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mercoledì 30 ottobre 2019

Fibromialgia: la patologia delle emozioni non espresse


La fibromialgia è una patologia che prende sempre più piede nel nostro universo. Non esistono cure a questa dolorosissima malattia.

Le cause di questa patologia sono oggi sconosciute, ma pare vi sia un’interessante correlazione tra questa sindrome e l’alessitimia, ovvero l’inespressione emotiva. Pare infatti che le emozioni non espresse possano avere una manifestazione corporea più o meno intensa in termini di dolore.

Stiamo dunque parlando una una forma di somatizzazione significativa per tutto il corpo. Il corpo è perennemente bombardato da sintomatologie dolore.

La fibromialgia si manifesta inizialmente con dolori localizzati. Stiamo parlando di un dolore costante, quotidiano e non classificabile come infiammazione di tessuti.

Cos’è e quali sono le cause?

Stiamo parlando di una malattia reumatica che intacca muscoli e causando un aumento della tensione muscolare. I principali punti di dolore sono: le spalle, il cingolo pelvico, i polsi, le cosce, le braccia e la colonna vertebrale.

Rientra tra i Disturbi del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. E’ uno di quei disturbi che prevedono un’alterazione tra sistemi del nostro organismo (sistema periferico, immunitario, endocrino, neurovegetativo e nervoso centrale). E’ per questo che rientra in quelle che definiamo sindromi somatiche funzionali.

Dal sito: focus-psicologia.it

lunedì 23 settembre 2019

Ammalarsi emotivamente per la cattiveria altrui. Succede sempre più spesso


Si sta diffondendo sempre di più nella nostra popolazione una gelosia gratuita, che fa godere le persone se altre stanno male.

Tante volte le persone così tanto cattive parlano, chiacchierano e si inventano delle storie solo per diffamare e parlare male di coloro che sono solo delle vittime.

È soltanto la cosiddetta cattiveria gratuita, tutta la cattiveria è data anche dalla tecnologia che sta avanzando e sta trascurando le cose importanti come affetto relazione e sentimento.

Sta diventando una vera e propria dipendenza da cellulare che toglie attenzione e tempo al partner, perdendo nella persona di fronte anche  la fiducia e l’autostima.

Il telefono reclama in continuazione la nostra attenzione, tra messaggi, chat, notifiche, perdiamo il filo di quel che stavamo dicendo, a risentire di tutto ciò è soprattutto la nostra relazione con interazioni sociali di bassa qualità e poca empatiche.

E si sta trascurando e ignorando chi ci sia davanti in carne e ossa ma si dà precedenza a uno schermo di un telefono a risentirne e soprattutto la storia d’amore. Ritornando alla cattiveria gratuita esce fuori soprattutto, appunto dietro a uno schermo freddo o del computer del tablet o del cellulare perché non vengono viste, rivelato il loro volto, resta anonimo ma non si rendono conto che feriscono nell’animo di alcune persone.

Nei social network non esiste ordine e nessuno si preoccupa di ferire l’altro nessuno si preoccupa di nessuno e un termine per questi individui è:  leoni da tastiera.

Anche nel mondo reale fuori dagli schermi di smartphone succede per l’invidia, l’attaccamento materialistico e nella vita attuale, nell’epoca attuale sono moltissime per sfortuna le persone che parlano male che diffondono cattiverie pettegolezzi privi di motivi, ma giudicano parlano solo perché non sanno amare perché loro stessi non sono mai stati amati. Inoltre ammalarsi emotivamente e quindi la conseguenza più scontata.

Dal Sito: nonsolodonna.net

martedì 3 settembre 2019

Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce


Il nostro corpo somatizza nella sua materia quello che lo spirito subisce. Quello che il nostro inconscio tace, lo urlano le nostre malattie, i nostri dolori e malesseri. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.

Quando ti manca calore affettivo, basta una minima frescata di vento freddo e subito prendi un raffreddore. Il naso “cola” quando il corpo non piange. Forti mali di schiena (ovvio non causati da un peso caricato male) ti dicono che stai subendo un dolore, porti con te un peso, un trauma, una tristezza immensa; il mal di gola ti assale sicuramente quando hai tanti dolori da sfogare ed afflizioni da dire e non hai con chi confidarti. Quando non sopporti una persona, non la digerisci, ma devi comunque conviverci o averci a che fare, ti viene acidità di stomaco; le coliche spesso sono rabbie accumulate che non riesci a sfogare.

