giovedì 4 giugno 2020

Psicologo o Psicoterapeuta, Psichiatra o Neurologo, Counselor o Coach




Un bel giorno della nostra vita, può capitare che tutti gli sforzi fatti fino a quel momento per “stare bene”, non reggano più il peso di un disagio che si fa strada sempre più prepotentemente dentro di noi.

A volte si tratta di una reazione a qualcosa che è accaduto senza che noi potessimo farci niente, facendoci sentire impotentiarrabbiati e tristi, come la perdita di una persona cara, una malattia, l’abbandono della persona amata, un licenziamento…

Altre volte, sentiamo solo che abbiamo perso la “voglia di vivere” e l’entusiasmo per le piccole cose, sostituiti da un senso di noia e di frustrazione.

Sentiamo, allora, la necessità di rivolgerci a qualcuno che abbia le giuste competenze per poterci dare una mano a superare questo malessere e a ritrovare la serenità perduta.

Ma qual è la persona giusta per noi?

Esistono molte figure di aiuto in ambito psicologico e di vita in generale e non sempre è chiara la distinzione tra una e l’altra.

Vediamole insieme una per una per capire meglio a chi rivolgersi per risolvere i propri disagi.



Chi è lo psicologo?

E’ una persona che utilizza le sue competenze professionali per accompagnarti nell’esplorazione e comprensione di te stesso e/o dei tuoi eventuali dubbi, difficoltà, disagi e preoccupazioni.

Lo psicologo non può prescrivere farmaci, ma può aiutarti attraverso colloqui di sostegno, consulenze, tecniche di rilassamento, ecc.

Il percorso di studi dello psicologo consiste in:

  • laurea in psicologia;
  • tirocinio pratico post laurea di almeno 1 anno;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale degli psicologi sezione A (nella sezione B si può iscrivere chi ha conseguito la laurea junior dopo 3 anni di studi, ma non può dirsi psicologo né esercitare la professione di psicologo).

Senza aver svolto tutte queste tappe non ci si può definire “psicologi” e per la legge è un “esercizio abusivo della professione”.

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che si è specializzato in psicoterapia dopo essersi diplomato presso una scuola, riconosciuta dallo Stato, della durata di almeno 4 anni (più un tot. di ore di tirocinio pratico professionalizzante).

L’intervento dello psicoterapeuta è più profondo di quello dello psicologo e può durare molto più a lungo proprio perché va a lavorare su dinamiche più “antiche” ed utilizza tecniche specifiche.

Anche lo psicoterapeuta (ad esclusione dei medici specializzati in psicoterapia) non può somministrare farmaci.

Non tutte le psicoterapie sono uguali: esistono metodi, anche molto diversi tra loro, che hanno alla base tecniche specifiche che si riferiscono ad un particolare modello di riferimento.

Il percorso di studi dello psicoterapeuta consiste in:

  •  laurea in psicologia o medicina e chirurgia;
  • tirocinio pratico post laurea di almeno 1 anno;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale degli psicologi con aggiunta alla sezione degli psicoterapeuti;
  • tirocinio professionalizzante contestuale al corso di specializzazione;
  • diploma di specializzazione presso una scuola di psicoterapia di almeno 4 anni riconosciuta dallo Stato.

Senza aver svolto tutte queste tappe non ci si può definire “psicoterapeuti” e per la legge è un “esercizio abusivo della professione”.

Chi è lo psichiatra?

Lo psichiatra si occupa delle malattie mentali e, in quanto medico, può intervenire farmacologicamente sui disturbi psichici ponendo maggiore attenzione al sintomo e alla sua risoluzione.

A seconda dell’approccio che segue, lo psichiatra, può anche intervenire a livello psicologico o lavorare con altri professionisti della salute mentale.

Il percorso per diventare psichiatra consiste nel superare le seguenti tappe:

  •  laurea in medicina e chirurgia;
  •  tirocinio pratico post-laurea;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  •  iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi;
  • specializzazione in psichiatria;
  • tirocinio professionalizzante.

Solitamente si rivolge allo psichiatra chi:

  • ha bisogno di un supporto farmacologico per superare un momento particolarmente difficile (meglio se contestualmente a una psicoterapia);
  • soffre di gravi disturbi mentali (psicosi, schizofrenia, disturbo bipolare, ecc);
  • soffre di disturbi mentali che richiedono una terapia farmacologica.

Chi è il neurologo?

Il neurologo è un medico specializzato in neurologia e si occupa delle patologia legate al Sistema Nervoso Centrale, al Sistema Nervoso Autonomo e al Sistema periferico somatico.

Fino agli anni ’70, la figura del neurologo e quella dello psichiatra, erano unite sotto il termine di “neuropsichiatra” ma, anche in seguito alla riforma inspirata da Franco Basaglia, vennero distinte in due specializzazioni con oggetti di studio differenti: “Neurologia” e “Psichiatria”.

Il percorso per diventare neurologo consiste nel superare le seguenti tappe:

  • laurea in medicina e chirurgia;
  • tirocinio pratico post-laurea;
  • superamento dell’esame di stato per l’abilitazione alla professione;
  • iscrizione all’albo professionale dei medici chirurghi;
  • specializzazione in neurologia;
  • tirocinio professionalizzante.

Si rivolge al neurologo chi soffre di patologie come le seguenti:

  • morbo di Parkinson;
  • morbo di Alzheimer;
  • sclerosi multipla;
  • ictus;
  • cefalee;
  • epilessia;
  • malattie neuromuscolari;
  • tumori e malattie cerebrovascolari;
  • paralisi;
  • distonie;
  • lesioni o malformazioni del sistema nervoso in genere.

Chi è il counselor?

Il counselor svolge attività di “counseling” che viene così definito da AssoCounseling: «[…] un intervento informativo, esplicativo e di supporto finalizzato non tanto a trovare soluzioni, ma a far sì che il cliente mobiliti le proprie risorse per convivere meno dolorosamente con la propria situazione di vita reale nel quotidiano».

Il TAR del Lazio, con la sentenza 13020/2015, ha disposto la cancellazione di Assocounselling dall’elenco delle attività non regolamentate di cui alla L. 4/2013 e afferma che i counselor non hanno alcuna competenza per gestire il disagio psichico che attiene alla sfera della salute.

La suddetta sentenza dispone che il disagio psichico, anche fuori da contesti clinici, rientra nelle competenze della professione sanitaria dello psicologo e che la gradazione del disagio psichico, dunque, presuppone una competenza diagnostica non riconosciuta ai counselors.

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Chi è il coach?

Il coach svolge attività di “coaching” ai propri clienti che vengono chiamati “cochee”.

Wikipedia definisce il coaching come “una strategia di formazione che, partendo dall’esperienza di ciascuno, si propone di operare un cambiamento, una trasformazione che possa migliorare e amplificare le proprie potenzialità per raggiungere obiettivi personali, di team e manageriali.

Nel coaching, il presupposto è che ogni persona possieda delle potenzialità latenti che il coach tirerà fuori insegnando al cliente come utilizzarle per raggiungere i propri obiettivi.

A differenza del counselor, che è più una figura legata all’ascolto, il coach è più un allenatore sul campo della vita che offre al cliente gli strumenti che gli permetteranno di rafforzare la propria efficacia e la propria prestazione.

Il coaching non può essere utilizzato come terapia sostitutiva in caso di patologie psichiche particolari o legate a disturbi della personalità.

Attualmente, in Italia, il titolo di “coach” non ha valore legale e non vi sono albi professionali a cui iscriversi.

 


Dott.ssa Sarah Pederboni


Dal Sito: psicologiabenessere.it

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