Visualizzazione post con etichetta estate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta estate. Mostra tutti i post

sabato 22 agosto 2020

Cos'è la depressione estiva: l'effetto dell'estate su ansia e umore


Effetto estate su ansia e umore: cos’è la depressione estiva

La bella stagione può peggiorare i sintomi ansiosi e depressivi, per un mix di fattori fisici e sociali. La psicologa ci spiega i meccanismi che si innescano

Contrariamente a quanto ci aspetteremmo, l’estate ha un impatto emotivamente disturbante su molte persone. Estate non significa relax, come siamo soliti pensare, anzi: nella stagione più calda aumenta in modo significativo il consumo di farmaci ansiolitici, di antidepressivi, di alcol e sostanze. 
Sono soprattutto coloro che soffrono di disturbi dell’umore e d’ansia a risentire negativamente della bella stagione, ma anche chi non ha un disturbo conclamato può percepire un senso di disagio.

Esiste anche una depressione che si manifesta tipicamente d’estate, e che presenta delle peculiarità rispetto alla depressione più “classica” che tende a manifestarsi più spesso nei mesi freddi. Mentre nella depressione più frequente nei mesi autunnali ed invernali predominano aumento del sonno e dell’appetito, nella depressione estiva si riscontrano più spesso insonnia e calo dell’appetito
In coloro che soffrono di depressione estiva, in più, la percezione della spensieratezza e del divertimento degli altri può procurare disagio, accentuare la sensazione di essere diversi e spingere ulteriormente all’isolamento sociale, che è già caratteristico dei disturbi depressivi.

Quali sono i fattori che determinano l’insorgenza di depressione nei mesi più caldi? L’aumentata esposizione alla luce solare viene chiamata in causa in quanto influenza la produzione di melatonina e serotonina. Ci si aspetterebbe che un loro aumento faccia migliorare la depressione, come in effetti accade in molte persone depresse, ma non in chi soffre di depressione estiva. D’altra parte, pure l’opposto, ovvero un calo della luce solare disponibile in autunno, viene ritenuto responsabile della depressione autunnale. 
Il fattore determinante sembra essere allora non tanto l’aumento o la diminuzione di queste sostanze in relazione alle variazioni della quantità di luce, ma piuttosto il cambiamento troppo improvviso del bioritmo, sia in un senso che nell’altro. Il ritmo sonno-veglia viene alterato sia quando il foto-periodo si accorcia, in autunno, sia quando si allunga in estate. Alcune persone sono più predisposte a risentire dell’uno, alcune dell’altro. D’estate, alla maggiore luce si aggiungono  l’aumento della temperatura e dell’umidità, tutti fattori che influenzano il ciclo sonno-veglia e di conseguenza l’umore.


Il caldo può peggiorare i sintomi di chi soffre di disturbi dell’umore perché di per sé provoca spossatezza, svogliatezza, disturbi del sonno e dell’appetito che sono anche sintomi propri della depressione. Ma soprattutto, il caldo provoca tachicardia, sudorazione, calo della pressione che a sua volta può indurre agitazione e confusione mentale. Tutte queste modificazioni corporee sono simili ai sintomi dell’ansia e del panico e si sovrappongono ad essi, esacerbandoli. 
Chi soffre di attacchi di panico tende ad attribuire un significato patologico a sensazioni corporee che possono essere di per sé fisiologiche, innocue e casuali, ma è l’interpretazione di queste sensazioni come qualcosa di minaccioso e pericoloso che attiva un’escalation di ansia fino all’attacco di panico. Il caldo offre molteplici stimoli da cui può innescarsi un attacco: la spossatezza, l’affanno, i giramenti di testa possono scatenare il pensiero che stia avvenendo qualcosa di grave e vengono caricati di un significato patologico.

D’estate l’ansia può aumentare perché con le giornate più lunghe e il maggior tempo a disposizione aumentano potenzialmente anche le attività, gli impegni e le energie a disposizione, provocando una maggiore irrequietezza. 
D’altra parte le persone vanno in ferie, i negozi chiudono, i programmi televisivi abituali vengono sospesi, venendo a mancare gli abituali punti di riferimento. Le vacanze sono per la maggior parte delle persone un momento a lungo sospirato, ma per alcune che soffrono di ansia e depressione sono un fattore di stress, in quanto richiedono di cambiare le abitudini, i ritmi, lasciare l’ambiente protetto della propria casa e dei luoghi familiari, la sensazione di controllo che deriva dall’avere le giornate scandite in modo sempre uguale e già organizzato secondo programmi predefiniti. Vengono a galla l’ansia da vacanza, le fobie relative ai mezzi di trasporto.

D’estate la pressione sociale al divertimento è maggiore, l’isolamento della persona depressa si nota anche di più e si moltiplicano le esortazioni degli altri a uscire. Tuttavia, uscire e frequentare persone in occasioni sociali richiedono energie che in chi è depresso sono già ridotte. 
Inoltre, chi soffre di depressione e ansia tende a confrontarsi con gli altri con una percezione distorta, per cui le altre persone appaiono sempre migliori di sé, più felici, più serene, meno problematiche, più sane. In un circolo vizioso, questa convinzione rigida e distorta induce ulteriormente a chiudersi in sé ed evitare i contatti, per sfuggire a un confronto che, nella propria mente, rimarca la propria condizione di sofferenza ed espone a un possibile giudizio negativo.

Dott.ssa Lucia Montesi Psicologa Psicoterapeuta

Dal Sito: centropagina.it


sabato 15 agosto 2020

Il mare è una vera e propria medicina gratuita: ecco tutti i benefici per la salute




Trascorrere una vacanza al mare ci consente di staccare la spina e rilassarci ma la vicinanza con l’acqua e la presenza del sole ci offrono anche una serie di altri benefici per la salute. Scopriamo allora perché il mare può essere considerato una vera e propria medicina!
Il mare è senza dubbio la metà più ambita per le vacanze estive, una scelta azzeccata sotto tanti punti di vista considerato anche che non si tratta solo di divertimento ma che a beneficiarne è la salute di grandi e piccini.

Ma quali sono i vantaggi che ottiene chi trascorre qualche ora (o meglio qualche giorno) al mare?

