domenica 3 novembre 2019

La ‘canzone-medicina’ di Samuele Bersani che aiuta ad affrontare gli attacchi di panico


En e Xanax è una canzone d’amore atipica, per certi versi spiazzante. Un brano diverso, dove “diverso” sta per inusuale, perché racconta la storia di due persone che si incontrano in un terreno comune; anzi, per l’esattezza, nel punto esatto in cui la terra sotto i piedi viene a mancare e il respiro si fa corto e ansimante: è il terreno dell’ansia, quella invalidante, che soffoca e annienta, che scontorna le vie d’uscita e mette bene in evidenza il panico, il senso di disagio che ne deriva, la paura.

Le origini del brano

En e Xanax è una canzone di Samuele Bersani, datata 2013. Il pezzo fa parte dell’album Nuvola numero nove, che è la traduzione letterale dell’espressione “cloud nine”, che in inglese corrisponde alla nostra locuzione “essere al settimo cielo”. Un titolo non a caso, dunque, che spiega come la felicità sia il leit motiv dell’intero progetto: una felicità adulta, consapevole, ragionata. Una felicità non improvvisa o improvvisata, ma frutto di una conoscenza profonda della propria interiorità e delle proprie zone d’ombra.

Non è per caso, quindi, che En e Xanax faccia parte proprio di questo disco, perché è una canzone intensa, cruda, sebbene vestita di romanticismo, capace di trascinare l’ascoltatore in un abisso e poi accompagnarlo a mettersi in salvo. È, di fatto, la canzone di un amore salvifico, ma non in senso strettamente romantico: sono i suoi protagonisti a salvarsi, nel momento in cui imparano a mettersi a nudo, a riconoscersi, a diventare l’uno l’ansia gemella dell’altra.

Chi sono En e Xanax

En e Xanax sono due noti ansioliticie Samuele Bersani ha scelto di personificarli (la donna è En e l’uomo è Xanax) e, attraverso questa metafora, raccontare il loro incontro, il modo in cui si sono conosciuti e riconosciuti. Ex e Xanax sembrano avere ben poco in comune, ma qualcosa li lega: entrambi soffrono di attacchi di panico, manifestazioni d’ansia improvvise e molto intense, tali da indurre la persona che ne è colpita a pensare di essere sul punto di avere un infarto, di morire o d’impazzire.

En e Xanax non è un invito all’utilizzo degli psicofarmaci, come qualcuno ha distrattamente pensato, ma la storia di due persone che imparano a trasformare il loro malessere in un terreno fertile dove lasciar crescere – senza remore – un sentimento, un posto in cui non sentirsi più a disagio, ma compresi fino in fondo. Ex e Xanax sono due persone qualunque, che hanno imparato a fidarsi reciprocamente e a tenere a bada l’uno l’ansia dell’altra.

Ma, soprattutto, sono due persone diverse: lei è “la figlia di un’americana trapiantata a Roma” e lui “un figlio di puttana”, questo a voler spiegare che l’ansia, con i suoi sintomi e le sue conseguenze, è una malattia e, in quanto tale, può colpire chiunque: non ha un destinatario predefinito e non risparmia nessuno, a nessuna età. Si tratta di una malattia senza contorni, spesso intangibile, per questo sottovalutata, che può portare all’isolamento della persona che ne soffre. Ma En e Xanax non sono più soli: il loro incontro ha permesso loro di sentirsi capiti, non più spaiati, ma pezzi complementari di un mondo che li ha fatti sentire in difetto e che, il più delle volte, ha avuto la meglio su di loro.

Testo

Il testo di En e Xanax riassume al meglio lo stile cantautorale di Samuele Bersani: è suggestivo e concreto, tagliente e accogliente. La storia dei due protagonisti si snoda davanti agli occhi dell’ascoltatore come fosse la pellicola di un film: è un testo fatto di immagini nitide e semplici, rese potenti da un incedere incalzante e da un finale aperto, arioso e toccante.

En e Xanax rappresenta uno spartiacque nella storia della canzone italiana, perché racconta l’amore, il tema più inflazionato nella musica e nell’arte in generale, ma lo fa in un modo inedito, efficace, estremamente intelligente, non macchinoso e per niente legnoso. È una canzone necessaria, perché è estremamente attuale, per via del tema che tratta; ma, allo stesso modo, è senza tempo, perché il racconto è poetico e avvolgente, tant’è che è stata accostata ad Anna e Marco di Lucio Dalla.

Il testo:

En e Xanax non si conoscevano prima di un comune attacco di panico e subito
Filarono all’unisono
Lei la figlia di una americana trapiantata a Roma e lui
Un figlio di puttana
Ormai disoccupata
En e Xanax si tranquillizzavano
Con le loro lingue al gusto di
Medicina amara e chiodi di garofano
Lei per strada e lui rubava I libri della biblioteca
E poi glieli leggeva
Seduto sopra un cofano
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere
En e Xanax quando litigavano avrebbero potuto fermare anche il traffico di New York
Uccidersi al telefono
Lei si calmava e lui la ritrovava nuda sulla sedia
E poi sovrapponevano il battito cardiaco
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere
En e Xanax si anestetizzavano con le loro lingue al gusto di menta e marijuana
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano

Dal Sito: greenme.it

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