venerdì 12 ottobre 2018

“Non respiravo più, avevo continui attacchi di panico”: Gisele Bündchen e la doppia faccia del successo



Il successo, il contratto da $25 milioni per Victoria’s Secret, poi il vuoto. E un grande senso di colpa che ha innescato in Gisele Bündchen il bisogno di aiuto.

“Le cose da fuori possono sembrare perfette ma nessuno ha idea di cosa stia realmente accadendo dentro”: Gisele Bündchen ha parlato per la prima volta dei suoi attacchi di panico, facendo una confessione umana che apre gli occhi al mondo. Ovvero che ogni donna è umana. E che ogni donna riesce a uscire – sempre e comunque - dal tunnel della sofferenza.

Il primo passo avanti di Gisele Bündchen è stato marcato dal suo libro recentemente pubblicato, Lessons: My Path to a Meaningful Life, in cui ha raccontato il forte stato di ansia che ha dominato costantemente la sua vita al picco della sua carriera. Un successo da vera star, il contratto di $25 milioni con Victoria Secret’s. Poi, il vuoto. Il panico. Da allora al suo racconto odierno a People, Gisele Bündchen ha percorso quella lunga strada che tante altre donne avranno già intrapreso in attesa di rivedere la luce: “Ho sentito che il momento di condividere le mie vulnerabilità era arrivato. E ho realizzato che non cambierei mai tutto ciò che ho vissuto perché penso abbia definito la persona che sono oggi”.

Gisele Bündchen ha avuto il suo primo attacco di panico nel 2003, sviluppando anche un forte senso di claustrofobia che si alternava a quei momenti di buio puntuali e senza avviso. E all’apice di quel successo per cui aveva sempre duramente lavorato, Gisele iniziò a sentirsi in colpa per ciò che stava attraversando: “Mi sentivo senza potere. Il mondo diventa sempre più piccolo e non riesci più a respirare, che è la sensazione più orribile che io abbia mai provato”. Ma il peggio è che quando ascolti la voce dell’ansia, quando lasci che sia il panico a dominare te e non viceversa, arrivano i pensieri peggiori: “Una volta pensai che se mi fossi lanciata dal balcone tutto questo sarebbe finito. Non avrei dovuto preoccuparmi mai più di questo opprimente stato d’animo”, ha raccontato la star brasiliana. Ma quel pensiero suicida fu la svolta: aveva bisogno di aiuto per cambiare in meglio la sua vita.

Come vincere gli attacchi di panico? Gisele Bündchen si è riappropriata della sua vita iniziando da uno psicoterapeuta. No, lei Xanax non ne ha voluto. Ha smesso di fumare, bere alcol e mangiare zuccheri. Si è avvicinata allo yoga. Ha posto fine alla sua relazione con Leonardo Di Caprio (che stava frequentando a quel tempo). Ma, più di ogni altra cosa, è stata la volontà di riscatto a guidarla verso la guarigione. Perché la verità (e chi ha sofferto di panico lo sa) è che è nel momento in cui consapevolizzi la presenza del problema che senti di dover chiedere aiuto. È nel momento in cui tendi la mano per farti aiutare che sei già a metà dell’opera. E se gli specialisti ripetono sempre che “di panico non si muore”, la storia di Gisele Bündchen insegna: di panico si guarisce soltanto. Perché ci sarà sempre un giorno in cui il respiro ritorna. E poi il sole.


Dal Sito: elle.com

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