sabato 29 dicembre 2018

A new life - Storie di Panico - La storia di Elisa




"Le vostre storie, il vostro coraggio, la vostra forza."

Sono Elisa e ho 29 anni. Ho iniziato a soffrire di Dap e agorafobia all'età di 18 anni, esattamente il giorno del mio compleanno, tornando dalla festa fatta in famiglia, ho avuto il mio primo attacco di panico.
Ero su un ponte e già da una decina di minuti sentivo il cuore che batteva forte, ma non ne capivo il motivo...ed esattamente al semaforo è iniziato un lungo e terribile attacco di panico. Non riuscivo più a respirare, tutto intorno a me sembrava strano e girava, la cosa peggiore era il senso di non sentirmi nella realtà.
Non ricordo quanto sia durato, ricordo quanto ho corso forte verso casa mia in cerca di comprensione..ma non si sapeva cosa fossero gli attacchi di panico a casa mia e in quegli anni.
I miei genitori mi hanno guardata, ancora come se fossi pazza. Dico "ancora" perché all'età di 15 anni ho avuto un disturbo ossessivo compulsivo e la psicoterapeuta che ci ha seguito ha impostato una terapia sistemica, ovvero dove era coinvolta tutta la mia famiglia. Non è stata molto gradita e ai primi segni di stabilità, ho dovuto smettere.
Ritornando al 15/11/2000, ricordo che i miei genitori allarmati dalla mia paura e i frequenti attacchi di panico che non mi davano tregua nei mesi a venire, richiamarono la psicoterapeuta da cui andavo per fare psicoterapia.
Ho avuto una diagnosi, che non capivo, ero piccola e nessuno mi spiegava cosa in realtà fosse e perché accadesse questo disturbo. Ero confusa, impaurita e l'ansia mi ha mangiata fino al punto di non farmi più uscire di casa perché avevo iniziato piano piano ad evitare tutte le situazioni in cui non stavo bene.
Sempre i miei genitori mi hanno portato da una psichiatra, li è successa la prima svolta positiva: la conferma della diagnosi e l'assunzione di farmaci affinché potessi almeno sostenere l'esame di maturità.
Così è stato. Mi sono ripresa, ho iniziato psicoterapia da un'altra psicoterapeuta e sembrava andare meglio.
Sono sincera, non ricordo bene quegli anni, in cui mi sono iscritta all'università e faticavo a capire chi fossi forse proprio a causa di questa confusione. Ricordo bene le cicliche ricadute, mesi e mesi di nuovo chiusa in casa. Ho perso quasi tutti gli amici. Ogni volta a dover ricominciare da capo senza capire come fare. Ho cambiato psichiatra ma purtroppo è stato colui che mi ha indotto una dipendenza da benzodiazepine, con la quale combatto ancora oggi con un altro specialista. L'attuale psichiatra è in gamba e davvero. Ho cambiato anche psicoterapeuta, non funzionava più e Lei ha avuto il coraggio di chiudere la psicoterapia al posto mio.
Il mio attuale psicoterapeuta, è molto valido..quasi la persona giusta al momento giusto.
Oggi posso finalmente dire di stare molto molto meglio e di condurre una vita sempre più libera..
Ho superato tanti paletti, tante paure. Ne ho ancora da superare, ma sono felice. Non è più il panico a decidere cosa devo fare, sono io ora a decidere cosa voglio fare...se ascoltare l'ansia e darmi tregua o ascoltarla ma chiederle di non tartassarmi troppo.
A volte le sono anche grata, perché spesso è un campanellino che suona per avvertirmi che non voglio fare davvero qualcosa.
Torno alle ricadute, argomento molto doloroso...Ci sono state, Lunghe e profonde, piano piano, iniziarono a perdere intensità e lunghezza, e grazie all'esperienza so esattamente cosa fare.
Spezzo una lancia a favore dei farmaci, preferisco vivere una vita prendendo una pastiglia al giorno, piuttosto che stare male.
E ora parlo della forza di volontà..ragazzi..ci vuole.
Capisco l'inutilità nei momenti peggiori, della frase tipica "non ti sforzi, non hai forza di volontà" e condanno tutto questo. Ma, c'è un ma. Se non siamo noi per primi a rassegnarci al fatto che dobbiamo sporcarci le mani di sudore e di tutto il fango che troviamo scavando dentro di noi, non si va da nessuna parte.
Ora Elisa, più o meno sa chi è, ed è stato grazie al faticosissimo lavoro fatto su me stessa. Continuo a farlo e ne sono felice nonostante sappia perfettamente quando male mi farò e dovrò sopportare.
Questa per ora è la mia storia..tutto è davvero possibile se lo vogliamo davvero, questa consapevolezza è arrivata dopo anni di speranza di non dover stare male per rinascere.. una lotta continua. Mi sono arresa e ringrazio quel giorno, che mi ha portato alla mia svolta.

Elisa

Dal gruppo Facebook DAP attacchi di panico "Inarrestabile voglia di vivere"

P.S.: Nella foto ho voluto mettere il fiore di loto che per me ha un grosso significato. Lui riesce a nascere in condizioni difficili ed estreme, nelle paludi fangose...e l'ho tatuato sulla spalla sinistra. :)

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