domenica 3 novembre 2019

Attacchi di panico, ansia e depressioni riconosciute malattie invalidanti, partono gli assegni Inps


È stato predisposto l’invalidità e l’assegno dell’Inps anche per alcune patologie psichiche. Ancor oggi, ci sono molte malattie invalidanti che non sono catalogate come tali, in special modo nel campo psichiatrico, come ad esempio ansia e attacchi di panico. Queste vengono ancora trattate con indifferenza sia nel campo medico sia nel campo lavorativo. Ma ci sembra che ci sarà a breve qualche cambiamento.

Ansia, attacchi di panico e depressione: malattie invalidanti

Infatti, è stato presentato un disegno di legge, ideato dal vicepresidente di Forza Italia, Massimo Mallegni, è presentato dalla presidentessa Bernini a Palazzo Madama, in cui si riconoscere la depressione, l’ansia e gli attacchi di panico malattie sociali e quindi migliorare la qualità della vita di moltissimi cittadini.

Si tratta, sicuramente di un passo avanti nei confronti di milioni di persone che soffrono di attacchi di panico e non solo che non sono classificabili come vere e proprie malattie.

Tali disturbi affliggono, come abbiamo detto moltissime persone e i dati rilevati sull’intera popolazione italiana lo dimostrano. Il 33% delle persone con età compresa tra i 18 e i 25 anni hanno avuto un attacco di panico almeno una volta. Poi 2,5 milioni di persone soffrono di ansia mentre 2,8 milioni di cui il 5,4% sono ragazzi al disotto dei 15 anni soffrono di depressione.

Assegni Inps per disturbi psicologici

Bernini è dell’avviso che vivere con questi disturbi non si può svolgere una vita attiva. Per questo il legislatore deve prendere in considerazione tale situazione. Il ddl presentato è volto a far riconoscere questi disturbi vere e proprie malattie invalidanti. Di conseguenza ottenete il riconoscimento dell’assegno di invalidità è semplice in quanto è già previsto dall’ordinamento per tutte le malattie certificate.

Anche Mallegni ha rilasciato la sua dichiarazione: “Questi temi devono entrare nell’agenda politica sia nazionale sia locale perché bisogna riconoscere che queste malattie sono invalidanti e coinvolgono una platea di italiani molto più numerosa di quella fotografata dalle statistiche”.

Dal Sito: notizieora.it 

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