venerdì 8 maggio 2020

Tachicardia da ansia: come riconoscerla e alleviarla?



Ti sei mai sentito così nervoso da sembrarti che il cuore stasse per uscire dal petto? In questo caso, è probabile che tu abbia sofferto di tachicardia da ansia, un problema abbastanza comune, anche se non facile da diagnosticare, che può allarmare. Infatti, uno studio condotto presso il Massachusetts General Hospital ha rivelato che una persona su tre sperimenterà dolore toracico non cadiaco e palpitazioni causati dell’ansia a un certo punto della loro vita.

Le aritmie funzionali sono un disturbo fisiologico caratterizzato da reazioni improvvise della frequenza cardiaca, senza una ragione apparente e senza una lesione organica. Tendono ad incrociarsi con alti livelli d’ansia e la frequenza cardiaca può raggiungere tra i 160 e 200 battiti al minuto, sebbene negli esami clinici non si rilevi alcuna anomalia cardiaca. Per questo motivo si fa riferimento a un disturbo funzionale.

Le tachicardie di origine ansiosa possono essere accompagnate da dolore al petto da ansia, sensazione di difficoltà a respirare, sudorazione profusa, nausea e persino vertigini da ansia.

Come riconoscere la tachicardia da ansia?

La tachicardia da ansia può diventare così intensa che la persona crede di avere un infarto, sebbene i cardiologi l’abbiano assicurata che non soffre di malattie cardiache. Ad ogni modo, le palpitazioni sono così intense che la persona crede che sta morendo, il che aumenta ulteriormente l’ansia e, quindi, la tachicardia.

Dopo esserci esposti ad uno stimolo che ci spaventa in qualche modo, è normale che la nostra frequenza cardiaca aumenti.

Ma se abbiamo paura e pensiamo che stiamo perdendo il controllo, il nostro corpo reagirà come se fosse una vera e propria emergenza aumentando ulteriormente la frequenza cardiaca. A sua volta, questo aumento del battito cardiaco ci spaventerà ancora di più, creando un circolo vizioso in cui, più aumenta la paura, più forte il cuore batterà.

La tachicardia da ansia è solitamente il risultato dell’esposizione ad una situazione stressante, angosciante, spaventosa o estremamente triste. Ma a volte il semplice ricordo o l’anticipazione di tali situazioni possono essere sufficienti per innescare la tachicardia. Anche un pensiero o un’emozione possono innescare le palpitazioni, così come una connessione inconscia con alcuni stimoli che consideriamo pericolosi.

Infatti, la tachicardia da ansia può essere una risposta appresa quando nella mente si attiva un determinato argomento che ci preoccupa o uno stimolo che è presente in diverse situazioni, sebbene questi non siano di per sé minacciosi.

Dal momento che la tachicardia da ansia non è sempre il risultato diretto e apprezzabile di un evento stressante, a volte è difficile stabilire la connessione. Pertanto, è importante che ti concentri ad analizzare il tuo ambiente e i tuoi pensieri. Solo allora puoi individuare i fattori scatenanti dell’ansia. Quindi, puoi attivarli nella tua mente e noterai come si attivano le palpitazioni. Questa è la conferma che si tratta di tachicardia da ansia.

Questa situazione può diventare enormemente invalidante perché, a causa della paura, la persona è portata ad isolarsi per evitare ogni tipo di stimolo nuovo o che possa sfuggire al suo controllo, questo ridurrà sempre più la soglia davanti alla quale si scatena la risposta ansiosa, generando un circolo vizioso.

Perché l’ansia causa tachicardia?

Ci sono due aree chiave del cervello preposte al processamento dell’ansia: l’amigdala e l’ippocampo. L’amigdala è un vero e proprio centro di comunicazione tra le diverse parti del cervello che elaborano i segnali sensoriali in arrivo e le aree che interpretano questi segnali. Può avvisare il resto del cervello che esiste una minaccia e scatenare una risposta di paura o ansia.

Nell’ippocampo, d’altra parte, si trovano immagazzinati molti dei ricordi relativi a esperienze passate che sono negative, stressanti o ansiose. Il suo compito consiste nel codificare gli eventi minacciosi trasformandoli in ricordi.

Quando il cervello incontra una minaccia (reale o percepita), rilascia un’ondata di neurotrasmettitori, come il cortisolo e la norepinefrina. Questi ci danno una spinta in più, migliorano la nostra percezione, i riflessi e la velocità per metterci al sicuro, se necessario.

Questi neurotrasmettitori causano anche una costrizione dei vasi sanguigni così il nostro cuore deve pompare più velocemente per far circolare più sangue e ossigeno attraverso il corpo. In sostanza, entriamo in “modalità sopravvivenza”. Si attiva il nostro sistema nervoso simpatico, che agisce come una specie di acceleratore.

Quando la situazione che ha generato questa risposta di attivazione scompare, l’ipotalamo, un’altra struttura cerebrale, dovrebbe ordinare a tutti i sistemi di tornare alla normalità. Allora è quando si attiva il sistema nervoso parasimpatico, che funge da ritardante e ci aiuta a rilassarci e a rallentare la frequenza cardiaca (scopri il rapporto tra nervo vago e ansia).

