giovedì 22 agosto 2019

Ossitocina: l’ormone dell’amore e della felicità


L’ossitocina è un ormone che compie varie funzioni, molte delle quali non sono ancora conosciute con precisione. Si sa, ad esempio, che ci permette di connetterci con gli altri, di provare affetto, che ci spinge alla riproduzione e all’allattamento, all’amore in tutte le sue innumerevoli forme e sfumature. È l’ormone che induce al parto e che dà forma alla vita.

Oggigiorno, quando parliamo di ossitocina, molti la relazionano quasi immediatamente con l’ossitocina sintetica, quella che permette di dare alla luce. Una realtà non esente da certe polemiche, che in qualche modo sfuma la magia e la grande trascendenza dell’ossitocina. Un ormone che noi stessi produciamo nell’ipotalamo e che viene secreta dall’ipofisi.

“I sentimenti si producono nella chimica del cervello, non nel palazzo del cuore. È lì che si nasconde la macchina più misteriosa e affascinante”.

Gli studi dedicati a questa piccolissima molecola organica, che agisce come ormone e neurotrasmettitore, non smettono di susseguirsi. Di recente la rivista scientifica Social Cognitive and Affective Neurosciencie ha dimostrato il ruolo svolto dall’ossitocina a livello mentale per quanto riguarda il rilassamento, la calma e tutti i processi che vengono attivati, ad esempio, durante la meditazione.

Per dirlo in altre parole: l’ossitocina non solo ci connette con gli altri, ma favorisce anche quei meccanismi psicologici ed emotivi che ci aiutano a connetterci meglio con noi stessi, alla ricerca del nostro equilibrio interiore.   

Rivelate alcune delle sue funzioni e riconosciuta la sua importanza, cerchiamo di saperne di più su questo incredibile ormone: l’ossitocina.

L’ossitocina: l’ormone dell’amore e…

L’ossitocina è un oligopeptide composto da nove amminoacidi. È stato scoperto all’inizio del secolo scorso ed è stato sintetizzato dal biochimico Vincent Du Vigneaud in maniera artificiale nel 1953. Momento in cui questo composto, potente e indispensabile per il nostro cervello, iniziò ad essere il principale oggetto di studio nei laboratori: l’obbiettivo era quello di identificare il ruolo che svolgeva in aspetti importanti della nostra vita, come le relazioni sociali.

Adesso sappiamo che questa sostanza chimica è il motore che accende e dà forma a gran parte delle nostre condotte prosociali, come l’empatia, la fiducia, l’amicizia, la generosità e l’altruismo. Svolge, inoltre, una funzione importantissima per il centro di ricompensa dopaminergico: è proprio l’ossitocina a generare, ad esempio, piacere durante l’orgasmo. Ebbene, date tali caratteristiche, non manca chi ha dato per scontato che l’ossitocina sia la responsabile dei vincoli romantici così intensi e significativi tipici di una relazione di coppia.

Tuttavia, come spiegatoci da una ricerca pubblicata sulla rivista Neuroscience and Biobehavioral Reviews, quest’ultimo dato è molto più complesso di quanto possiamo immaginare, perché nelle relazioni affettive entrano in gioco molte altre componenti, molte altre dinamiche a quella ricetta di neurotrasmettitori in cui l’ossitocina svolge un ruolo concreto.

Quando siamo innamorati e proviamo una passione intensa, caotica e quasi ossessiva, l’ossitocina funge da disinibitore. Gli studiosi sostengono che quest’ormone provoca nei nostri circuiti neuronali un effetto simile a quello scatenato dall’alcol: ci spinge a rischiare, a fidarci di noi stessi e a non vedere i possibili pericoli o le implicazioni che una determinata relazione può avere, anche se è dannosa o tossica. Non manca neppure chi vede in questo effetto un lato oscuro, senza far perdere all’ossitocina il suo fascino.

L’ossitocina ci facilita la vita

Se la generosità, l’affetto, la fiducia e la compassione sono regolate dall’ossitocina, capiremo senza dubbio perché spesso viene denominata “l’ormone dell’umanità”. Tuttavia, non bisogna tralasciare un dato molto importante: anche nel regno animale le madri proteggono e difendono a costo della propria vita i loro piccoli, poiché anche il loro comportamento è regolato dall’ossitocina. Difatti, si sa che tra i cani e gli uomini si stabilisce un prodigioso vincolo magico, regolato da questo stesso ormone.

“Gli occhi non servono ad un cervello cieco”

Più che etichettarlo come l’ormone dell’umanità, dunque, dovremmo vederlo da una prospettiva più ampia e trascendente, come qualcosa che ci semplifica la vita. Perché grazie all’ossitocina ci connettiamo con gli altri, con le altre specie, con il nostro ambiente circostante e anche con noi stessi, per coesistere con maggiore armonia, comprendendo che l’affetto, l’altruismo, la cura di se stessi e degli altri garantiscono la sopravvivenza.

Attualmente, inoltre, si sta approfondendo su un aspetto tanto interessante quanto importante. Si è scoperto che l’ossitocina incrementa la nostra attenzione verso l’informazione sociale ed emotiva del nostro ambiente. Ci guida verso determinati stimoli, per processarli come significativi e poterli ricordare. Ancora una volta compare quella connessione, quella forza che ci invita a concentrarci su ciò che ci circonda, per formare parte del tutto.

Questo apre una pista per quanto riguarda le persone affette da Disturbo dello spettro autistico. È stato dimostrato, infatti, che la carenza di ossitocina potrebbe contribuire alla comparsa dell’autismo, cosa che ha portato alla realizzazione delle prime prove cliniche grazie alle quali migliorare l’integrazione sociale e la qualità delle interazioni. Speriamo davvero che sia così, e speriamo anche che le nuove scoperte sulle funzioni di tale ormone non smettano di sorprenderci, per dimostrarci le meraviglie che nasconde la nostra biologia.

-via La Mente Meravigliosa

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