Visualizzazione post con etichetta temperature. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta temperature. Mostra tutti i post

sabato 15 agosto 2020

Come combattere l'ansia estiva


Tra i sintomi più frequenti che l’estate porta con sé c’è l’ansia diffusa senza un motivo preciso. Un’insoddisfazione generalizzata che contagia ogni momento della giornata impedendo di godere di tutto ciò che di buono, utile o piacevole  potremmo avere a disposizione.

Come tutti i sintomi che non hanno un motivo evidente che li fa nascere anche quest’ansia ha molti motivi spesso lontani  dal momento in cui insorgono. La somiglianza con l’ansia che accompagna spesso l’avvicinarsi delle feste natalizie è sicuramente uno degli aspetti che ci aiutano a capirne la natura.

Natale ed estate, per motivi diversi, ci portano entrambi a fare i bilanci; come e quanto sappiamo gestire i rapporti con amici e parenti, se abbiamo o no un numero minimo di amici e relazioni significative e se siamo o no in grado di instaurarle o se siamo invece votati a un destino di solitudine…e in ogni caso ci sembra sempre che gli altri abbiano più capacità di noi, che loro abbiano una vita più piena di amicizie ecc. E’ naturale un senso di malessere diffuso legato a questi pensieri che inconsciamente circolano dentro di noi…Tanto vale esserne coscienti e cercare di capire come ci condizionano.

Un cambiamento radicale nel modo di pensare è in questo caso il fatto preliminare che ci consente di venir fuori da questo stato d’animo. Ovviamente non è vero che gli altri sono tutti sempre più felici di noi, semmai è vero che tutti hanno difficoltà ad avere rapporti significativi e gratificanti con gli altri, parenti, amici o colleghi che siano; in ogni caso si può sempre approfondire e chiarire come instauriamo i rapporti con gli altri e che difficoltà abbiamo, riflettendoci con calma da soli o chiedendo aiuto ad un esperto.

Quello che si può fare subito è cercare un rapporto diretto con le cose; mare, acqua, cibo, colori del mare, paesaggi ecc. dando il massimo spazio alla sensitività, cercando di avvicinarsi alle cose in modo sereno e rilassato, anche usando tecniche di rilassamento se ne conosciamo, in ogni caso abolendo quel filtro che si mette in mezzo tra noi e le cose e ci impedisce di sentirle, di sentirci vivi in un rapporto diretto con esse. Pian piano la sensitività sblocca i sentimenti e fa sparire l’ansia e l’insoddisfazione, insieme alle autocritiche

Dal Sito: psicologi-italia.it

Ansia e depressione: 5 cose da sapere per stare meglio in estate





Caldo, umidità e quantità di luce giocano un ruolo importante sull'andamento di questi disturbi tipicamente estivi. Ma non bastano. Determinante è anche il contesto ambientale che, cambiando, ci influenza. I consigli per ritrovare le giuste energie.

In questi giorni Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna,ha presentato a Milano i risultati di un’indagine sulla depressione, in generale e in relazione a malattie importanti, come tumori, malattie reumatiche e diabete. «La depressione, quando legata o conseguenza di altre malattie, è per lo più sottovalutata sia da chi ne soffre, sia dai medici, quasi considerata un effetto collaterale scontato», afferma Francesca Merzagora, Presidente di Onda

Di scontato, però, c’è molto poco.«La depressione continua a crescere: in 10 anni è aumentata di quasi il 20%», sottolinea Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco, tra i relatori che hanno presentato l’indagine Onda. «Un campanello d’allarme per tutti… Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazioni con i diversi contesti ambientali»

Con lui abbiamo parlato proprio di come ansia e depressione siano influenzate dal contesto ambientale e, in particolare dall’estate, che ormai è alle porte

Prima, però, occorre distinguere tra quel che è fisiologico e quel che non lo è. «A fare la differenza, sono l’intensità e la durata nell’arco della giornata. Provare un’ansia transitoria di fronte a situazioni di prestazione o adattamento, è normale, anzi migliora le funzioni cognitive. Ma se supera l’evento, si entra in un ambito patologico. Esistono forme acute, come i disturbi di tipo panico, e quelle con andamento continuativo, legate a fobie specifiche. L’ansia patologica riguarda il 14% della popolazione», precisa Claudio Mencacci

Lo stesso per i disturbi depressivi:demoralizzazione o tristezza sono fisiologiche. Diverso è quando le modificazioni del tono dell’umore sono costanti e in crescita, per intensità e durata. Perdita di interesse, disturbi fisici, del sonno, dell’appetito, affaticabilità, difficoltà cognitive come indecisione e incapacità di concentrarsi… tutte manifestazioni tipiche della depressione (non bipolare), un disturbo che riguarda il 5/6% della popolazione.

Ed ora, ecco 5 cose da sapere su come i fattori ambientali possono influire in modo importante sull’andamento di questi disturbi

1. Nel periodo estivo si ha la tendenza a consumare maggiori quantità di sostanze alcoliche, stimolanti, che aumentano le possibilità di nuovi incontri e contatti in un clima che si fa inevitabilmente più disinibito. Questo comporta variazioni dello stile di vita, del comportamento e delle relazioni sociali: un effetto legato al cambiamento ambientale che diventa, però, un comportamento sociale. Vantaggioso, magari, per chi ha disturbi del tono dell’umore, decisamente difficoltoso per gli ansiosi…

2. Diversi studi dimostrano che temperatura, umidità e quantità di luce producono effetti anche sul metabolismo, rallentandolo. La consueta dose di farmaci antidepressivi, quindi, può risultare eccessiva: meglio stabilire con il proprio medico come e quanto ridurla. Severamente vietato il fai-da-te perché potrebbe peggiorare i sintomi