Fare il pieno di vitamina D

Il sole ci permette di sintetizzare la vitamina D, una sostanza molto importante per il nostro organismo (è essenziale per la salute delle ossa, aiuta ad avere una pelle sana e può anche migliorare le funzioni mentali). Del resto difficilmente riusciamo a raggiungere il fabbisogno di questa vitamina ricavandolo dalla sola alimentazione. Ecco allora che trascorrere del tempo al mare ci permette di fare il pieno di questa sostanza. I filtri solari rendono però impossibile la sintesi della Vitamina D, dunque nelle ore meno calde della giornata è bene prendere il sole senza protezione per circa 15-20 minuti.

Pelle più sana e giovane

La sabbia bagnata agisce come un esfoliante naturale e rimuove le cellule morte dai piedi lasciando la pelle morbida, sana e ringiovanita. Il modo ideale per godere di questo beneficio è fare una passeggiata quotidiana sulla sabbia morbida vicino alla riva. C’è da dire inoltre che l’acqua di mare contribuisce a migliorare l’elasticità della pelle. Questa infatti è piena di minerali dal potere anti-age. Anche i raggi UV del sole agiscono sulla pelle asciugandola e questo può essere di grande aiuto soprattutto per le persone che soffrono di psoriasi e altre problematiche dermatologiche.

Migliora depressione e l’umore

Il mare e il sole sono potenti antidepressivi naturali. Trascorrere qualche giorno a contatto con la natura permette di migliorare il tono dell’umore e scacciare via la depressione. Non è un caso che le persone tendono ad essere più felici nei mesi caldi quando vi è per lungo tempo la luce solare, fattore che ha un effetto positivo sullo stress ma anche sul sonno e l’appetito.

Diminuisce i livelli di stress

Sabbia e mare sono ottimi strumenti per staccare la spina dalla quotidianità e diminuire così i livelli di stress che ogni giorno accumuliamo. Sarebbe bene a questo scopo evitare di portare in spiaggia, o quanto meno di stare costantemente incollati, a smartphone e tablet per godere al meglio dei benefici dell’ambiente sul sistema nervoso. Ottimo anche passeggiare, nei nostri piedi tra l’altro vi sono migliaia di terminazioni nervose e camminare sulla sabbia è un sistema per stimolarle compiendo un vero e proprio massaggio.

Calma l’ansia

Il rumore del mare è molto benefico per il nostro sistema nervoso. Ascoltare le onde che si infrangono sulla riva può effettivamente calmare l’ansia e cullarci in uno stato rilassato che permette il rilascio di dopamina e serotonina.

Promuove l’attività fisica

Che sia una passeggiata quotidiana sulla sabbia o dentro l’acqua di mare, che sia nuotare, correre, giocare a beach volley, praticare surf o altro, generalmente durante una vacanza al mare tendiamo a muoverci di più. In questo modo riusciamo a mantenerci meglio in forma ed evitiamo la sedentarietà e l’accumulo di peso. Camminare sulla sabbia è tra l’altro un ottimo esercizio per i muscoli dei piedi alcuni dei quali non si usano quando indossiamo le scarpe.

Aiuta a dimagrire e a combattere la ritenzione idrica

I vantaggi sul corpo di trascorrere qualche giorno al mare possono farsi sentire anche sul giro vita e sulla bellezza delle gambe. Camminare sulla sabbia e dentro l’acqua aiuta infatti a combattere laritenzione idrica e ad aumentare il metabolismo con vantaggi per chi sta a dieta. Ci vuole tra l’altro circa il doppio dell’energia per camminare su una superficie così morbida come quella della sabbia, si compie quindi un ottimo esercizio, si bruciano calorie e si riattiva la circolazione al meglio.

Stimola il sistema immunitario

Come già detto la luce solare ci permette di sintetizzare la vitamina D, sostanza che aiuta a prevenire le malattie autoimmuni. L’acqua marina contiene invece diversi minerali e altri composti che aiutano a rafforzare il sistema immunitario e a liberare il corpo dalle tossine, inoltre aiuta a far guarire tagli e ferite più velocemente. Anche la presenza di iodio nell’aria di mare dà sostegno alle difese naturali del nostro corpo.

Benessere delle vie respiratorie

L’aria di mare è nota per i suoi effetti benefici sul sistema respiratorio. Grazie alla grande quantità di sali minerali che contiene, aiuta la buona salute di bronchi e polmoni e stura il naso fluidificando eventuale muco presente. Migliora così nel complesso la respirazione.

Si dorme meglio

Si dice che il mare stanca e in effetti per la maggior parte delle persone è così, soprattutto per i bambini. Dopo alcune ore trascorse in spiaggia, camminando, facendo altre attività o nuotando, il corpo ha bisogno di riposo e questo favorisce un buon sonno notturno.


Dal Sito: greenme.it

Ansia e depressione: 5 cose da sapere per stare meglio in estate





Caldo, umidità e quantità di luce giocano un ruolo importante sull'andamento di questi disturbi tipicamente estivi. Ma non bastano. Determinante è anche il contesto ambientale che, cambiando, ci influenza. I consigli per ritrovare le giuste energie.

In questi giorni Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna,ha presentato a Milano i risultati di un’indagine sulla depressione, in generale e in relazione a malattie importanti, come tumori, malattie reumatiche e diabete. «La depressione, quando legata o conseguenza di altre malattie, è per lo più sottovalutata sia da chi ne soffre, sia dai medici, quasi considerata un effetto collaterale scontato», afferma Francesca Merzagora, Presidente di Onda

Di scontato, però, c’è molto poco.«La depressione continua a crescere: in 10 anni è aumentata di quasi il 20%», sottolinea Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco, tra i relatori che hanno presentato l’indagine Onda. «Un campanello d’allarme per tutti… Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazioni con i diversi contesti ambientali»

Con lui abbiamo parlato proprio di come ansia e depressione siano influenzate dal contesto ambientale e, in particolare dall’estate, che ormai è alle porte

Prima, però, occorre distinguere tra quel che è fisiologico e quel che non lo è. «A fare la differenza, sono l’intensità e la durata nell’arco della giornata. Provare un’ansia transitoria di fronte a situazioni di prestazione o adattamento, è normale, anzi migliora le funzioni cognitive. Ma se supera l’evento, si entra in un ambito patologico. Esistono forme acute, come i disturbi di tipo panico, e quelle con andamento continuativo, legate a fobie specifiche. L’ansia patologica riguarda il 14% della popolazione», precisa Claudio Mencacci

Lo stesso per i disturbi depressivi:demoralizzazione o tristezza sono fisiologiche. Diverso è quando le modificazioni del tono dell’umore sono costanti e in crescita, per intensità e durata. Perdita di interesse, disturbi fisici, del sonno, dell’appetito, affaticabilità, difficoltà cognitive come indecisione e incapacità di concentrarsi… tutte manifestazioni tipiche della depressione (non bipolare), un disturbo che riguarda il 5/6% della popolazione.

