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lunedì 16 settembre 2019

Perché sono così apatica?


Dal greco a-pathos, l'apatia indica assenza di passione. È questo il significato etimologico del termine che fa coincidere la passione tutto ciò che riguarda la sfera affettiva, cioè: le emozioni, i sentimenti e i desideri.

Sintomi

I sintomi dell'apatia sono caratterizzati dalla mancanza di voglia di fare, che si manifesta sia verso attività concrete, come ad esempio gli hobby, sia verso la progettualità del proprio futuro; dallo scarso entusiasmo per le piccole e grandi cose della vita; e da un senso di vuoto.

«Anche se somiglia alla pigrizia, l'apatia non va confusa con essa poiché la pigrizia può essere un lato del carattere individuale che raramente è associato ad una sofferenza psicologica così come avviene nelle persone apatiche » dice il prof. Roberto Pani, psicoterapeutadocente di Psicologia Clinica all'Università di Bologna.

Allo stesso modo, l'apatia non va confusa con la depressione, di cui può essere uno dei tanti sintomi. «Non è detto però che l'apatia e la depressione vadano di pari passo».

Cause

Perché non si ha voglia di far niente? «Per rispondere a questa domanda, bisogna distinguere almeno tre categorie di apatia, che hanno appunto origini diverse» continua l'esperto.

1. La prima, che è la più frequente, è l'apatia che subentra in seguito a una delusione. «Alcune persone diventano apatiche per reazione ad aspettative disilluse: dentro di sé provano una grande rabbia che non sanno come esprimere se non soffocandola con l'assenza di motivazioni». Che senso ha la vita se non ho ottenuto ciò che speravo?

2. L'apatia a carattere imitativo. «È quel tipo di indolenza che connota la personalità di un individuo che è cresciuto in un contesto in cui i familiari erano privi di entusiasmo, e che quindi sono portati strutturalmente a "imitare" i comportamenti apatici appresi sin da piccoli» spiega l'esperto. Sono quelle persone che non hanno nulla da direné da fare perché credono di non provare niente o pensano che non abbia senso comunicare i propri pensieri.

3. L'apatia connessa alla depressione. «In questo caso, l'apatia è un sintomo che accompagna lo stato emotivo di profondo abbattimento: ha risvolti più gravi e significati più negativi». Si distingue dal primo tipo di apatia perché è associata ad autosvalutazione, ostilità repressa, scarsa energia e blocchi emotivi piuttosto intensi.

Come uscirne

«Innanzitutto, è importante che la persona apatica si renda conto di essere scivolata in un vuoto di azionie di emozioni, e che abbia un minimo di volontà di riacquistare l'energia» spiega il prof. Pani. Alcune persone potrebbero trovare normale la loro condizione di apatia e volersi così crogiolare in un limbo che tutto sommato funge da guscio protettivo contro la vita da "vivere pienamente".

«E poi la cura contro l'apatia dipende dal grado di gravità: se è un aspetto del carattere, è difficile aspettarsi un cambiamento — continua lo psicoterapeuta — diverso è il caso di chi diventa apatico dopo una delusione: ci sono azioni concrete che possono aiutare a uscire dallo stato passivo. Quando invece l'apatia è uno dei sintomi della depressione, è bene rivolgersi ad uno psicoterapeuta o, nei casi più seri, ad un medico psichiatra che può decidere se prescrivere farmaci specifici».

Cosa fare contro l'apatia

- Imporsi degli obiettivi, cominciando da quelli più fattibili, impegnarsi attivamente nel perseguirli.

- Cercare di riprendere un vecchio interesse, cominciando a seguirlo a poco a poco.

- Trovare il lato creativo anche nelle situazioni apparentemente più noiose, come un lavoro ripetitivo o i mestieri di casa.

- Evitare di ripetersi che il mondo sarà sempre lo stesso e non cambierà, ma convincersi che il primo passo per uscire dalla passività deve partire da noi.

Come stimolare una persona apatica

«Cercare di portarla fuori di casa, invitandola ad uscire in un contesto sociale stimolante a contatto con le altre persone: queste possono indirettamente suggerire che la vita è (ancora) ricca di cose da fare» consiglia l'esperto.

«Se una persona ha perso ogni motivazione perché è delusa da qualcosa (amicizie, amore, lavoro) è importante ascoltarla e fargli capire con garbo che il suo è un vissuto momentaneo, che passerà, lasciando spazio ad un ricordo». Se è vero che la perfezione nella realtà non esiste, è anche vero che quella stessa realtà riserva delle possibilità che sta a noi cogliere. 

