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martedì 29 gennaio 2019

Paura

Paura
Un macigno schiaccia il tuo petto
Temi di star per morire
Cosa accade non sai

È una sensazione brutta
Un angoscia che ti assale
E ti annulla piano piano

Chiedi aiuto
Ma a chi?

In fondo non hai nulla
Se non paura
Angoscia
Incapacità di respirare …

E allora taci
Per paura di sentirti dire:
“sei la solita esagerata”
E preferisci tenere dentro

La gente non capisci cosa provi
E dopotutto come potrebbe?

Come può chi non ha mai avuto un aborto
Capire come una donna si sente
Il dolore straziante che porta dentro
Quando perde un figlio?

Come può chi non ha mai sofferto di depressione
Capire cosa prova chi ne soffre?

E come può chi non ha mai sofferto di attacchi di panico
Capire cos’è quel macigno che ti toglie il respiro?

Non prendiamocela con chi non comprende
Non può
E allora cosa fare?
Restiamo soli nel nostro dolore?
Certo che no
Ci alziamo e iniziamo a guardarci intorno
E ci accorgeremo che non siamo soli
Che gente che può comprenderci c’è

Parlare con qualcuno che può capire è importante
Si torna a respirare
È come condividere con altri quel macigno che ci sta schiacciando
Che non ci fa respirare

Ma fermiamoci a pensare
Perché nulla viene a caso
E se quella paura
Quei pianti
Quell’ostacolo …
Se è capitato un motivo c’è

Quale?
Questo sta ad ognuno di noi scoprirlo
Forse serve a renderci conto che non possiamo fare tutto da soli
Che abbiamo bisogno anche degli altri,
forse serve a farci fermare a pensare

siamo talmente presi dalla frenesia del quotidiano
che ci dimentichiamo che di vita ne abbiamo una
e che ogni istante che passa non torna più

sta a noi decidere se vivere oppure no
se lottare o arrendersi
se dare un senso alla nostra vita oppure no

non è facile
anzi è difficilissimo
ma se useremo la nostra arma segreta
tutto migliorerà

noi abbiamo un arma vincente
solo che spesso ce lo dimentichiamo
è in nostro possesso un arma che mette paura …

cos’è?!!!!!!
Ma il SORRISO ovviamente 

Una magia capace di farti superare anche quegli ostacoli
Che ora ti sembrano insuperabili
Ma dobbiamo volerlo

Può sembrarci impossibile
MA NON LO E’
Tutto è possibile se lo desideriamo e se ci crediamo
Con tutto il nostro cuore

Impariamo ad amarci per ciò che siamo
Con le nostre paure
Le nostre debolezze
Le nostre insicurezze
Con la nostra unicità

Amiamoci e il sorriso arriverà da se
Amiamoci e ameremo la vita

SORRIDIAMO ALLA VITA E LA VITA CI SORRIDERA’

IL PRIMO SORRISO INIZIO A DEDICARVELO IO :D

Paola Missinato

lunedì 23 luglio 2018

Tristezza: a volte basta un sorriso!



La tristezza è un'emozione opposta alla gioia che si prova quando perdiamo qualcosa a cui teniamo molto, ma attenzione: è diversa dalla depressione.

La tristezza è un’emozione che manifestiamo in seguito a una serie di eventi sfortunati, dall’esito nefasto, rispetto ai quali non riusciamo a individuare nessuna possibile alternativa.

Oggi ci imbatteremo in un tortuoso sentiero di montagna, in discesa, che a un certo punto ci porta in una strada priva d’uscita. Cosa fare? Abbiamo perso la strada, non siamo in grado di ritrovarla e lo sconforto non mancherà ad arrivare. Capita nella vita di sentirsi senza nessuna alternativa percorribile al punto che, in alcune occasioni, abbandoniamo la speranza e la voglia di cercare. Chiaramente in quei momenti siamo pervasi da un unico stato d’animo: la tristezza.

La tristezza è un’emozione negativa che si sperimenta nel momento in cui perdiamo qualcosa di caro irrimediabilmente. A quel punto possiamo diventare molto tristi e continuiamo a ruminare in maniera autosvalutativa.

La tristezza è un’emozione che manifestiamo in seguito a una serie di eventi sfortunati, dall’esito nefasto, rispetto ai quali non riusciamo a individuare nessuna possibile alternativa. Quindi, quando perdiamo qualcosa a cui teniamo, l’umore precipita e ci critichiamo autosvaluatandoci per non aver saputo affrontare adeguatamente la situazione.

Di conseguenza la postura diventa ricurva, come se fosse di chiusura verso qualsiasi tipo di alternativa possibile, e la mimica facciale assume tratti caratteristici, come fronte corrugata, labbra piegate e sguardo perso nel vuoto.

Esistono agiti comportamentali che spesso accompagnano questa emozione, si tratta di crisi di pianto, catatonia, mancanza di voglia di mangiare e in estrema ratio di vivere. Tutto questo è accompagnato da continue lamentele e recriminazioni sempre rivolte verso se stesso, nella percezione di non aver fatto abbastanza a per questo di non avere alternative.

Una persona triste non ha più mordente sia da un punto di vista relazionale sia sociale, per questo preferisce la solitudine in cui continua a pensare e ripensare a quello che ha perso. L’intensità emotiva varia in base all’importanza data all’oggetto perso.

Quindi, se mi lascia il mio ragazzo/a chiaramente divento molto triste, se perdo il mio iPad, sono triste, ma meno intensamente. In ogni caso è uno stato passeggero, a meno che non si cristallizzi. A quel punto diventa uno stato patologico che può diventare qualcosa di più della tristezza: depressione.

Attenzione, la tristezza non è la depressione. Quest’ultima è una patologia molto più invasiva e quantitativamente più invalidante. Porta ad avere una visione negativa di se stessi, del mondo e degli altri. La depressione è uno stato che può protrarsi e che in alcuni casi sfocia in situazioni funeste. Dalla depressione non si esce con un atto di volontà, ma tramite psicoterapia e terapia farmacologica.

Insomma, essere tristi non significa essere depressi, per questo basta a volte un sorriso, anche forzato, per far migliorare il tono dell’umore. Ricordate cosa diceva Mary Poppins? <<Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, la pillola va giù, la pillola va giù. Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, tutto brillerà di più!>>

di Francesca Fiore

Dal Sito: stadeofmind.it