venerdì 8 maggio 2020

Stabilire dei limiti durante la quarantena



Stare in casa tutto il giorno a causa della quarantena non significa essere sempre disponibili. Abbiamo bisogno di tempo per disconnetterci, non solo dalle fatiche dello smart working, ma anche da messaggi e videochiamate. Stabilire dei limiti durante la quarantena, di fatto, è molto sano.

Il telelavoro ci tiene impegnati, in media, dieci ore al giorno. Se a questo aggiungiamo messaggi e videochiamate, è normale sentirsi saturi a fine giornata. Il segreto, sembra ironico, è riuscire qualche volta a stabilire dei confini nel confinamento.

Scriveva Jane Wilde Hawking nel suo libro Verso l’infinito. La vera storia di Jane e Stephen Hawking che quando lottiamo contro il destino, la sola cosa che conta è proteggere la nostra sopravvivenza. Un consiglio molto adatto al contesto attuale.

Tuttavia, all’interno di queste capsule di sopravvivenza che sono le nostre case, c’è un’altra dimensione da salvaguardare: il benessere. In queste settimane di isolamento forzato abbiamo vissuto e imparato molto. Ognuno di noi sta gestendo questa situazione come può, in modo più o meno efficace.

Qualcuno sta ritrovando se stesso grazie a una vita più lenta, intima e rilassata. Altri stanno lottando contro l’ansia. Qualunque sia la nostra realtà personale, arriva il momento in cui è necessario stabilire una barriera di contenimento.

Abbiamo ormai imparato che puntare sull’assertività e imparare a mettere dei limiti in certi contesti ci garantisce pace ed equilibrio mentale. Ma chi avrebbe mai pensato di dover applicare questo principio in un contesto di quarantena? Sembra tutto molto strano.

Isolati per buona parte della giornata, è un piacere ritrovare i nostri affetti grazie alla tecnologia. Pensavamo, inoltre, che il telelavoro equivalesse a una migliore qualità di vita; finalmente l’orario d’ufficio lo decidiamo noi, conciliandolo con gli impegni familiari.

Chi si è avventurato in questo nuovo scenario, però, ha forse scoperto che stare a casa non è così facile. Si tratta di una nuova situazione che dobbiamo imparare a calibrare. Vediamo come fare.

Telelavoro e didattica a distanza: strumenti da migliorare

Secondo i dati forniti dai gestori dei servizi di telecomunicazione, il picco di connessione inizia alle 9 del mattino. È il momento in cui tutti controllano la posta elettronica.

In media, le giornate in modalità lavoro agile si sono allungate a dieci ore, invece di otto. Ancora più sorprendente, sono in molti ad aver fissato parte dell’orario di lavoro tra mezzanotte e le tre del mattino.

Il motivo è semplice: è difficile concentrarsi nelle ore diurne. Per qualcuno non resta che lavorare quando i bambini dormono.

D’altro canto, la didattica a distanza ha mostrato falle e difficoltà. In alcuni casi gli studenti devono affrontare esercizi e argomenti da studiare senza ricevere spiegazioni. I sistemi di valutazione, inoltre, non sono precisi. E a questo si aggiunga il fattore tecnologico: non tutti i bambini hanno a disposizione un computer.

Fissare dei limiti durante la quarantena significa essere capaci di organizzarsi. Una buona gestione del tempo in telelavoro non solo aumenta la produttività, ma ci evita dello stress. Allo stesso modo, per quanto riguarda i ragazzi, occorre capire il limite tra ciò che si può ottenere e no attraverso l’e-learning.

In molti casi, per i genitori, la scuola dei figli rappresenta un carico aggiuntivo. Si tratta di un problema da considerare e risolvere.

Stare in casa non significa essere sempre disponibili

Stabilire dei limiti durante la quarantena significa far capire che non siamo sempre disponibili.

A volte, di fare quella chiacchierata con Zoom,  Skype o WhatsApp non ne abbiamo proprio voglia, e non perché non vogliamo bene alla persona che ce lo propone. In alcuni momenti, semplicemente, abbiamo bisogno di immergerci nella lettura di un libro o di non fare niente. Abbiamo bisogno di calmare la nostra mente.

Ognuno di noi ha ritmi e bisogni diversi. Spesso, a fine giornata, ci accorgiamo di aver trascorso ore tra messaggi e telefonate. Tutto questo è positivo, è una piccola ancora di salvezza in questo momento di crisi, ma abbiamo anche bisogno di riposo, di tempo per noi stessi. Impostare una serie di limiti durante la quarantena, quindi, è un gesto che fa bene alla nostra salute.

Stabilire dei limiti durante la quarantena: anche i limiti mentali sono necessari

Stabilire un limite passa anche dall’autocontrollo. Non si tratta, quindi, solo di innalzare barriere contro l’esterno riducendo, ad esempio, la quantità di informazioni da ricevere.

Oltre a gestire meglio il tempo da dedicare a parenti e amici, concordando il momento migliore per le videochiamate, dobbiamo anche stabilire dei limiti mentali.

Cosa significa stabilire un limite mentale? Vuol dire, ad esempio, bloccare le preoccupazioni eccessive. Benessere significa essere assertivi verso gli altri, certo, ma anche verso noi stessi.Controllare ciò che è nelle nostre mani.

È vero, ci sono cose che sfuggono al nostro controllo, che affrontiamo ogni giorno con incertezza e paura. Dobbiamo, tuttavia, mettere un freno alla mente che anticipa fatti non ancora accaduti, al pessimismo spinto che intensifica l’ansia.

Sia chiaro, prendersi cura del nostro universo interiore è importante quanto avere il controllo sul mondo esterno. Il benessere si trova nell’equilibrio, nella capacità di decidere un limite, di capire ciò di cui abbiamo bisogno di volta in volta. Lavoriamo su questo aspetto.

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