In effetti, l’aumento della frequenza cardiaca ha un valore funzionale e non è dannoso, ma se attivato eccessivamente può finire per causare danni fisici. Se i nostri sistemi non tornano alla normalità o si attivano ​​continuamente, abbiamo un problema.

Le palpitazioni da ansia sono pericolose?

La tachicardia da ansia non è solitamente pericolosa, sebbene sia fastidiosa. Ma se il problema persiste nel tempo e si reagisce ansiosamente a un numero sempre maggiore di situazioni, è probabile che la coerenza cardiaca terminerà per essere influenzata.

Gli scienziati dell’Università di Harvard hanno concluso che “quando l’ansia si presenta spesso o per lunghi periodi di tempo, è considerata dannosa per la salute mentale e generale”. L’ansia è stata associata a una maggiore incidenza e, in alcuni casi, alla progressione delle malattie cardiovascolari.

I meccanismi di azione dell’ansia che possono rappresentare un rischio per la salute cardiovascolare sono molteplici.

– Disfunzione autonomica.L’interruzione della omeostasi autonomica cardiovascolare, in particolare per quanto riguarda la capacità del corpo di mantenere la stabilità del battito cardiaco e una pressione sanguigna costante è un fattore che influenza la salute cardiovascolare e aumenta il rischio di mortalità. Le persone con una storia di malattie cardiovascolari e ipertensione che hanno una ridotta capacità di mantenere la stabilità autonoma corrono maggiori rischi. È stato anche dimostrato che le persone con disturbi d’ansia hanno maggiori difficoltà a regolare la funzione autonoma.

– Vie infiammatorie. Le vie infiammatorie svolgono un ruolo chiave sia nello sviluppo che nella progressione delle malattie cardiache. I disturbi d’ansia causano precisamente un aumento di diversi marcatori infiammatori come la proteina C reattiva, fattore di necrosi tumorale alfa, interleuchina-6, omocisteina e fibrinogeno.

– Disfunzione endoteliale. L’ansia è anche correlata ai cambiamenti nell’endotelio vascolare. L’endotelio vascolare svolge un ruolo chiave nella salute e la manutenzione del sistema circolatorio attraverso la regolazione dell’attività piastrinica, la trombosi, il tono vascolare e l’adesione dei leucociti. La sua disfunzione porta allo sviluppo dell’aterosclerosi. Una maggiore disfunzione endoteliale è stata osservata in persone con un disturbo d’ansia.

– Disfunzione piastrinica. Inoltre, è stato dimostrato che l’aumentata attività e l’attivazione piastrinica da trigger infiammatori hanno un ruolo chiave nell’aterotrombosi e ischemia miocardica. Le persone che soffrono d’ansia o stress acuto mostrano anche una maggiore aggregazione piastrinica.

Tutto questo indica che, anche se la tachicardia da ansia non causa direttamente un attacco di cuore, a lungo termine può avere un effetto nocivo sulla salute cardiovascolare, quindi è importante porvi rimedio il più presto possibile.

Come eliminare la tachicardia da ansia?

Esistono diversi modi per curare l’ansia e, quindi, eliminare la tachicardia che produce. La tecnica di rilevamento e affrontamento della conseguenza temuta è molto efficace perché si concentra sulla rilevazione dei fattori scatenanti che causano l’ansia e sulla ricerca di soluzioni per alleviare i sintomi, sia a livello fisico che emotivo.

Per applicarla è necessario capire che il disagio si mantiene quando si tenta di evitare le conseguenze temute. In altre parole, il primo passo non è cercare di evitare quelle fastidiose sensazioni.

Fondamentalmente, devi capire che, sebbene fastidiose, le tachicardie non sono pericolose di per sé. Così rompi il circolo vizioso, calmi la paura e riduci l’ansia. Per raggiungere questo obiettivo è necessario cercare pensieri o comportamenti alternativi:

– Esercizi di respirazione. La respirazione profonda accompagna il battito cardiaco, generando una sensazione di tranquillità e benessere che ti aiuterà a eliminare le palpitazioni. Pertanto, si consiglia di apprendere esercizi di respirazioneda applicare in qualsiasi situazione.

– Tecniche di rilassamento. La tecnica di rilassamento muscolareprogressivo è uno degli esercizi più efficaci, perché non solo impararerai a rilassarti, ma anche a notare la tensione corporale che precede gli episodi d’ansia, così li puoi fermare in tempo.

– Pensieri positivi. Non significa cadere nel positivismo ingenuo, ma sviluppare pensieri più razionali e adattativi. Quando senti le palpitazioni, invece di pensare che stai per morire o subire un infarto, pensa solo che si tratta di una reazione di paura e che tu mantieni il controllo.

Tuttavia, in alcuni casi, quando l’ansia si trascina da anni, è necessario ricorrere alla terapia psicologica. Inoltre, è sempre consigliabile effettuare un accurato esame cardiologico per escludere una patologia di base.


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