Il diabete “invade” quando la solitudine ti attanaglia. Il cancro ti divora come l’odio che corrode l’amore mancato. Il corpo ingrassa quando sei insoddisfatto o dimagrisce quando ti senti logorato. Dubbi, preoccupazioni, ansietà, ti portano via il sonno e soffri di insonnia. Se non trovi un senso alla tua vita, la pressione del cuore rallenta o accelera: quindi ipotensioni e pressione alta sono sbalzi che ti condizionano l’umore e le forze. Il nervosismo aumenta i respiri, come se ti mancasse l’aria, donde dolori al petto ed emicranie (molti fumatori prendono aria extra dal fumo effimero che li rilassa in maniera compensatoria ma illusoria). La pressione “sale” quando la paura imprigiona.

Quando ti senti sopraffatto da un problema e sei al limite della sopportazione, allora la febbre ti assale, le frontiere dell’immunità sono all’erta. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. Le artrosi vengono quando la tua mente non si apre, sei troppo rigido e i muscoli ti si contraggono. I crampi indicano che stai subendo una situazione per te insopportabile. La stitichezza ti indica che hai residui nel tuo inconscio, hai segreti che ti intasano e non trovi chi ti comprenda senza giudicarti. La diarrea è un atto di difesa dell’organismo che vuole eliminare ciò che percepisce come dannoso (come anche il vomito), vale per i virus ma anche per le situazioni, i sentimenti… forse chi ha diarrea non riesce a trattenere o assimilare.

La malattia non è cattiva, ti avvisa solo che stai sbagliando cammino. Ascolta il tuo corpo ed impara a guarire con il tuo spirito, non c’è altra medicina che la tua stessa natura non possa darti. E’ ovvio che non dobbiamo generalizzare, non è un catalogo farmacologico, ma una linea guida… E i bambini? pur innocenti sono spugne emotive e recepiscono ogni energia negativa di chi sta loro accanto; non a caso, i bambini più sani sono quelli che crescono in famiglie unite ed amorevoli. L’amore è vita, dunque qualsiasi mancanza d’amore produce in noi morte: psichica, mentale, emotiva e alla fine anche fisica.


Dal Sito: aprilamente.info 

martedì 18 giugno 2019

Quando ci ammaliamo per le cose che non diciamo




La malattia può essere un messaggio del corpo; talvolta è prodotta da un blocco emotivo che ci avvisa che stiamo andando nella direzione sbagliata, e si manifesta nel corpo per mezzo dei sintomi. Per vivere una vita piena, è sempre consigliabile imparare ad ascoltare ciò che dicono il nostro corpo e le nostre emozioni.

Tutti danno forma alle loro esperienze per mezzo del filtro dei loro pensieri. È proprio dai pensieri che nascono le emozioni; esse sono tendenzialmente positive quando analizziamo le informazioni in modo corretto e negative quando formuliamo i nostri pensieri in modo erroneo. Le emozioni del secondo tipo creano in noi blocchi emotivi che si trasformano in malessere psico-fisico.

La vera rivoluzione inizia dentro di noi.

Dimmi cosa ti fa male e ti dirò cosa devi esprimere

Il nostro corpo è saggio e parla, per questo bisogna imparare ad ascoltare cosa ci vuole dire, per poi scoprire la circostanza che ci provoca malessere e guarirla. A seconda del punto del corpo in cui si manifesta il segnale, c’è una spiegazione emotiva. Alcuni studi medici hanno confermato che possiamo prevenire o guarire un problema se individuiamo la situazione o i sentimenti che ci bloccano a livello emotivo.

Il dolore al collo rappresenta ciò che non osiamo dire, il dolore alle caviglie la voglia di avanzare o la resistenza che mostriamo quando dobbiamo accettare una realtà. I problemi gastrici parlano della convivenza e dell’abilità nel “digerire” le situazioni.