3. L’aumento del fotoperiodo (la quantità e la durata dell’illuminazione durante il giorno) stimola maggiormente alcuni neurotrasmettitori (tra cui la serotonina), migliorando il tono dell’umore in chi soffre di depressione. Non sempre, però. Ne esiste una forma, seppur rara, che si chiama Summer Affectiv Desordered è causata proprio dall’aumento della luce in estate. L’eccesso di luce può peggiorare anche la situazione degli ansiosi: aumentano le energie a disposizione e, se non vengono ben canalizzate, danno un senso di irrequietezza e, quindi, di ansietà

4. Temperatura, umidità, quantità di luce, aumento dei rumori e degli stimoli possono disturbare in maniera significativa il sonno, che è il marker indicatore del nostro stato mentale. I disturbi del sonno possono fungere da promotori di disturbi d’ansia o anche depressione, innescando situazioni che erano in fase iniziale oppure originandone di nuove

5. La scelta del luogo, invece, è principalmente questione di buon senso. Bisogna andare là dove si sente di poter portare, seppur transitoriamente, i propri bisogni:se servono uno stacco, un riposo di qualità, vada per lago o montagna. Se servono interazione, movimento, vita sociale, meglio il mare. Non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone: piccolo, medio o grande che sia, il viaggio espone a una serie diversa di adattamenti. Questa è l’essenza del viaggio, quello che veramente ci dà. Spetta poi a noi stabilire quanto siamo disponibili ad adattarci.

Le vacanze non sono una gioia per tutti. Cambiare le proprie abitudini, i propri ritmi, allontanarsi dalle relazioni consolidate o da un amore, magari segreto… per molti il momento di partire è vissuto come uno stress e può gettare in una condizione emotiva di sconforto che, non solo porta a vivere male le vacanze, ma può aggravare sia i disturbi d’ansia sia quelli depressivi. Ognuno di noi si muove (e parte) con quello che si porta dentro.

Dal Sito: iodonna.it

domenica 29 luglio 2018

Perchè il caldo ci dà alla testa



Le alte temperature rendono meno efficienti le funzioni cognitive superiori, favoriscono i comportamenti aggressivi e peggiorano i disturbi d'ansia. Il nostro approfondimento.

«Quanta gente maleducata e nervosa c’è in giro in questi giorni…sarà il caldo che dà alla testa!». È una battuta che sento spesso ultimamente. È detta in tono ironico, ma in realtà corrisponde a ciò che è comprovato anche dagli studi scientifici: le alte temperature hanno un effetto negativo sul nostro funzionamento cognitivo e anche sul nostro comportamento, rendendoci più aggressivi.

Il caldo, in particolare quello umido, ci influenza negativamente per diversi motivi, diretti e indiretti.Quando fa molto caldo, il corpo deve spendere una gran quantità di energia (sotto forma di glucosio) per mantenere la temperatura interna in un intervallo accettabile e salutare, sottraendo così carburante al cervello e rendendo meno efficienti le funzioni cognitive: siamo meno capaci di riflettere, di collegare le idee, di mantenere la concentrazione, di prendere decisioni, di orientarci nello spazio. I riflessi sono rallentati a tal punto, che si ritiene che guidare in un’automobile in cui la temperatura superi i 35 gradi equivalga a guidare in stato di ebrezza.

Gli improvvisi sbalzi di temperatura nel passaggio dal caldo esterno al freddo dell’aria condizionata e viceversa influenzano la produzione di ormoni provocando irrequietezza, nervosismo, difficoltà del sonno e sintomi ansiosi.

Si è osservato che nei mesi più caldi si registra un picco nella frequenza di omicidi, violenze domestiche, stupri e abuso di sostanze. Una possibile spiegazione è nel fatto che il caldo eccessivo stimola la produzione di adrenalina e testosterone da parte dell’organismo, che tenta in questo modo di regolare la propria temperatura. Tuttavia, queste sostanze favoriscono l’aggressività, l’irritabilità, la propensione ai comportamenti violenti e all’uso di sostanze, allentando i freni inibitori e aumentando l’impulsività.

Il caldo incide sul nostro benessere psicofisico anche indirettamente, provocando stress attraverso la perdita del sonno, l’alterazione dei ritmi biologici, la digestione più faticosa, la spossatezza. Ci sentiamo stanchi, rallentati, meno motivati.

Chi soffre d’ansia può andare incontro, con il caldo intenso, ad un’esacerbazione dei sintomi. Le alte temperature, infatti, provocano tachicardia e sudorazione, sintomi simili a quelli dell’ansia, che vanno ad aggiungersi o sovrapporsi al malessere già sperimentato dai soggetti ansiosi. Inoltre, il calo della pressione associato al caldo procura di per sé un senso di agitazione psichica e di confusione mentale.

Chi soffre di attacchi di panico in genere tende ad attribuire un significato patologico a sensazioni corporee che possono essere di per sé fisiologiche, innocue e casuali; è l’interpretazione catastrofica di queste sensazioni come qualcosa di minaccioso e pericoloso che attiva un’escalation di ansia fino all’attacco di panico. Il caldo purtroppo offre molteplici stimoli da cui può innescarsi un attacco di panico. Infatti le sensazioni di spossatezza, di affanno o i giramenti di testa comunemente associati a un caldo intenso, possono scatenare nelle persone che soffrono di ansia e attacchi di panico la convinzione che stia avvenendo qualcosa di grave. Le sensazioni provocate dal caldo vengono caricate eccessivamente di un significato patologico e possono portare così all’attacco di panico.

Dott.ssa Lucia Montesi
Psicologa Psicoterapeuta

Dal Sito: centropagina.it