ridurre l’autonomia e rinunciare ad attività quotidiane piacevoli o utili per la soddisfazione personale.
Gabriele Caselli
State of Mind
Gli attacchi di panico possono essere
(1) inaspettati quando non è possibile associare l’attacco a un fattore specifico preciso,
(2) sensibili alla situazione se sono associati a contesti specifici (es: la guida in autostrada).
I sintomi che possono caratterizzare l’attacco di panico sono: palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia, sudorazione, tremori fini o a grandi scosse, sensazione di soffocamento, dolore o fastidio al petto, nausea o disturbi addominali, sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento, derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi), paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire, parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio), brividi o vampate di calore.
Il circolo del panico si fonda sulla paura della paura, cioè il timore di tutti quei segnali fisici che corrispondono alla paura (es: affanno, tachicardia, brividi, pressione al petto ecc…). La paura è un emozione che si attiva quando l’individuo percepisce una minaccia. La paura prepara il corpo a reagire a questa minaccia.
Cosa succede quando uno dei segnali corporei della paura viene esso stesso interpretato come una minaccia (paura della paura)? Il corpo reagisce aumentando i segnali della paura. Si innesca in questo modo un vortice di apprensione e la paura si trasforma in panico.
Il vortice del panico è favorito dal fatto che il cambiamento fisiologico iniziale è spesso improvviso e inspiegabile. Il panico può spaventare a tal punto da diventare oggetto di preoccupazione anticipatoria. Cioè la persona può iniziare a temere di avere nuovi attacchi di panico.
Il rischio è reagire evitando tutte le situazioni che possono attivare un attacco di panico oppure affrontare le situazioni solo se accompagnati da qualcuno. In questo modo si innesca un problema di agorafobia, intesa come la paura relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali può essere difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali può non essere disponibile aiuto in caso di un improvviso attacco di panico. Una delle conseguenze pericolose dell’agorafobia è quello di ridurre l’autonomia e rinunciare ad attività quotidiane piacevoli o utili per la soddisfazione personale.
Gabriele Caselli
State of Mind
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