Ed ora, ecco 5 cose da sapere su come i fattori ambientali possono influire in modo importante sull’andamento di questi disturbi

1. Nel periodo estivo si ha la tendenza a consumare maggiori quantità di sostanze alcoliche, stimolanti, che aumentano le possibilità di nuovi incontri e contatti in un clima che si fa inevitabilmente più disinibito. Questo comporta variazioni dello stile di vita, del comportamento e delle relazioni sociali: un effetto legato al cambiamento ambientale che diventa, però, un comportamento sociale. Vantaggioso, magari, per chi ha disturbi del tono dell’umore, decisamente difficoltoso per gli ansiosi…

2. Diversi studi dimostrano che temperatura, umidità e quantità di luce producono effetti anche sul metabolismo, rallentandolo. La consueta dose di farmaci antidepressivi, quindi, può risultare eccessiva: meglio stabilire con il proprio medico come e quanto ridurla. Severamente vietato il fai-da-te perché potrebbe peggiorare i sintomi

3. L’aumento del fotoperiodo (la quantità e la durata dell’illuminazione durante il giorno) stimola maggiormente alcuni neurotrasmettitori (tra cui la serotonina), migliorando il tono dell’umore in chi soffre di depressione. Non sempre, però. Ne esiste una forma, seppur rara, che si chiama Summer Affectiv Desordered è causata proprio dall’aumento della luce in estate. L’eccesso di luce può peggiorare anche la situazione degli ansiosi: aumentano le energie a disposizione e, se non vengono ben canalizzate, danno un senso di irrequietezza e, quindi, di ansietà

4. Temperatura, umidità, quantità di luce, aumento dei rumori e degli stimoli possono disturbare in maniera significativa il sonno, che è il marker indicatore del nostro stato mentale. I disturbi del sonno possono fungere da promotori di disturbi d’ansia o anche depressione, innescando situazioni che erano in fase iniziale oppure originandone di nuove

5. La scelta del luogo, invece, è principalmente questione di buon senso. Bisogna andare là dove si sente di poter portare, seppur transitoriamente, i propri bisogni:se servono uno stacco, un riposo di qualità, vada per lago o montagna. Se servono interazione, movimento, vita sociale, meglio il mare. Non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone: piccolo, medio o grande che sia, il viaggio espone a una serie diversa di adattamenti. Questa è l’essenza del viaggio, quello che veramente ci dà. Spetta poi a noi stabilire quanto siamo disponibili ad adattarci.

Le vacanze non sono una gioia per tutti. Cambiare le proprie abitudini, i propri ritmi, allontanarsi dalle relazioni consolidate o da un amore, magari segreto… per molti il momento di partire è vissuto come uno stress e può gettare in una condizione emotiva di sconforto che, non solo porta a vivere male le vacanze, ma può aggravare sia i disturbi d’ansia sia quelli depressivi. Ognuno di noi si muove (e parte) con quello che si porta dentro.

Dal Sito: iodonna.it

lunedì 3 agosto 2020

Il Caldo africano deprime anche per la Psiche





La medicina è ormai certa che le forti ondate di caldo estivo inneschino gravi stati di ansia, depressione e attacchi di panico in molte persone, specie se anziani e soli.

Insomma caldo intenso e afa tendono a creare le condizioni ideali per scatenare un grave disagio psico-fisico proprio nella stagione nella quale la forte luce solare dovrebbe stimolare al massimo invece la produzione di serotonina, l’ormone del buon umore

I sintomi premonitori

Si palesano sotto forma di ansia , spesso accompagnata da  difficoltà di respirazione, sbandamento, stanchezza, capogiri, testa vuota.

A questa fase seguono  questi sintomi:  di controllo, sudorazione, affanno, fame d’aria, tachicardia fino a sconfinare in ripetutiti attacchi di panico e nella depressione. Depressione e attacchi di panico a loro volta si autoalimentano l’un  l’altro. 

Per di più una nottata insonne per colpa del caldo, acuisce ancor più tali sintomi.

 

La sindrome da precipizio e l’ansia anticipatoria da caldo

Tali disturbi psico-fisici sono molto comuni nelle persone - numerose nella popolazione anziana - che hanno una esagerata reazione di allarme in presenza di sensazione dii caldo e addirittura anche prima che l’ondata di caldo arrivi. Infatti queste persone consultano in maniera spasmodica le previsioni meteo, ossia divengono preda dell’ansia (ansia anticipatoria) già per timore che arrivi un evento di forte calura ovvero già prima che tale evento, preannunciato  dai Meteorologi, si verifichi.

 Insomma è la sgradevole situazione in cui viene a trovarsi  chi ha paura delle grandi altezze:  di fronte ad un precipizio, rischia di cadervi dentro, fatalmente attratto da ciò che più aborrisce. Persone con questa “vulnerabilità” hanno una spiccata tendenza ad essere assorbiti dai propri stati interni nel tentativo (infruttuoso) di controllare la eventuale presenza di sensazioni che possono far presagire un pericolo o una minaccia per la propria salute; questo continuo scannerizzare il proprio corpo ( body cheek) paradossalmente aumenta la probabilità di selezionare ( attenzione selettiva)  sensazioni che, con ogni probabilità, verranno interpretate come segnale di uno stato di minaccia, innescando, a circolo vizioso. 