Un’altra parte del corpo che riceve molte delle nostre emozioni è la schiena. Secondo gli esperti, i disturbi della parte bassa della schiena, di solito, riflettono preoccupazioni economiche o una sensazione di mancanza di supporto. I fastidi alla parte superiore della schiena indicano che siamo carichi di oneri che non ci spettano.

I dolori alle cosce sono relativi a ciò che gli altri si aspettano da noi. Le ginocchia, invece, sono associate all’orgoglio. Se è la fronte ad essere dolorante, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel modo in cui affrontiamo il mondo. I problemi al cuore sono legati a problematiche emotive basilari, relative agli affetti primari.

Le parole che non diciamo si trasformano in frustrazione.

Il risentimento e le malattie fisiche

La nostra vita non è altro che il riflesso del nostro stato mentale: se nella nostra mente c’è pace, armonia ed equilibrio, allora anche la nostra vita è armoniosa, pacifica ed equilibrata. Se, invece, sono i pensieri inadeguati, negativi e vendicativi a dominarci, la nostra vita sarà squilibrata, e in questo squilibrio si presenteranno le malattie fisiche.

Il risentimento è un sentimento che, se lasciato ristagnare, si aggrava e può produrre rancore. Queste sensazioni possono causare piccoli fastidi passeggeri, ma anche profondi malesseri che possono ostacolare o impedire le relazioni con la persona che ci ha offesi. Provare risentimento altera fisicamente il nostro sistema immunitario, fatto che ci rende molto più vulnerabili a malattie comuni, come la febbre o l’herpes.

La rabbia o il risentimento cronici sono considerati fattori di rischio di cardiopatia. Carsten Wrosch, dell’Università di Concordia (Canada), si è occupato di analizzare la relazione tra il risentimento e la qualità della vita.

Quando questa emozione permane per troppo tempo, predispone il terreno per modelli di instabilità biologica, un impedimento fisiologico che colpisce il metabolismo, il sistema immunitario e le funzioni degli organi e delle malattie fisiche.

Quando pensiamo a una cosa e ne diciamo un’altra, sentiamo una cosa e ne facciamo un’altra, non siamo coerenti con noi stessi per paura del rifiuto, dell’abbandono, della critica, dei giudizi e, in questo modo, nascono in noi squilibri emotivi che ci fanno ammalare.

Non dire le cose è un difetto su cui non dobbiamo mai smettere di lavorare.

La mente è meravigliosa

Dal sito: 

aprilamente.info 

lunedì 16 marzo 2015

Storie di Panico: Amico sono qui! di Angelo Barone



Sono sempre stato un ragazzo ansioso, ma solo in età adulta ho avuto modo di capirlo. Non vedevo l’ora di finire di fare una cosa per iniziarne subito un’altra. Avevo sete di mettermi in mostra e di fare sempre di più e sempre meglio. Darsi degli obiettivi e tenersi occupati è la chiave per avere successo, ma delle volte non si riesce ad assaporare fino in fondo quello che si sta facendo e si finisce per mettere in pratica una sorda corsa. Più che correre, forse stavo scappando. Solo che non l’avevo ancora capito, o forse, l’ho fatto quando era tardi.

Tutto è iniziato quasi due anni fa quando stavo per terminare gli ultimi esami universitari e nel frattempo mi mantenevo con un lavoro in un centro scommesse. Non contento di quanto già facessi, svolgevo anche il praticantato sullo studio di un commercialista della mia città. Lavoravo praticamente tutto il giorno e la sera, quando ero ormai sfinito, prendevo i miei amati libri e studiavo fino a quando riuscivo a mantenere gli occhi aperti.

Il lavoro però mi stressava. Senza considerare che lavorando in un luogo così triste e cupo, si finisce irrimediabilmente per assorbire la negatività tipica di quell’ambiente. Avrei dovuto staccare, prendermi del tempo per me. Avevo bisogno di pace e tranquillità.

Non vi ho ancora detto tutto.

Purtroppo mia madre, già malata da diversi anni, non rispondeva più ai farmaci. Leggevo nei suoi occhi lo strazio di chi ormai conosce già il suo destino e non può fare nulla per cambiarlo. In meno di una settimana non era più auto sufficiente. In meno di un mese è volata in un posto bellissimo. 
Ricordo nitidamente cosa provai in quell’istante. Un bruciore così forte da distruggere ogni tipo di reazione.

