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mercoledì 9 dicembre 2020

Il dono del dolore: quando cadere ti rende più forte


“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.”
— Khalil Gibran

Il dolore è uno dei nostri più grandi maestri, ci accompagna in ogni fase della nostra vita; peccato che intorno a lui, abbiamo costruito un mito negativo che ci impedisce di capire quali doni e lezioni ci porta. Se ci pensi bene, la nostra vita comincia nel dolore, basta pensare al parto. Da lì, la nostra vita sarà costellata da grandi e piccole sofferenze, tra le quali le più insidiose saranno quelle che rimarranno invisibili agli occhi.

Si potrebbe vivere una vita priva di dolore? Forse, ma si rischierebbe di passare accanto al genere di esperienze che ci fanno crescereveramente.

Le lezioni della sofferenza: quando il dolore insegna

Quando avevo circa 4 anni, ero particolarmente attratta dal fuoco e non servivano a nulla le ammonizionidi mia madre che tentava a tutti i costi di allontanarmi da lui. Io volevo afferrare quella piccola meraviglia luminosa, volevo toccarla. Un giorno, mia madre fece qualcosa di discutibile che mi avrebbe comunque risparmiato nel futuro dei grossi guai: mi lasciò scottarmi il dito. Provai un dolore tale che me lo ricordo ancora oggi! Da quel giorno, sono rimasta molto attenta al fuoco. Mi sono ferita  ma ho anche imparato qualcosa di importante: bisogna stare attenti a ciò che crea dolore. È così che il dolore ci insegna a diventare prudenti e responsabili: quando sai che qualcosa ha il potere di ferirti e sai cosa significa soffrire,provi di evitarlo anche agli altri.

“Un’ora breve di dolore c’impressiona lungamente; un giorno sereno passa e non lascia traccia.”
— Luigi Pirandello

Il dono dietro ciò che fa male

Il dolore ha la particolarità di fissarsi bene nella nostra memoria, ricordandoci quando l’abbiamo provato e cosa lo ha provocato e questo costituisce un dono davvero prezioso per la nostra evoluzione.

L’intero percorso dell’essere umano, le sue ricerche, i suoi progressi tecnologici sono in qualche modo legati alla sofferenza: dal fuoco per tenere distanti i predatori alle case per proteggersi dalle intemperie, allo sviluppo della medicina per curare i malanni alle religioni per provare di capirne il senso, il dolore è un tema onnipresente nelle nostre esistenze; è quindi inutile demonizzarlo perché ci serve per crescere, per evolvere, per migliorare e portarci uno scalino più su, a condizione di riuscire a superarlo.

“Si tratta di una verità spaventosa: il dolore può renderci più profondi, può conferire un maggiore splendore ai nostri colori e una risonanza più ricca alle nostre parole. Questo avviene se non ci distrugge, se non annienta l’ottimismo e lo spirito, la capacità di avere visioni e il rispetto per le cose semplici e indispensabili.”
— Anne Rice

Per superarlo, devi imparare le sue lezioni

Il dolore è utile quando è di passaggio, altrimenti rischia di farci impazzire; ecco perché bisogna fare in modo che rimanga un maestro a tempo determinato e riuscire a superarlo. Per farlo ed evitare che lo stesso tipo di sofferenza si ripresenti, bisogna imparare bene le sue lezioni.

I suoi insegnamenti si focalizzano sul farci scoprire chi siamo dentro di noi. Portandoci nelle nostre profondità, ci mette in contatto con i nostri lati d’ombra, con il nostro buio interiore, per riemergere poi più consapevoli e maturi.

“Il dolore è il gran maestro degli uomini. Sotto il suo soffio si sviluppano le anime.”
— Marie von Ebner-Eschenbach

1. Impara a lasciare andare

Spesso ci aggrappiamo alla causa del nostro malessere e non riusciamo a lasciarla andare, che sia un evento del passato, una convinzione o una persona. In questo caso, la prima cosa che dobbiamo fare è accettare che ciò che ci fa soffrire deve essere rilasciato. Accettare che alcune cose hanno una fine e non possono essere trattenute all’infinito ci aiuterà ad andare avanti per la nostra strada e permetterà finalmente alle nostre ferite di cicatrizzarsi, rendendoci più forti e consapevoli dei nostri limiti.