 

Ecco allora qualche consiglio

  • consultate più siti meteo prima di “bere” la notizia.
  • fate “training mentale autogeno"! Ovvero adottate le tecniche suggerite dal noto metodo di convincere la vostra mente, passo dopo passo, che non c’è alcun pericolo in vista e che di caldo non si muore, se si prendono poche  semplici precauzioni ambientali;
  • distraete la vostra mente con altri interessi (TV, parole crociate, lettura di un bel libro) anziché cercare su GOOGLE “Caldo in arrivo”
  •  In casa, se aborrite l’aria condizionata, fate uso almeno di un ventilatore o, se siete costretti all'aperto sotto il sole, ricorrete all'efficace metodo della nonna (bagnarsi ogni tanto viso, testa, collo, braccia)

martedì 14 luglio 2020

Ansia estiva: come ridurre lo stress



Ogni anno in questo periodo si registrano picchi di stress, un po’ dovuti al caldo, un po’ dovuti al fatto che tra poco inizia il periodo delle ferie. Ansia e stress sono sei disturbi molto frequenti, sopratutto nel periodo più caldo dell’estate dove ci si mette l’afa: se si lavora in ufficio, ad esempio, sarà facile avere dei forti cali energetici dovuti alle temperature esterne piuttosto alta. L’ansia è una risposta data dal nostro fisico ad alcune situazioni che vengono percepite come pericolose, delle “minacce” spesso neanche esistenti.

Questo stato di allerta viene detto ansia e si ha un profondo e continuo stato di apprensione. Possiamo dire che l’ansia o la paura non è di base qualcosa di pericoloso, ma il disturbo continuo potrebbe rivelarsi alla lunga rischioso. I rischi dell’ansia possono avere anche delle forse fisiche, quindi non solo uno stato d’apprensione: parliamo di effetti paralizzanti che bloccano gli arti, problemi di respirazione o sonno. In estate il non riuscire a dormire potrebbe anche essere dovuto all’ansia eccessiva, dovuta ad esempio da un periodo di forte stress lavorativo in un periodo dove anche l’ambiente “stressa” già di suo il corpo.

Quando si capisce di avere ansia, e dunque si percepiscono i sintomi sopra descritti, allora occorre anche combattere l’ansia. Gestire le proprie paure, organizzarsi al meglio le giornate, dedicarsi ad attività soddisfacenti e tanto altro ancora può alleviare lo stress: questo potrebbe essere il primo passo per ridurre drasticamente i sintomi dell’ansia. Le fasi d’ansia generano anche delle tensioni muscolari, specialmente nel collo e nelle gambe. Ci sono tanti modi per ridurre lo stress, come fumare la marijuana legale Seven Hemp, oppure dedicarsi a varie attività sportive. Vediamo un po’ come fare.

Chi pratica meditazione o yoga sa bene che la respirazione, nonostante sia un processo automatico e involontario, può essere controllata per sentirsi bene. Esercitarsi a controllare la respirazione serve a sapersi gestire meglio: grazie a respiri profondi esercitati dal diaframma, sarà possibile respirare meglio e a rilassarsi. Per maggiori informazioni su come imparare a respirare meglio, controllando i flussi di aria introdotti nei nostri polmoni, occorre fare un corso di yoga o meditazione.

Solo in questo modo si riuscirà a capire bene come sia importante imparare a respirare bene per ridurre ansia e stress. Meditare e respirare bene aiuta anche a dormire meglio: se si hanno disturbi del sonno o problemi nell’addormentarsi, allora fare dei lunghi respiri può aiutarci a rilassarci prima di dormire.

Bevande anti stress

All’inizio del nostro articolo abbiamo accennato all’uso della canapa legale per dormire meglio e gestire gli stati d’ansia. Partendo dal presupposto che sostanza e bevande eccitanti, come quelle contenuti caffeina e teina non sono indicate per dormire bene, dato che stimolano eccessivamente il nostro organismo, vediamo adesso quali sono le bevande anti stress per eccellenza.

Probabilmente una delle sostanze più rilassanti con la quale è possibile fare un infuso è la Teanina, una sostanza naturale che viene direttamente dalle fogli del tè che, a differenza della teina, allevia lo stress fisico e mentale. Altre erbe utilizzate per il rilassamento sono la Melissa, la Valeriana e la Camomilla, che come si sa hanno effetti rilassanti e coadiuvano il sonno.

Dal Sito: legnostorto.com

martedì 16 luglio 2019

Buon caldo a tutti! A proposito di stress, ansia, insonnia, e di estate


In estate si va in vacanza e lo stress si lascia alle spalle. In realtà non è sempre così. Sappiamo che lo stress è un adattamento che l’organismo mette in atto per contrastare sollecitazioni negative incamerate nel proprio organismo e causate da stimoli fisici e mentali. Ed è così che aumenta il battito cardiaco, la pressione del sangue e si entra in uno stato di agitazione-eccitazione che non aiuta ad affrontare le normali prestazioni psicofisiche della giornata, compresa l’attività sessuale.

Il corpo, quando si è dentro lo stress,inizia a combattere la stanchezza psicofisica, producendo ormoni e stimolando varie ghiandole fra le quali i surreni. Lo stress però non è solo negativo; esiste lo stress positivo. Quest’ultimo, infatti, ci aiuta a vivere meglio e ci fa reagire di fronte ad eventi che potrebbero essere controproducenti alla nostra stessa salute o alla nostra incolumità fisica, come per esempio fuggire di fronte al pericolo ed, inoltre, lo stress positivo ci fa godere di gratificazioni attese e desiderate. Lo stress negativo, invece, provoca scompensi emotivi che risultano davvero dannosi per la nostra salute. Da qui l’ansia, l’insonnia, le palpitazioni, la stanchezza, i problemi sessuali: impotenza, eiaculazione precoce, vaginismo. E ancora: gastrite, cefalea, anoressia, bulimia, colite, distrazioni o pensieri continui al lavoro anche quando si è in vacanza.

Secondo  i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i malati di ansia nel mondo sono stimati tra i 350 e i 400 milioni. E i numeri sono in aumento: ad oggi più di 2 miliardi di persone hanno avuto questo disturbo. E’ giusto ricordare che esiste l’ansia fisiologica, diversa dall’ansia patologica. Ben venga infatti “l’ansia buona”. Come potremmo vivere se non ci fosse l’ansia buona? L’attesa di una buona notizia, o l’incontro con la persona che desideriamo vedere e di cui siamo innamorati, un incarico lavorativo tanto atteso, una promozione al lavoro. Questi sono stati emozionali indispensabili da vivere perchè si ricollegano al nostro sentire, ai nostri sentimenti più profondi,  ai nostri desideri, a ciò che ci rende felici ed appagati nella nostra normale quotidianità. Purtroppo l’ansia patologica è altra cosa e si associa ad un vero malessere generale alle volte dannoso e preoccupante sia per il nostro fisico che per la nostra mente. Può associarsi infatti alla depressione e farci scivolare dentro un vortice di disfacimento interioristico difficile da superare se non, poi, attraverso l’aiuto degli psicofarmaci. Fra i sintomi “brutti”: gli attacchi  acuti di panico. Quindi attenzione ai sintomi.

