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lunedì 20 gennaio 2020

La salute mentale prima e dopo il parto


Non solo baby blues e di depressione post partum: ecco alcuni dati sui disturbi mentali durante la gravidanza e il primo anno di vita del bambino.

Durante la gravidanza o subito dopo il parto quasi una donna su cinque sviluppa un disturbo mentale. Secondo la Fondazione ONDA(Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) sono oltre 90.000 le donne che soffrono di ansia e depressione, i due disturbi più comuni. Come spesso succede per i disturbi psichici, queste stime sono approssimate per difetto, dal momento che i sintomi sono sottovalutati sia dalle pazienti sia dai clinici.

I disturbi dell’umore spesso si manifestano già durante la gravidanza. Ricerche stimano che il 40% delle donne che hanno sofferto di depressione post partum soffrivano della malattia da prima della nascita del figlio. Gli studi epidemiologici riportano dati molto variabili: una percentuale di donne che va dal 10-16% al 14-23% ha avuto un episodio depressivo mentre era incinta. La prevalenza è maggiore nel primo trimestre e decresce nelle fasi successive. Quasi la metà delle donne che in gravidanza presentano sintomi depressivi richiede un intervento medico.

Non solo depressione ma anche ansia e tocofobia

Si stima che i disturbi d’ansia siano altrettanto comuni, anche se hanno ricevuto minore attenzione e gli studi disponibili sono considerati poco affidabili. È più difficile individuare questo tipo di disagio anche perché si ha una sovrapposizione tra i sintomi della malattia e le manifestazioni della gravidanza. Vomito e nausea, affaticamento, stanchezza, disturbi dell’alimentazione, disturbi del sonno e sindrome delle gambe senza riposo si osservano, infatti, in entrambe le situazioni.

Ma anche l’ansia è associata a conseguenze negative per il feto, nonché alla comparsa di depressione post partum. A differenza della depressione, lo stato d’ansia aumenta con il progredire della gravidanza e ha valori più elevati nel terzo trimestre. Le donne che sperimentano questo disturbo alla 32esima settimana hanno un rischio maggiore di sviluppare la depressione nel periodo post natale.

Altri disturbi che possono manifestarsi durante la gravidanza sono la tocofobia (paura del parto) e la negazione della gravidanza stessa. La tocofobia, nella forma grave, colpisce 5 donne su 100 ed è associata alla scelta di un parto cesareo. La negazione fino alla 20esima settimana riguarda una donna su 475, mentre in un caso su 2455 la gravidanza non viene riconosciuta fino al parto.

I più comuni disturbi nel post partum sono il baby blues (o maternity blues), la depressione e la psicosi. Il disagio psichico, però, si può manifestare anche sotto forma di disturbo della condotta alimentare, della relazione mamma–bambino, d’ansia o disturbo post traumatico da stress.

Disturbi dopo il parto

Nei giorni immediatamente successivi al parto, tra il 50 e l’80% delle mamme soffre di baby blues, una forma benigna di depressione caratterizzata da sintomi lievi. Lo stato di malinconia tipico di questa fase è dovuto al crollo degli estrogeni e del progesterone ed è associato a crisi di pianto, irritabilità, inquietudine e ansia. Nella maggior parte dei casi il disturbo si risolve entro sette/dieci giorni ma non va sottovalutato perché per il 20% delle donne evolve in una forma di depressione più grave. Per le mamme che hanno sofferto di baby blues il rischio di sviluppare depressione post partum è, infatti, maggiore di quasi 4 volte.

La depressione post partum può avere diversi livelli di gravità e colpisce il 10-15% delle donne durante il primo anno di vita del bambino. La malattia compare in genere nelle tre-quattro settimane che seguono i parto e i sintomi si riconoscono più chiaramente intorno al quarto-quinto mese. Tra il 20 e 40% delle donne che ne soffrono hanno un’alta possibilità di ricaduta in una successiva gravidanza.

I disturbi d’ansia (ansia generalizzata, fobia, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi dell’adattamento, disturbi di panico e agorafobia) sono comuni quanto la depressione. I disturbi nella relazione madre-bambino interessano nel 10-25% delle donne che si rivolgono a uno psichiatra dopo la nascita di un bambino. Sono caratterizzati da un sentimento negativo nei confronti del figlio, che si esprime come rifiuto o come rabbia patologica.

Il disturbo ossessivo-compulsivo colpisce il 2-5% delle donne dopo il parto mentre il disturbo post traumatico da stress si manifesta in una percentuale di donna compresa tra il 2-3% sino al 25%. Si può manifestare nelle mamme che hanno subito un trauma in gravidanza, durante il travaglio o il parto o nel post partum. Spesso si tratta di una complicazione del parto gestita male.

