mercoledì 28 maggio 2014

I tipi di ansia

Anche se tutti i disturbi d’ansia hanno un meccanismo comune, legato all’ipervalutazione del pericolo, essi possono essere distinti in categorie.

Tra queste rientrano:

l'ansia da prestazione: si manifesta in genere di fronte alla necessità di dover affrontare una performance (un compito al lavoro, un esame a scuola, una gara sportiva, ecc.), ma compare anche nel momento in cui v
iene richiesto al soggetto di affrontare situazioni nuove (come una nuova scuola, un nuovo posto di lavoro, un nuovo partner sessuale, ecc).

l'ansia da separazione: è la forma di ansia che si avverte nel momento in cui ci si separa da qualcuno che rappresenta un punto di riferimento importante. In questa situazione rientrano molteplici meccanismi, che vanno dal timore di non ritrovare più la persona amata, da cui ci si sta separando, alla sensazione che a questa possa accadere qualcosa mentre si è assenti.

l'agorafobia: il termine deriva da agorà (assemblea, riunione, mercato). L’agorà nella polis greca era la piazza centrale, entro la quale si svolgeva tutta la vita politica, sociale e commerciale della città. L’agorafobia viene definita come l’ansia relativa al trovarsi in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi in caso di malore, o nei quali non ci sarebbe possibilità immediata di soccorso. Esempi di situazioni che l’individuo tende ad evitare sono viaggi in treno, ristoranti, negozi affollati, cinema, teatro, chiese, gallerie, ecc.

l'ansia sociale: chi soffre di ansia sociale tende a sentirsi estremamente a disagio quando si trova in mezzo ad altre persone; in questa forma di ansia spesso le relazioni vengono vissute come minacciose, e quindi il soggetto tende ad evitarle il più possibile. Ci si sente inadeguati quando ci si deve confrontare con gli altri, e pertanto è meglio limitare le relazioni (e quindi il confronto stesso). Ciò dà luogo ad atteggiamenti di evitamento di tutte quelle situazioni sociali, dallo sport alle feste, sino alla frequenza a scuola.

Molte persone provano un certo imbarazzo, o disagio, in certe situazioni sociali, ma chi soffre di ansia sociale non si sente semplicemente in imbarazzo o a disagio: non si sta parlando di semplice timidezza. Queste persone avvertono che qualunque cosa faranno o diranno verrà attentamente valutata dagli altri, con esito probabilmente negativo. E’ un meccanismo fortemente legato alla propria autostima deficitaria.

Il timore di questi soggetti è legato soprattutto ad alcune circostanze: mangiare in pubblico, parlare in pubblico, firmare davanti a qualcuno, stringere la mano a qualcuno, telefonare a qualcuno, ecc. L’ansioso sociale è quindi sensibile a tutte quelle situazioni in cui si sente esposto allo sguardo altrui. Spesso uno sguardo anche casuale basta per gettarlo nel panico. L’ipersensibilità verso i movimenti oculari porta questi individui a sentirsi piuttosto a disagio nelle situazioni in cui potrebbero venire osservati.

Chi soffre di ansia sociale ha il costante timore che gli altri lo giudicheranno strano, ansioso, debole o peggio ancora stupido. Affrontare le relazioni sociali con questi presupposti non aiuta di certo il soggetto ad essere rilassato: al contrario queste persone appaiono (e si sentono) piuttosto goffe e rigide quando interagiscono con gli altri.

l'ansia che nasce a seguito dell'utilizzo di sostanze come la caffeina, la cannabis, la cocaina o indotta da l'utilizzo di farmaci come quelli ipnotici o sedativi.

Il disturbo ossessivo-compulsivo: si tratta di un disturbo d'ansia caratterizzato dalla presenza costante di ossessioni, pensieri ripetitivi a volte privi di senso, e compulsioni, ovvero comportamenti che la persona si sente costretta a ripetere per diminuire lo stato di ansia. Il controllare più volte se si è spento il gas o il lavarsi ripetutamente le mani per paura di contrarre infezioni, ne sono un esempio.

Nelle forme di ansia rientrano anche gli attacchi di panico, il disturbo di ansia generalizzata e il disturbo post-traumatico da stress:

- Gli attacchi di panico sono caratterizzati dalla comparsa improvvisa di sensazione di angoscia unitamente a sintomi fisici come tachicardia, iperventilazione e senso di soffocamento. La persona che vive l'attacco di panico può avvertire anche sintomi come la sudorazione profusa, il dolore toracico, nausea e giramenti di testa. Questi sintomi sono accompagnati dalla sensazione che stia per succedere qualcosa di drammatico, come il sopraggiungere della propria morte.

- Il disturbo d’ansia generalizzato caratterizzato da uno stato emotivo di continua preoccupazione e attesa di fonte a situazione per le quali tale atteggiamento non risulta essere giustificato

- Il disturbo post-traumatico da stress che sopraggiunge dopo un trauma, un'esperienza dolorosa o di sofferenza vissuta direttamente o indirettamente. E' un disturbo che può insorgere a seguito di una serie di eventi traumatici di natura molto diversa come le aggressioni, le violenze fisiche o psicologiche, gli incidenti, i periodi di prigionia o le calamità naturali, ossia tutti quegli eventi che hanno cambiato per un determinato periodo di tempo la vita di chi vi è stato partecipe in maniera dolorosa e violenta.

Chi soffre di disturbo post-traumatico da stress manifesta atteggiamenti di maggiore distacco verso le persone unitamente ad un aumento di aggressività ed irascibilità, oltre alla sensazione di rivivere l' esperienza traumatica durante l'arco della giornata o durante il sonno.

dal sito : http://www.medicitalia.it/

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