Non è sempre il caldo la causa della stanchezza fisica e della mancanza di energia, alle volte può coesistere un vero e proprio stato di stress. Ognuno ha comunque atteggiamenti differenti nei confronti dello stress che si è complicato negativamente, ed anche la risposta ai farmaci è diversa da individuo ad individuo. Del resto, quando subentra la depressione, questa va individuata, cioè se è primaria, la cui causa non si conosce, o se è secondaria, quando dipende da fatti specifici. L’insonnia è un segnale importante. Il disturbo del sonno è il sintomo più frequente nei soggetti ansiosi e depressi. L’uso degli ipnotici che ha in parte risolto il “disturbo insonnia” negli anziani, è però causa, e spesso, di cadute mattutine con conseguente frattura del femore o del bacino. Nelle donne in menopausa fra i 50 e i 55 anni, l’insonnia è frequente sia per la carenza ormonale che per le sudorazioni profuse notturne.

Da qui il classico “gatto che si morde la coda”:… più stanchi, più nervosi, più insoddisfatti e arriva lo stress e l’insonnia o lo stress c’era ed ha portato l’insonnia? Non è facile inquadrare chi o cosa sia arrivato prima o se sono assolutamente interdipendenti e conseguenziali l’uno all’altro, ma di fatto si deve ricorrere  spesso ai farmaci o a prodotti naturali con azione sedativa e rilassante. Ricordiamo: valeriana, biancospino, passiflora e iperico che agiscono sul siestema nervoso centrale. Questi prodotti naturali possono curare l’ansia. La passiflora ha un’azione molto simile alla benzodiazepine, i farmaci più usati nel mondo come ansiolitici. L’iperico invece, ha un’azione sedativa grazie al fatto che induce una secrezione notturna, a livello del sistema nervoso centrale, di melatonina, che regola il  ritmo sonno- veglia.

Quindi alle volte essere ansiosi non è soltanto volersi complicare la vita,l’ansia purtroppo arriva e magari tu non la vuoi proprio! Dovremmo lasciare lontano i problemi superabili, i conflitti ingigantiti, perché star bene psicologicamente vuol dire camminare sotto-braccio insieme alla salute, ed ecco a questo punto l’ unico, vero  responsabile dell’insonnia: il caldo di questi mesi. E allora, buon caldo agli ansiosi di “ansia buona”  ed anche ai non ansiosi..


Dal sito: malgradotuttoweb.it

mercoledì 29 agosto 2018

Fobie estive: quali sono e come superarle



In estate insorgono molteplici fobie. Esse sono delle paure eccessive e irrazionali che possono rovinarci le vacanze e condizionare i nostri spostamenti e il nostro relax. Ecco le principali fobie estive e come superarle

m.ilgiornale.it

martedì 7 agosto 2018

Come controllare l’ansia mentre viaggi

Controllare l’ansia può essere uno dei problemi che troverai durante i tuoi viaggi. Prima di tutto, sappi che se qualche volta ti è successo è un problema molto più diffuso di quello che pensi: più di 4 milioni di di italiani infatti ne sono influenzati. Per questo motivo crediamo sia interessante lasciarvi nel nostro blog alcuni consigli per combattere gli attacchi di panico. Non vogliamo infatti che l’ansia possa impedirti di scoprire luoghi magnifici in giro per il mondo. Noi ti presentiamo qualche spunto, poi il resto del lavoro spetterà a te.


Come placare l’ansia durante le tue avventure

Se stai leggendo questo post sicuramente sei una di quelle persone che amano viaggiare e sognano di attraversare mezzo pianeta, ma che a volte vengono sopraffatte dalla paura che qualcosa di brutto possa succedere durante il viaggio. Siamo sicuri che puoi vincerla e, per aiutarti, ti vogliamo dare questi consigli su come placare l’ansia. Speriamo che possano esserti utili.

Non sarà facile, ma con impegno ce la potrai fare. Viaggiare rappresenta in molti casi uno dei migliori rimedi per vincere l’ansia: rilassa la mente, ti aiuta a conoscere meglio te stesso e ad affrontare i problemi confidando maggiormente nelle tue forze.

Un attacco di panico è sempre un momento spiacevole e può capitare a tutti, anche nelle più belle spiagge con acque cristalline dei Caraibi.

I consigli per vincere l’ansia

Eccoli qui tutti i nostri consigli per vincere l’ansia, o almeno per ridurla e far sì che non ti impedisca di vedere il mondo. Scopriamoli!

Esci dalla tua zona di confort

Uno dei consigli più importanti per affrontare l’ansia è proprio questo: uscire dalla nostra zona di confort! Vai verso quello che realmente vuoi dalla tua vita, anche se questo potrebbe farti paura inizialmente, devi essere convinto che lavorando giorno per giorno puoi raggiungere i tuoi obiettivi. Ce la puoi fare!


Smetti di fare paragoni

Non sei solo, c’è molta gente come te. Non pensare mai che le cose più belle e sensazionali succedano solo ai tuoi amici e chi ti circonda. Non paragonarti a nessuno, la tua vita è unica proprio perchè la tua vita, e solo tu realmente conosci le passioni e i sogni che hai dentro di te. Quindi solo tu sai qual’è realmente la chiave per renderti felice!


Immaginati a raccontare i migliori ricordi ai tuoi amici e familiari

Non solo il viaggio è uno dei momenti migliori della tua vita, ma é molto bello anche poter raccontare tutto quello che hai vissuto in quel periodo, dagli anneddoti più banali a quelli che lasceranno increduli i tuoi amici.


Risparmia soldi per preoccuparti meno

Risparmia i soldi del taxi e viaggia per qualche ora in autobus, o scegli un piatto locale economico anziché un hamburger del McDonalds. Piccoli gesti di questo genere ti risparmiano la preoccupazione dei soldi. Allo stesso tempo ricordati che ogni tanto ti meriti un piccolo premio!