La forma più grave e più rara di disturbo psichico post partum è la psicosi puerperale, che colpisce una donna ogni mille. Si manifesta tra le 48 ore e le due settimane dopo il parto, ma può esordire anche a distanza di 12 settimane. È caratterizzata da deliri, allucinazioni, variazioni dell’umore, disturbi del sonno e pensieri ossessivi sul bambino. I sintomi possono già essere presenti durante la gravidanza, soprattutto in donne che hanno vissuto episodi psicotici o hanno sofferto di disturbo bipolare. In un caso ogni 50.000 si manifestano forme gravi, considerate un fattore di rischio per negligenza nella cura del bambino, infanticidio e suicidio.

Il suicidio è una delle cause di morte più frequenti tra le donne entro 1 anno dal parto in molti paesi ad alto reddito. In Italia i dati raccolti da uno studio condotto dal sistema di sorveglianza ostetrica (ItOSS) parlano di 2,3 casi di suicidio materno ogni 100 mila nati vivi. Circa il 60% delle donne suicide avevano manifestato in passato un disturbo psichiatrico, con prescrizioni di psicofarmaci e/o diagnosi di disturbo mentale e/o contatto con uno specialista della salute mentale.

I disturbi nel post parto non riguardano solo le mamme. Gli studi condotti sugli uomini non sono molti ma secondo una ricerca pubblicata nel 2017, la depressione in Italia colpisce l’11% dei nuovi papà, in accordo con i valori identificati in altri paesi. Il tasso di depressione che si manifesta durante la gravidanza diminuisce nei primi mesi dopo il parto per aumentare di nuovo dal quinto-sesto mese fino al primo anno.

Dal Sito: oggiscienza.it

mercoledì 19 novembre 2014

Come riconoscere, fronteggiare e gestire un attacco di Panico

Gli attacchi di panico possono essere gestiti se si riesce ad accrescere il proprio autocontrollo. Dopo i primi successi, tutto sarà più facile.


 Come riconoscere, fronteggiare e gestire un attacco di Panico, quell’episodio di disagio psicologico che puo fare la sua comparsa all’improvviso, nelle situazioni più svariate, e che mette il soggetto in grave difficoltà. A volte sono provocati da una causa scatenante, anche se uno ne è inconsapevole, altre volte invece sembra non esistere un motivo specifico che possa scatenarlo, in maniera anche particolarmente violenta e traumatica, per cui è necessario imparare fronteggiarli e anche a prevenirli, così da evitare di ritrovarsi in situazioni veramente spiacevoli. Ma in sostanza cosa è un attacco di panico. È una condizione di estremo disagio, quasi sempre anche molto di più, che si presenta all’improvviso, nelle situazioni più svariate, alla guida dell’auto, in metropolitana, nelle ore notturne, al ristorante, dal barbiere, al supermercato, e innesca una sensazione di paura che si nutre, se vogliamo, di se stessa, ovvero è una paura che genera altra paura essenzialmente illogica, basata sul nulla, per cui imparando un poco alla volta ad autocontrollarsi, è possibile anche averne ragione. Liberarsi di questo problema è possibile, anche se ovviamente non è facile, ma come al solito ricorrendo alla forza di volontà, è possibile uscirne. I sintomi più frequenti sono difficoltà di respirazione e tachicardia, sensazione di soffocamento, vertigini, nausea, tremore, confusione e palpitazioni, e quando compaiono, innescano inevitabilmente una reazione incontrollabile, per cui questi sintomi tendono ad amplificarsi con l’aggiunta di una sensazione di paura che a sua volta cresce, ormai fuori controllo. La prima cosa da fare è cercare di sforzarsi di prendere il controllo di se stessi, ovviamente facile a dirsi ma molto meno facile a farsi, almeno le prime volte. La buona notizia è che dopo i primi successi, ovvero quando ci si rende conto che questi attacchi è possibile gestirli, diventeranno meno violenti perché non si amplificheranno più come prima e man mano diventeranno sempre più gestibili, fino a scomparire del tutto.
L’importante è averne ragione la prima volta. Dopo il primo successo, la strada sarà quindi sempre più facile. Solitamente gli attacchi di panico sono legati a situazioni di particolare stress, per cui è possibile in un certo senso prevenirli anche ricorrendo a rimedi naturali per ridurre l’ansia. Vi sono alimenti che aiutano così come può risultare molto efficace l’attività fisica che aiuta a rilassarsi, che fa bene quindi anche alla mente e allo spirito, oltre che al fisico. Quando si presentano, bisogna ripetersi che non si tratta di nulla di particolarmente serio, anzi di una suggestione, e che con un po’ di buona volontà è possibile venirne a capo.
Uno dei primi sintomi, come detto in precedenza, è il respiro corto, accompagnato da brividi e  da sudorazione fredda. La prima cosa da fare e di sedersi, di concentrarsi per normalizzare la respirazione in modo da farla tornare un poco alla volta alla normalità. Se si riesce a fare questo, già si è sulla buona strada e difficilmente l’attacco di panico potrà assumere connotazioni peggiori. A volte si può farsi strada anche la paura di morire, una sensazione del tutto ingiustificata, che però non fa altro che far crescere ancor più il disagio che può addirittura tramutarsi in vero e proprio terrore.
La soluzione a tutte queste sensazioni è dentro di noi. Bisogna imparare a Panicoscovarle, a portarle alla luce, in modo che possano prendere il sopravvento sull’irrazionalità. Bisogna rendersi conto che la paura spesso è, appunto, irrazionale, basata su sensazioni che possono non rispecchiare la realtà. Se di notte può essere un incubo,  di giorno altre situazioni che possono il più delle volte essere gestite con un minimo di razionalità e di consapevolezza della propria forza, dell’essere in buona salute e di non dover temere nulla da ciò che ci circonda. Guardarsi dentro è fondamentale per riuscire a trovare la forza per risolvere un poco alla volta il problema. 
Tutta Salute.net 