L'apatia dei nostri tempi

Infine c'è una forma di apatia agevolata dalle contraddizioni dei nostri tempi.

«Da un lato la crisi economica e politica spegne ogni motivazione nel cercare lavoro o nel fare investimenti, dall'altro lato lo sviluppo dei socialnetwork propone immagini fittizie di una vita molto attiva che si scontra con una realtà all'apparenza più povera di stimoli - sostiene l'esperto - Inoltre rischiamo di illuderci di avere molti amici, mentre siamo appartati sul nostro divano, ma quando vogliamo uscire di casa non sappiamo più chi chiamare oppure tutti ci sembrano poco disponibili. E ciò può generare apatia».

Dal Sito: donnamoderna.com

domenica 29 luglio 2018

Apatia: come contrastarla



L’apatia è la mancanza di entusiasmo e voglia di agire. Colpisce soprattutto le giovani generazioni. Come riconoscerla e contrastarla.

L’apatia deriva dalla parola latina apathìa e significa “essere privi di passione”. Si manifesta con l’indolenza, la pigrizia, la mancanza di entusiasmo e la scarsa voglia agire.

Nell’antica Roma, per la filosofia stoica, l’apatia era considerata una “virtù” per l’essere umano. Attraverso questa condizione il filosofo stoico poteva cogliere ispirazioni inedite capaci di elevarlo. Lo stoico non doveva abbattersi di fronte alle condizioni avverse. La sua abilità era da rintracciare nella capacità di cogliere dalle situazioni difficili una lezione positiva di cui argomentare. Nella società odierna invece l’apatia ha assunto una valenza negativa.

Ad essere soprattutto apatici sono le nuove generazioni e di più gli uomini rispetto alle donne. Siamo nell’era del digitale in cui siamo esposti a continui e ripetuti stimoli che però si esauriscono velocemente e non ci consentono di fare in tempo a trarne i benefici e la soddisfazione. Tutto sfugge al nostro controllo e tutto viene sostituito nell’immediato. Non c’è più il valore della conquista nella realizzazione di un obiettivo.

Spesso l’apatia viene confusa con la depressione ma è diversa da quest’ultima. Chi è apatico non prova sofferenza per la sua condizione. Al contrario il soggetto depresso vive male e viene assalito da stati emotivi negativi spesso cronici accompagnati da ansia e attacchi di panico. Gli psicologi individuano tre tipologie di apatia:

- Apatia in seguito ad una delusione: alcune persone diventano apatiche perché dentro di sé si genera una grande rabbia che non sanno come esprimere se non soffocandola attraverso l’assenza di motivazione;

- Apatia a carattere imitativo: è quel tipo di indolenza che connota la personalità di soggetti cresciuti in un contesto di vita in cui i familiari erano privi di entusiasmo. E’ tipico di quelle persone che non hanno nulla da dire;

- Apatia connessa a depressione: ha risvolti più gravi e porta d uno stato emotivo in cui il soggetto si sente auto-svalutato, abbattuto e incapace di condurre efficacemente la propria esistenza.

Ecco 5 consigli utili per poter contrastare un periodo di apatia :

1)Coltivare una passione: imparare uno strumento musicale, scrivere, imparare una nuova lingua. Fare una o più esperienze significative ci aiuta a capire cosa ci fa stare bene, cosa ci appassiona davvero;

2) Imporsi degli obiettivi: fissare un obiettivo ogni giorno e fare di tutto per realizzarlo. Impegnarsi attivamente in esso permette di trovare uno scopo alle proprie giornate. Ci fa sentire utili e performanti;

3)Trovare il lato creativo delle situazioni: ogni evento o attività che svolgiamo può riservarci un lato inedito che spetta a noi scoprire. Riuscire ad individuarlo ci permette di arricchirci umanamente;

4) Evitare di autocommiserarsi: non serve a nulla ripetersi che le cose non cambieranno mai in questo mondo. Non ascoltate la voce auto-sabotatrice che non vi consente di migliorare e riemergere da questo stato di indolenza;

5) Circondarsi di gente positiva: raccontare a qualcuno come ci si sente spesso ci fa acquisire nuove consapevolezze. Isolarsi non fa bene. Cercate di frequentare gente che vi fa sentire a vostro agio e vera della quale fidarsi e che sia capace di aiutarvi.

Mariangela Cutrone

Dal Sito: m.ilgiornale.it