Ricorda che quello che gli imprevisti possono regalarti esperienze uniche

La cosa migliore per divertirti e goderti un viaggio è essere ottimisti. Pensa che tutto ciò che sembra negativo può nascondere qualcosa di positivo. Hai perso il bus? Magari andando a piedi trovi una caffetteria fantastica per goderti un buonissimo brunch a Londra! Se fosse così, questi 15 minuti che sembravano persi si sono rivelati veramenti preziosi.


Pianifica il tuo viaggio con tutto quello che puoi avere bisogno

Uno de motivi che provoca maggiormente attacchi di ansia è la mancanza di controllo che presuppone un viaggio non pianificato. Per evitare questo, prepara tutto con sufficiente anticipo e portati per il viaggio qualcosa che ti conforti, come mp3 dei tuoi brani preferiti o un cuscino per il viaggio.


Non portare più cose del necessario

Non riempire troppo le tue valigie. Se ti porti troppe cose potresti rischiare infatti di avere degli inconvenienti nel trasporto  fino alla tua casa vacanze. Pensa prima di tutto alla comodità.


Non prendere prodotti che possano alterare il tuo stato d’ansia

Un’alimentazione sana è la chiave per combattere l’ansia. Sebbene non sembri, il caffè, l’alcohol, o i prodotti artificiali con molto zucchero possono aumentare lo stress e l’ansia. Così che se sai che ne soffri, meglio evitarli.


Convinciti che il tuo viaggio sarà fantastico

Tieni sempre fisso nella tua mente l’obiettivo del tuo viaggio. Immaginati l’esperienza incredibile di scorprire templi antichi, di scattare foto del Parc Güell di Barcellona, di provare la cucina tailandese rinomata nel mondo o la sensazione di relax mentre prendi il sole alle Canarie. Qualunque sia il luogo dei tuoi sogni, se hai deciso questa destinazione sicuramente significa che ci sono molte cose per cui vale la pena visitarla.


L’unica persona che può veramente aiutarti a superare questo blocco sei tu. I nostri consigli ti saranno utili solo se ci metterai del tuo e ti impegnerai a superare l’ansia con tutte le tue forze.

Scopri il mondo e quello che sei capace di fare, senza privarti di visitare qualsiasi luogo. Siamo sicuri che ce la potrai fare, parti!

Pronto per uscire dalla tua zona di confort?


stefano

BLOG HUNDREDROOMS

Dal Sito: www.hundredrooms.it

venerdì 7 luglio 2017

CALDO, ANSIA E ATTACCHI DI PANICO.


Attacchi di panico in estate, come affrontarli

Estate, periodo di relax e riposo? Per certi versi sicuramente sì: vacanze, gite al mare e in montagna ci aiutano a staccare la spina e dimenticare gli impegni quotidiani. Nonostante questo, però, proprio nei mesi più caldi si verifica un aumento nella frequenza degli attacchi di panico, che riguardano un numero sempre maggiore di persone.
Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), infatti, in Europa quasi un terzo della popolazione ha sofferto almeno una volta nella vita di un disturbo d’ansia. I più soggetti a queste problematiche sono, in particolare, le donne – specialmente casalinghe – ma anche i giovani non sposati, i disoccupati e chi vive in città.
In che cosa consistono, di preciso, gli attacchi di panico? Come mai in estate tendono ad aumentare? Come affrontarli? Prosegui nella lettura per scoprire di più.

Cosa sono gli attacchi di panico

Gli attacchi di panico consistono in una improvvisa e intensa esplosione di disagio fisico e mentale accompagnata da sintomiquali tremori, tachicardia, difficoltà a respirare, sensazione di svenimento e di morte imminente, nausea e disturbi addominali, vampate di caldo e brividi improvvisi, distaccamento dalla realtà e paura di perdere il controllo.
Se hai già avuto esperienza di attacchi di panico saprai che, nel momento in cui si verificano, la sensazione è quella di non poterne uscire in alcun modo: più questa falsa consapevolezza aumenta, più l’attacco di panico si fa intenso. L’attacco di panico, in sostanza, pur avendo alla base delle motivazioni e delle cause scatenanti, si autoalimenta.
Secondo il modello sviluppato da Clark esiste un “Circolo vizioso del panico”: sensazioni fisiche e mentali spiacevoli sono erroneamente considerate come segni di imminente disastro, quale avere un attacco cardiaco, svenire, soffocare, e il nostro sistema va in tilt precipitando nel panico.

Attacchi di panico in estate

Le condizioni climatiche tipiche dell’estate, con afa, caldo e umidità, sono correlate a un significativo aumento dei sintomi tipici degli attacchi di panico: queste sensazioni fisiche minacciose, come sudorazione, sensazione di svenimento, difficoltà a respirare innescano, nelle persone già predisposte, disturbi d’ansia rinforzando la convinzione che nel loro corpo stia accadendo qualcosa di grave. Malesseri del tutto normali, in sostanza, possono essere interpretati come l’arrivo imminente di un pericolo: la paura prende il sopravvento accompagnata dal panico.
Non si tratta, però, di soli fattori ambientali. In estate, infatti, la routine quotidiana si modifica e le rassicuranti certezze della vita di ogni giorno vengono meno. Le vacanze, pertanto, possono paradossalmente trasformarsi in una fonte di ansia e di stress.

5 passi per affrontare un attacco di panico

Imparare a gestire gli attacchi di panico è il primo passo da compiere in un percorso volto a migliorare il proprio benessere psico-fisico. Quando un attacco di panico è in corso la sensazione è quella che uscirne sia impossibile: di fatto, invece, si tratta di un evento transitorio che si conclude entro un certo lasso di tempo, generalmente non oltre i 30 minuti. Ecco 5 cose da tenere a mente per affrontare un attacco di panico.