Disarmante. Invalidante. Queste sono le parole giuste.

Dal quel momento in poi ho fatto il conto con tutto quello da cui stavo scappando. Non riuscivo a scendere dal letto neanche per mangiare. Avevo la sensazione che la mia mente scivolasse via … lontana da me.

Anche solo andare a comprare il pane a pochi metri di distanza da casa era diventato per me impossibile.
L’ansia mi aveva fatto perdere la mia centralità. Si era portata con se la parte migliore di me. Non riuscivo più ad immergermi nella semplicità della vita e la concepivo come un concetto complicato, impegnativo, non alla mia portata.

È difficile trasformare in parole le sensazioni che l’ansia ed il panico ci trasmettono; è come avvertire qualcosa che ci spinge a correre ed a scappare e ci provoca delle sensazioni tanto reali da farci cadere nell’inganno più sincero.

Più ho provato a controllare le mie reazioni più facilmente ne cadevo preda.

Einstein diceva sempre che la logica ci porta da A a B. La fantasia e l’immaginazione dovunque. A me successe una cosa simile. Inventai una nuova realtà che io credevo fosse autentica, di cui avevo sia creato le regole che esserne il primo a farne le spese. In questo “gioco” ero sia il burattino che il burattinaio.

Ho corso e sono scappato così tante volte da perderne il conto, quando un giorno, con il cuore che batteva all’impazzata, la sensazione di non avere neanche più un briciolo di forza, mi sono voltato indietro … ed ho capito che non c’era nessuno ad inseguirmi.

Oggi, con impegno e volontà posso dire di aver superato la fase peggiore e di essere sulla buona strada per uscirne definitivamente.

Ho voluto condividere con Voi tutte le mie conoscenze, le tecniche e le informazioni che ho acquisito scrivendo un libro,  Amico sono qui! con la speranza, che sia di aiuto per tutti quelli che ancora vivono appieno il disturbo.



Concludo ripotandovi quando segue:

Un giorno la paura bussò. Il coraggio si alzò e andò ad aprire e vide… che non c’era nessuno.
(Martin Luther King).
Tutti i limiti sono una nostra ideazione.
La forza è dentro di noi … sappiamo esattamente dove si trova … non dobbiamo cercarla altrove.

Spero di cuore di esservi stato di aiuto.


Angelo Barone

Zero Ansia.it 

domenica 25 gennaio 2015

David Guetta, condizionato dagli attacchi di panico

Il leggendario dj francese rivela che la sua carriera è stata condizionata dagli attacchi di cui ha cominciato a soffrire nel 2012

David Guetta, condizionato dagli attacchi di panico David Guetta

David Guetta, condizionato dagli attacchi di panico. La carriera musicale del dj francese sembrava essere arrivata ad un punto morto quando ha cominciato a soffrire di terribili attacchi di panico. Guetta ha cominciato ad avvertire i primi attacchi di ansia nel 2012 e da quel momento è stato in più occasioni costretto a mettere in attesa la sua carriera per fare i conti con quello che gli stava succedendo: “C'è stato un momento in cui non riuscivo a fare musica. Volevo entrare in studio di registrazione ma poi succedeva qualcosa che mi bloccava. Gli attacchi di panico sono qualcosa di assurdo perché è come se non avessi ì più il controllo del tuo cervello” ha rivelato nel corso di un'intervista con il quotidiano britannico The Times.

Il problema. Guetta ha rivelato anche di aver avuto troppa vergogna per parlare della sua condizione con amici e familiari ed ha trovato il coraggio di affrontare il problema solo dopo che un suo amico ne ha parlato nel corso di una cena: “Stavo ascoltando quello che diceva ma non ho avuto il coraggio di dire che ne soffrivo anche io. Provavo grandissima vergogna in quel momento. Ma poi questo amico mi diede anche un consiglio molto prezioso, mi fece capire che era qualcosa che potevo affrontare. Il miglior modo per affrontare una cosa del genere è farlo apertamente, senza paura, perché sai che non ne morirai”. Ora il dj rivela di aver quasi completamente superato il suo problema: “Non posso dire che sia completamente alle spalle, ma adesso la situazione è decisamente migliorata”.

 Radio 105 Network