I ricercatori hanno preso in considerazione 30 pazienti in cura per depressione e ansia, dividendoli casualmente in due gruppi. Tutti i partecipanti, con la supervisione degli esperti, hanno completato delle sessioni di yoga iyengar (uno stile di yoga molto popolare, conosciuto per la sua precisione per gli allineamenti e per l’uso di sostegni) e hanno messo in pratica una serie di tecniche di respirazione.
L’unica differenza tra i due gruppi è consistita nelle ore trascorse a fare yoga durante i tre mesi di osservazione: 123 ore totali per il cosiddetto gruppo ad alto dosaggio, 87 per il gruppo a basso dosaggio.
Gli esperti, monitorando i partecipanti settimana dopo settimana, hanno scoperto che già un mese dopo l’inizio dello studio la qualità del sonno di entrambi i gruppi era notevolmente migliorata. Al termine del periodo di osservazione, inoltre, in quasi tutti i pazienti i sintomi dell’ansia e della depressione erano più lievi.
E non solo: i soggetti si sono mostrati più sereni e ottimisti: “Gli studi passati non si sono mai soffermati sul legame tra yoga e depressione. Il nostro è stato una sorta di studio psicologico per far capire alle persone che questa pratica può essere usata anche per migliorare il benessere mentale. I nostri risultati daranno un input importante alla neurobiologia, che si occuperà di approfondire ulteriormente la questione dal punto di vista clinico”, ha detto Marisa M. Silveri, professoressa di psichiatria e co-autrice della ricerca.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale del 10 ottobre, gli esperti hanno annunciato che in Italia, al momento, ci sono circa 3 milioni di persone che soffrono di depressione (2milioni sono donne). Questa patologia mentale, dati alla mano, è attualmente laprima causa di disabilità nel mondo.Inoltre, tra il 2005 e il 2015, i casi sono aumentati del 20%. Capire come combattere e limitare la depressione è una delle principali sfide per la salute a livello globale. E lo yoga può senza dubbio essere d’aiuto.
I risultati di questo studio, infatti, testimoniano che queste tecniche, se praticate con regolarità da pazienti con ansia e depressione, possono essere un’efficace terapia da affiancare ai farmaci e ai colloqui con esperti di salute mentale.