1. Prendi consapevolezza
Prendi consapevolezza dei sintomi che precedono l’attacco di panico: imparare come funziona la paura dentro di te può aiutarti a riconoscere un attacco di panico per quello che è, ovvero un’ondata di adrenalina da gestire.
2. Concentra l’attenzione sul respiro e svuota la mente
Quando sei in preda all’ansia e al panico istintivamente inizi a respirare più velocemente. Cerca di controllare il respiro, inspirando ed espirando in modo regolare: puoi esercitarti ogni giorno in modo che questo meccanismo diventi automatico anche nei momenti difficili.
Prova a praticare Yoga e Meditazione, utili per favorire non solo la buona respirazione, ma anche il rilassamento e lo svuotamento della mente dai pensieri.
3. Ricorda che è un evento momentaneo
Anche se è difficile mantenere la razionalità durante un attacco di panico ricorda che si tratta di un fenomeno transitorio: gli attacchi di panico passano sempre.
Se ne hai già avuta esperienza sai che ogni volta, dopo un forte malessere, l’attacco di panico gradualmente scompare: a un certo punto riesci a superarlo, e puoi farlo ogni volta che questo si ripresenta.
4. Rivolgiti a uno specialista
Per superare al meglio gli attacchi di panico chiedi supporto a un bravo specialista che ti aiuti a sondare le motivazioni alla base del tuo disagio. Attraverso un percorso di conoscenza e di razionalizzazione sarai più consapevole dei meccanismi che avvengono dentro di te e riuscirai a controllarli con maggiore facilità.
5. Gioca d’anticipo
L’attacco di panico si manifesta spesso in luoghi o in situazioni ricorrenti: conoscili, parlane con il tuo specialista, razionalizza a priori ciò che può capitare e come affrontare la situazione. Questo lavoro continuo darà i suoi frutti.

Dal Sito: www.fondoassistenzaebenessere.it

giovedì 22 giugno 2017

Estate, aumentano attacchi di panico e depressione ma l’ironia ci salverà


La chiamano la bella stagione ma non è vero per tutti: chi soffre di disturbi psichici d’estate rischia di stare peggio. È dimostrato che le fasi maniacali nella sindrome bipolare possono aumentare, con rischi di insonnia, uso massiccio di alcool e tutto ciò che ne consegue. Peggiorano anche la depressione e per gli ansiosi aumentano gli attacchi di panico.
Ma il sole non dovrebbe farci stare meglio?
Certo, ma riflettiamo: durante l’inverno siamo occupati con il lavoro, si esce meno la sera e si può dire che la routine e il nido casalingo ci proteggono. Durante l’estate le difese e le nostre strutture si allentano, la gente esce di casa, ci sbatte in faccia la sua felicità e si gode le vacanze, siamo via dal lavoro e “costretti” a stare bene. È evidente che questi fattori possano influire negativamente su chi di colpo si trova a quattr’occhi con la sua sofferenza. Quando si vuol misurare la prosperità psichica di un bambino una delle prime cose da osservare è la sua capacità di giocare; questo vale anche per un adulto. Se sei capace di giocare, di godere del tempo libero, di stare da solo e vedere come un privilegio il tempo dedicato a te stesso, vuol dire che non devi fuggire da nulla, puoi concederti la presenza della tua persona e goderne.
Molte persone nascondono dietro un’iperattività la loro angoscia, e allora tutto è vissuto con ansia, con un’irrequietezza maniacale, una fretta che deve compensare il terrore di fermarsi e trovarsi faccia faccia con quello che non va. Alcuni credono che bastino poche ore a settimana da un terapeuta per scontare questo incontro con se stessi, non rendendosi conto che il vero lavoro analitico e di conoscenza di se stessi lo si fa stando da soli, elaborando, pensandosi.
L’estate diventa così un momento in cui investire la propria angoscia nella fretta: organizzare la vacanza come fosse un lavoro, decidere dove andare, cosa vedere, come fosse una tabella di marcia!
Uscire dal guscio fa paura, e come un bimbo che viene preso dal panico per l’allontanamento della mamma, così l’attacco di panico coglie chi si vede costretto alla libertà dal lavoro. L’estate ti denuda, ti scopre; e se si è pieni di coltri, si soffre.
Un depresso sa di non riuscire a divertirsi e questa consapevolezza aumenta nel vedere il divertimento altrui. I Disturbi d'Ansia possono peggiorare d'estate, probabilmente anche per via delle condizioni climatiche estreme che tendono a provocare sintomi simili all’ansia, e avviare un circolo vizioso a causa della suggestione.

Cosa fare? la risposta è in tre parole: umiltà, coraggio e autoironia. Umiltà nel chiedere aiuto: la nostra psiche è come un muscolo: non curarsi per anni, nascondere i disagi per vergogna o per superbia (“ce la faccio da solo”), porta il nostro muscolo psichico a invecchiare prima e i disagi a cronicizzarsi. Chiedere aiuto è un atto profondo di affetto verso noi stessi. Il nostro ideale dell’Io ci vuole perfetti e autonomi, ma togliamocelo dalla testa: siamo interdipendenti, legati agli altri e saremo autonomi solo nella nostra capacità di aiutare e chiedere aiuto. Questo è un primo passo ed è sano.

Coraggio: una psicoterapia o un farmaco non stravolgono la vita, non deleghiamo a questi rimedi la nostra serenità. Coraggio è uscire di casa anche se l’ansia ci occlude la mente: portiamo con noi una bottiglietta d’acqua, facciamo i primi passi. Arriva l’ansia dopo 10 passi? Beviamo un po’ d’acqua, accettiamo l’ansia e torniamo indietro: abbiamo fatto 10 passi. Il giorno dopo, come fossimo in palestra, prefiggiamoci di farne 20, poi di prendere un succo al bar e via via così. Ci vuol coraggio. Ma non ne moriremo.
Non apprezzo uno psicologo che dice: il tuo nemico è solo interno. Non è vero. Il mondo è pericoloso, pieno di gente volgare e anche un po’ stronza, diciamocelo. Questo non implica che dobbiamo spezzarci le gambe da soli. Ci sarà di certo chi lo vorrà fare al posto nostro e per evitarlo non basta non uscire per non incontrarla.
La vita è bella? Il film di Benigni lo è, la vita è una gran meretrice e distribuisce a tutti la sua dose di bellezza e di disgrazia, non siamo speciali, nessuno lo è in questo.
Umiltà: il nevrotico non sa che come lui ci sono mille persone bloccate, con assurdi rituali e ridicole ma terribili paranoie. Il nevrotico pecca di presunzione; con umiltà, si renda conto che mentre lui conta i passi prima di riscappare in casa, nel tram che gli passa accanto c’è di certo chi si laverà venti volte la mano sinistra e venti volte la destra, convinto di aver toccato chissà quali pericolosissimi germi.
E se hai un limite anche quello va accettato: se hai paura dell’altezza non sei costretto da nessuna prova con te stesso o con gli altri a fare Bungee Jumping; se temi di stare sotto terra puoi non prendere la metro con buona pace di chi ti dice che ti devi vergognare e superare i tuoi limiti a tutti i costi. Certi limiti sono come certi punti di forza, ti caratterizzano, e a meno che non inficino perniciosamente la tua vita quotidiana non c’è da vergognarsi né da diventare super uomini o super donne.
Coraggio: attacchi di panico, depressioni reattive, stagionali e ossessioni fanno parte della vita, non della vita di tutti certo, ma se Jung diceva “ Datemi un uomo normale ed io lo guarirò”, ci sarà un motivo, nevvero?