Staccarsi da ciò che ci fa male ha anche un grande vantaggio: ci riporta a ciò che conta davvero nella nostra vita, all’essenziale. Possiamo approfittare dei momenti bui e difficile per tagliare i legami tossiciabbandonare una strada che non sentivamo nostra, lasciar andare alcune convinzioni limitanti, in poche parole, per ritrovare quel nocciolo interiore dove siamo nudi di fronte al mondo, spogli da fronzoli ma meravigliosamente autentici. 100% noi stessi.

“Un dolore ti insegna a viaggiare a marcia indietro. Da grande a piccolo. Da ricco a povero. Dal superfluo all’essenziale.”
— Fabrizio Caramagna

2. Non identificarti con ciò che ti lasci alle spalle


Sopratutto quando conviviamo per molto tempo con le nostre ferite, tendiamo a pensare che sono parte di noi e ci identifichiamo con esse. Occorrerà perciò evitare che il dolore si cronicizzi, col rischio di farci pure il callo e di anestetizzarsi emotivamente ‒ occhio al rischio di depressione! ‒; per fare ciò bisognerà affrontarlo, riconoscerlo e tagliare il cordone, capire che non siamo il nostro dolore.

Decidendo di separarci dal dolore e lasciandolo andare abbandoniamo anche un’idea che ci eravamo fatti di noi e di un futuro che non vivremo mai, e questo può spaventare; ma chiudendo quella porta fatta di sofferenza e decidendo di andare avanti, ci apriamo a nuove possibilità dove siamo noi, e non le nostre ferite, a decidere cosa fare della nostra vita.

3. Riscopri chi sei

Capita che ci risulti difficile riuscire a capire chi siamo senza la sofferenza, perché spesso ci abituiamo alla sua presenza e ci dimentichiamo di chi eravamo senza di lei. Chi siamo? Questa è la domanda principale da farci quando il dolore interiore bussa alla nostra porta. Quali sono le nostre passioni, cosa ci dà piacere, quali sono le nostre aspirazioni nella vita, quali sono i nostri talenti?

Il dolore serve a spogliarti di tutto ciò che non è tuo: sensi di colpa, vergogna, giudizi, maschere, illusioni.Con il dolore non puoi fingere, torni ad essere solo/a te stesso/a, con le tue paure, con la tua ombra.

Quando avrai toccato il cuore del dolore, quando sarai sommerso/a nella tua oscurità, capirai chi sei. Ti riconoscerai al di là dei pensieri illusoridei sogni infranti che gli altri hanno fatto pesare sulle tue spalle, dei legami che possono graffiare il tuo cuore ma non possono attaccare il nocciolo del tuo essere. Il dolore è la guida che ti porta dentro di te per farti incontrare la persona più importante della tua vita, e quella persona sei tu.

“Il dolore non è una sconfitta, le lacrime non sono una resa, ma solo il segnale di una trasformazione che sta avvenendo in te. Qualcosa che non serviva più alla tua crescita ti ha abbandonato, e qualcos’altro che ti accompagnerà nel tuo cammino sta invece nascendo. Questo ci insegna la vita. Ogni nuova nascita è preceduta da un grande dolore. Solo chi rifiuta la vita e ogni forma di crescita interiore rende sterile e infruttuoso il potere rigenerante del dolore.”
— Manuele Dalcesti

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it


Dal Sito: eticamente.net 


giovedì 24 ottobre 2019

Essere Felici (Nonostante Tutto)



Le persone si chiedono spesso come possono essere felici, quando nella vita accadono cose terribili, che riempiono l’animo umano di profonda tristezza e malinconia. La verità è che nella nostra vita accadono cose piacevoli e cose spiacevoli, ma dipende pure sempre tutto da noi (il karma insegna). Proviamo a tornare indietro nel tempo, quando eravamo bambini, al giorno che si ruppe il nostro giocattolo preferito e piangemmo disperatamente, oppure quando un po’ più grandicelli, abbiamo litigato non il nostro migliore amico/a, e ci sembrava di vedere tutto nero, e poi proseguendo gli studi non abbiamo superato un esame e ci sembrava tutto così tremendo..