sabato 11 ottobre 2014

Incontri Formativi Gratuiti-Associazione Insieme Onlus.Grottammare

L' Associazione Insieme Onlus-Ansia-Attacchi di Panico-Agorafobia con il Patrocinio del Comune di Grottammare, è lieta di invitarti a queste tre importanti giornate formative:

"CON-TATTO"
Incontri Formativi Gratuiti.
Perché chiedere, fornire e ricevere aiuto è importante.

• 18 Ottobre ore 15,00 presso la sala consiliare Comune di Grottammare via G.Marconi, 50

Relatore : Dott. Marco Forti Psicologo-Psicoterapeuta
"Riconoscere il malessere: i disturbi d'ansia, disturbo da attacchi di panico con e senza agorafobia"
"Riconoscere il malessere: la depressione, i disturbi alimentari e il disturbo ossessivo compulsivo"

• 25 Ottobre ore 15,00 presso la Biblioteca Comunale Grottammare via Matteotti, 41

Relatore :Dott.ssa Rosaria Maria Marzullo Psicologa-Psicoterapeuta
"Le figure professionali che lavorano con il disagio psichico. Che differenza c'è tra psicologo,
psicoterapeuta, psichiatra e a chi rivolgersi? Quale percorso?"
"L'ascolto e l'accoglienza delle persone con il disagio psichico"

• 8 Novembre ore 15,00 presso la Biblioteca Comunale Grottammare via Matteotti, 41

Relatore: Dott. Franco Guidotti
Psichiatra - Psicoterapeuta
Direttore del Dipartimento di Salute Mentale
ASUR-Marche Area Vasta 5
"La rete dei servizi sanitari e psicologici sul territorio"

Relatore: Dott.ssa Barbara Pezzotta Psicologa-Psicoterapeuta
"Il burnout: cos'è e come si previene. Il valore del lavoro di equipe"
"L'importanza dell'auto-mutuo-aiuto"

Intervento Elisabetta Guidotti Presidente Associazione Insieme Onlus.

BANDO FORMAZIONE 2014
CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO MARCHE

"Progetto realizzato con il contributo della
Dott.ssa Cristiana Aprile Psicologa
e della Dott.ssa Elena Mattiello Psicologa"

Ingresso Gratuito

Al termine del corso verrà rilasciato un'Attestato di frequenza.

Per informazioni: info@insiemedap.it – 366/3623811
ww.insiemedap.it



Ministero della Salute-Volontariato Salute 

mercoledì 28 agosto 2013

Guardiamoci allo specchio ...

Chi vive questi disagi, rischia di chiudersi in se stesso, sia per difendersi, sia perché ci si sente isolati; non si ha vita facile e i pensieri negativi rafforzano la paura. Guardiamoci allo specchio e parliamo a quell'immagine riflessa, come se fosse un amico in difficoltà da incoraggiare. Non è facile ma, solo noi possiamo incoraggiarci ad uscire dal guscio, sono convinta che la serenità sia a portata di tutti, non significa adeguarsi e neanche vivere in un mondo fatato ma, sentirsi soddisfatti e contenti di ciò che siamo.


Tiziana