P.S Lavarsi le mani prima di portarle alla bocca dopo essere stati su un mezzo pubblico è una sana abitudine, se dovete farlo venti volte per mano usate un buon detergente che non secchi la pelle e che l’autoironia sia con noi, sempre.


di Barbara Collevecchio

Dal Sito: www.unonove.org

giovedì 15 giugno 2017

Ansia e depressione: 5 cose da sapere per stare meglio in estate


Caldo, umidità e quantità di luce giocano un ruolo importante sull'andamento di questi disturbi. Ma non bastano. Determinante è anche il contesto ambientale che, cambiando, ci influenza. Parola di esperto

In questi giorni Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ha presentato a Milano i risultati di un’indagine sulla depressione, in generale e in relazione a malattie importanti, come tumori, malattie reumatiche e diabete. «La depressione, quando legata o conseguenza di altre malattie, è per lo più sottovalutata sia da chi ne soffre, sia dai medici, quasi considerata un effetto collaterale scontato», afferma Francesca Merzagora, Presidente di Onda.

Di scontato, però, c’è molto poco. «La depressione continua a crescere: in 10 anni è aumentata di quasi il 20%», sottolinea Claudio Mencacci, Direttore Dipartimento Salute mentale e Neuroscienze ASST Fatebenefratelli Sacco, tra i relatori che hanno presentato l’indagine Onda. «Un campanello d’allarme per tutti… Fondamentale risulta investire in ricerca e innovazione per migliorare ulteriormente l’efficacia delle cure e comprendere più a fondo le interazioni con i diversi contesti ambientali».
Con lui abbiamo parlato proprio di come ansia e depressione siano influenzate dal contesto ambientale e, in particolare dall’estate, che ormai è alle porte.

Prima, però, occorre distinguere tra quel che è fisiologico e quel che non lo è. «A fare la differenza, sono l’intensità e la durata nell’arco della giornata. Provare un’ansia transitoria di fronte a situazioni di prestazione o adattamento, è normale, anzi migliora le funzioni cognitive. Ma se supera l’evento, si entra in un ambito patologico. Esistono forme acute, come i disturbi di tipo panico, e quelle con andamento continuativo, legate a fobie specifiche. L’ansia patologica riguarda il 14% della popolazione», precisa Claudio Mencacci.

Lo stesso per i disturbi depressivi: demoralizzazione o tristezza sono fisiologiche. Diverso è quando le modificazioni del tono dell’umore sono costanti e in crescita, per intensità e durata. Perdita di interesse, disturbi fisici, del sonno, dell’appetito, affaticabilità, difficoltà cognitive come indecisione e incapacità di concentrarsi… tutte manifestazioni tipiche della depressione (non bipolare), un disturbo che riguarda il 5/6% della popolazione.

Ed ora, ecco 5 cose da sapere su come i fattori ambientali possono influire in modo importante sull’andamento di questi disturbi.

1. Nel periodo estivo si ha la tendenza a consumare maggiori quantità di sostanze alcoliche, stimolanti, che aumentano le possibilità di nuovi incontri e contatti in un clima che si fa inevitabilmente più disinibito. Questo comporta variazioni dello stile di vita, del comportamento e delle relazioni sociali: un effetto legato al cambiamento ambientale che diventa, però, un comportamento sociale. Vantaggioso, magari, per chi ha disturbi del tono dell’umore, decisamente difficoltoso per gli ansiosi…

2. Diversi studi dimostrano che temperatura, umidità e quantità di luce producono effetti anche sul metabolismo, rallentandolo. La consueta dose di farmaci antidepressivi, quindi, può risultare eccessiva: meglio stabilire con il proprio medico come e quanto ridurla. Severamente vietato il fai-da-te perché potrebbe peggiorare i sintomi.

3. L’aumento del fotoperiodo (la quantità e la durata dell’illuminazione durante il giorno) stimola maggiormente alcuni neurotrasmettitori (tra cui la serotonina), migliorando il tono dell’umore in chi soffre di depressione. Non sempre, però. Ne esiste una forma, seppur rara, che si chiama Summer Affectiv Desorder ed è causata proprio dall’aumento della luce in estate. L’eccesso di luce può peggiorare anche la situazione degli ansiosi: aumentano le energie a disposizione e, se non vengono ben canalizzate, danno un senso di irrequietezza e, quindi, di ansietà.

4. Temperatura, umidità, quantità di luce, aumento dei rumori e degli stimoli possono disturbare in maniera significativa il sonno, che è il marker indicatore del nostro stato mentale. I disturbi del sonno possono fungere da promotori di disturbi d’ansia o anche depressione, innescando situazioni che erano in fase iniziale oppure originandone di nuove.

5. La scelta del luogo, invece, è principalmente questione di buon senso. Bisogna andare là dove si sente di poter portare, seppur transitoriamente, i propri bisogni: se servono uno stacco, un riposo di qualità, vada per lago o montagna. Se servono interazione, movimento, vita sociale, meglio il mare. Non sono le persone che fanno i viaggi, ma i viaggi che fanno le persone: piccolo, medio o grande che sia, il viaggio espone a una serie diversa di adattamenti. Questa è l’essenza del viaggio, quello che veramente ci dà. Spetta poi a noi stabilire quanto siamo disponibili ad adattarci.

Le vacanze non sono una gioia per tutti. Cambiare le proprie abitudini, i propri ritmi, allontanarsi dalle relazioni consolidate o da un amore, magari segreto… per molti il momento di partire è vissuto come uno stress e può gettare in una condizione emotiva di sconforto che, non solo porta a vivere male le vacanze, ma può aggravare sia i disturbi d’ansia sia quelli depressivi. Ognuno di noi si muove (e parte) con quello che si porta dentro.


di GIADA SALONIA

Dal sito : www.iodonna.it