In poche parole, sono successe così tante cose nella nostra vita che ci hanno messo sottosopra e ci hanno fatto soffrire, che se ci fermiamo un attimino per guardare indietro, rimarremo sorpresi e allo stesso tempo sconvolti nell’accorgerci che tutto questo è passato, finito, non c’è più.

Le cose spiacevoli vanno e vengono, ma non restano, le cose piacevoli vanno e vengono ma non restano. E allo stesso modo, anche noi non siamo permanenti, arriverà il giorno in cui ce ne andremo, e lasceremo il nostro corpo sottoterra o da qualche altra parte. Per questo non ha senso consumare il nostro tempo qui sulla terra, per rimuginare, per preoccuparci, per addolorarci, quando sappiamo benissimo che il passato è ormai passato e il futuro ancora non esiste. In ogni vita, ci sono cose piacevoli e cose spiacevoli, ma dobbiamo lasciarle scorrere, senza farci travolgere: dobbiamo restare forti, in mezzo a tutte questi avvenimenti, con il potere della nostra natura e della nostra energia, senza perdere il sorriso, e le difficoltà che ci sembravano insormontabili diventeranno piccole e insignificanti.

Ognuno di noi, specie in occidente, pensa di avere problemi più grandi degli altri, pensa di incontrare difficoltà che altri non incontrano, immagina di essere perseguitato dalla sfortuna (come se la sfortunaesistesse!!) di più rispetto a chi lo circonda. Ma provate a pensare a cosa succede ad Haiti, in Ruanda e in molti altri paesi del resto del mondo; e allora vi accorgerete di quanto piccole siano in realtà le nostre difficoltà, i nostri problemi. Quando NON notiamo le difficoltà che tutti affrontano nel mondo, allora ci viene comodo pensare che le nostre difficoltà siano grandissime, quasi insormontabili per essere felici. In verità, se solo risparmiassimo un euro al giorno del cibo spazzatura che mangiamo, potremmo nutrire, educare, vestire quei bambini che realmente hanno più bisogno di noi. Il servizio verso gli altri, è il modo migliore per guardare avanti, e non fermarsi a rimpiangere il passato.

Quando siete nel dolore, nella tristezza, dovete evitare che questo dolore, questo senso di ingiustizia, permanga nella vostra mente. Quando il vostro partner vi lascia, quando subite un’ingiustizia o quando scoprite di avere una malattia, la vostra sofferenza, i vostri problemi, sembrano dei mostri indistruttibili, invalicabili, impossibili da affrontare o guardare negli occhi. In realtà sono mostri fatti di nebbia, ovvero sono inconsistenti e proprio come la nebbia, il loro unico scopo è quello di impedirvi di farvi vedere la realtà. Per abbattere il mostro, non c’è bisogno nemmeno di lottare, basta avere il coraggio di attraversare quella nebbia, e così vedrete come in realtà, il sole, non è mai scomparso !

“Essere felici è una scelta quotidiana, una nuova abitudine da integrare nel modo di pensare. C’erano giorni in cui non riuscivo a essere felice, ma penso che accettare la cosa porti lo stesso a una esistenza più serena. Farlo ti permette di accettare i giorni più duri, nella consapevolezza che racchiudono anch’essi dei doni e che passeranno, perché la gioia ti aspetta dall’altra parte.” Bronnie Ware

Tragicomico

Dal sito: tragicomico.it